PISA AL FIANCO DELLA CROCE VERDE

.... 345Tutta la città di Pisa è solidale alla città di Viareggio.

L’amministrazione comunale di Pisa ha promosso una sottoscrizione con il fine di raccogliere i fondi necessari all’acquisto di un mezzo di soccorso per la Croce Verde di Viareggio,  vista la perdita di tutte le autoambulanze, andate distrutte nell’esplosione di lunedì notte.

.... 337Anima della lodevole iniziativa il vice sindaco Paolo Grezzi, che in sole quarantotto ore ha già avuto numerose adesioni, tra cui  Prefettura, Questura, Provincia, Ente Parlo San Rossore, Guardia di Finanza, Comando Provinciale dei Carabinieri, Capar, Vigili del Fuoco, Arcivescovado, Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Camera di Commercio, Unione Industriali, Azienda Ospedaliera Pisana,  Misericordia, Pubblica Assistenza, Croce Rossa Italiana, Rotare, Lions e decine di altri.

.... 330“L’intento è quello di raggiungere l’obiettivo della raccolta entro il 31 luglio – ha affermato il sindaco Marco  Filippeschi nella sala consiliare di Palazzo Gambacorti gremita di persone -, con l’impegno di consegnare alla Croce Verde la somma stanziata per l’acquisto dell’ambulanza, durante la manifestazione conclusiva delle giornate della Protezione Civile, prevista il 26 settembre in piazza Cavalieri. Una città, Pisa, e l’intera  Provincia, che si è stretta attorno al presidente della Croce Verde Milziade Caprili.

.... 327La sottoscrizione è aperta, e chiunque potrà contribuire effettuando versamenti su un conto appositamente aperto alla Banca di Credito Cooperativo di Fornacette, IBAN IT65L0856214001000010544609, indicando gli estremi del donatore, sia esso ente, associazione, società, circolo, o singolo cittadino. “Il conto sarà chiuso una volta raggiunto l’obiettivo – ha precisato il vice sindaco – ma il nostro contributo continuerà anche per la ricostruzione di una città amica, per la quale la notte stessa della tragedia ci siamo mossi con le nostre risorse, mezzi e uomini. Nella sala consiliare ieri mattina erano presenti il comandante provinciale dei Carabinieri di Pisa, colonnello Edoardo Lepri, il primo ad inviare di supporto a Viareggio i suoi militari, e un ufficiale della Aeronautica in rappresentanza del generale Stefano Fort: la 46° Brigata aerea ed il 31° Storno hanno trasportato i feriti gravi negli ospedali fuori regione con un C130J. “Viareggio colpita da un tragico lutto, deve voltare pagina, e noi siamo pronti ad aiutarla a far ripartire la città”.

Caprili ringrazia la città di Pisa

.... 371Ancora una volta “grazie Pisa”. Questo atto di affetto, e di amicizia, per Caprili significa moltissimo. Del resto le due città sono territorialmente vicine, lo stesso lago di Massaciuccoli appartiene ad entrambe, Pisa e Viareggio. “La vostra solidarietà e l’affetto saranno di aiuto per ricucire quelle terribili ferite, profonde, indimenticabili, che hanno provocato, ad oggi, ventidue morti, famiglie distrutte da un lutto che non ha precedenti”. Ma per il sindaco di Pisa si è trattato solo di un gesto non dovuto, ma naturale. “Viareggio è da sempre una città  generosa e sanguigna – ha affermato il primo cittadino della città della Torre -, che ha dato tanto e ora si merita tutto l’aiuto possibile”. “La vostra tragedia poteva essere la nostra, come di qualsiasi città con una stazione ferroviaria, e i binari che attraversano le sue vie, tra le case”.

.... 373“Ai sindaci – e l’invito è rivolto non solo a Lunardini, ma a tutti i primi cittadini di Italia – ora, tocca il compito della sicurezza, e garantire maggiore tutela, un’attenzione in più”. Con la speranza che “un sacrificio così grande come quello di Viareggio non sia speso invano”.

La lettera di un volontario: “Tutta la città è ferita”

Il presidente della Croce Verde Milziade Caprili, dopo un ringraziamento commosso all’amministrazione comunale pisana e un minuto di silenzio per il lutto che ha colpito Viareggio, ha preferito passare la parola a Gianluca Capuana, un autista soccorritore volontario – lui e tutti i suoi colleghi non prendono un soldo, e di questo ne vanno orgogliosi – che quella notte maledetta era in servizio e ha visto avanzare la nuvola bianca del gas assassino e scoppiare il finimondo.

.... 359“ Ho visto due uomini scavalcare il muro, erano i macchinisti. Mi hanno subito detto che il treno era deragliato e che trasportava un gas fortemente infiammabile e ho immediatamente allertato i pompieri con il mio cellulare prima che tutto scoppiasse”. Ma non è stato sufficiente, l’apocalisse è iniziata pochi istanti dopo. Facendo saltare il garage della Croce Verde con tutti i suoi mezzi e distruggendo la vita di tante, troppe, persone.

.... 353Lui, il volontario, si è salvato grazie alla porta frangi fuoco che si è chiusa automaticamente, ma l’onda d’urto lo ha scaraventato a terra, insieme agli altri volontari. “Tutta la città è ferita, anche la Croce Verde. Noi continueremo a rendere possibile che le ferite si rimargino, e abbiamo già iniziato a lavorare. Grazie per il vostro aiuto, che ci riempie di orgoglio e che sarà ben utilizzato”. Da 120 anni la Croce Verde non viene meno al suo impegno, quello di aiutare chi ha bisogno. Gli aiuti serviranno a chè questo possa proseguire anche nel futuro.

Lunardini: “Una notte interminabile”

.... 346Un fatto unico, tragico, una lunga e interminabile notte”. Questo il commento di Luca Lunardini intervenuto in sala Consiliare a Pisa. “Non si può dimenticare quanto ha fatto la Croce Verde quella sera, pur senza mezzi”.  Le ore di terrore, di pianti, saranno una ferita per sempre per chi le ha vissute, perdendo gli affetti più cari. “Nella mia mente è fissata l’immagine di un giovane in calzoncini corti e ciabatte che pedalava. Addosso aveva la giacca della Croce Verde. Non era in servizio, ma ha avuto la forza, e il coraggio, di andare da solo ad aiutare chi ne aveva bisogno”. “La Croce Verde, simbolo di Viareggio, merita questo ed altro, grazie Pisa”.

Letizia Tassinari

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LA COMUNITA’ ISLAMICA SALUTA LE VITTIME MAROCCHINE, MARTEDI FUNERALI DI STATO: SARA’ PRESENTE ANCHE NAPOLITANO

.... 382.... 383.... 384Sette bare, una delle quali piccola e bianca in cui riposa Iman Ayad, 3 anni, adagiate su lenzuoli nell’aiuola davanti all’obitorio dell’ospedale Versilia. La comunità islamica ha salutato così le sette vittime marocchine dell’incidente ferroviario di Viareggio.

.... 385L’imam della città Abderrahname Laala ha pronunciato una preghiera per i fedeli, un centinaio di uomini, rivolti verso la Mecca, come vuole il Corano. Ad un centinaio di metri di distanza, le donne della comunità, tutte con il capo coperto dal velo, hanno seguito la breve e commovente funzione. Al termine della preghiera, il fratello di Mohamed Ayad, il carpentiere marocchino morto nel rogo della sua casa, è stato colto da malore e poco dopo si è sentita male anche un’amica della famiglia di cui è rimasta unica superstite la 21enne Ibitzen. Al termine del rito le bare sono state caricate sui carri funebri per il trasporto all’aeroporto da cui saranno rimpatriate in Marocco.  Le salme delle sette vittime dell’esplosione di Viareggio di origine marocchina saranno trasportate in patria su un aereo messo a disposizione dal re del Marocco. Lo ha reso noto il Comune di Viareggio. “Lo Stato italiano aveva offerto un proprio aereo – è stato spiegato -, ma l’ambasciatore ha comunicato che avrebbero provveduto autonomamente”. Torneranno così in Marocco i famigliari di Ibi Ayad, che nell’incendio ha perduto la sorellina di 3 anni Iman, il fratello diciassettenne Hamza, il padre Mohamed e la madre Aziza Abou Talib; Noureddin e Amdula Boumalahaf e Moussafar Rachid. Martedì  7 luglio nel corso della mattinata si terranno, presso lo Stadio dei Pini, i funerali di Stato delle vittime dell’incidente ferroviario che lunedì scorso ha inferto una profonda ferita alla città tutta. A rendere omaggio alle vittime, oltre al Presidente della Repubblica, saranno presenti le più alte cariche dello Stato. Sarà  un’occasione solenne in cui ciascuno potrà, fisicamente o nell’intimo del proprio cuore, dimostrare l’affetto e la vicinanza a questi nostri fratelli che per un tragico destino, non sono più con noi. “Da parte mia, quale rappresentante della città, – ha affermato il sindaco Luca Lunardini – mi sento anche di interpretarne in questo triste momento i sentimenti che, a più riprese in questi giorni, sono emersi con spontaneità ed assoluta generosità. Sono  certo pertanto che non occorra imporre alcunché e che i cittadini tutti ed in particolare gli esercenti delle attività commerciali e turistiche, dei locali pubblici, delle attività artigianali,  delle agenzie pubblicitarie e di quant’altro ruota intorno al mondo dell’offerta al pubblico, compatibilmente con le esigenze di servizio, sapranno rispondere con quello slancio che ha sempre contraddistinto gli abitanti di questa città, che ancora una volta di più mi onoro di amministrare, osservando il rispetto del Lutto Nazionale dalle ore 8:00 fino alle ore 15:00, ora nella quale le Esequie potranno dirsi concluse”. “In questi pochi giorni che ci separano dalla triste cerimonia di commiato – ha aggiunto il primo cittadino – mi permetto  di chiedere a tutti, anche  coloro che incidentalmente qui soggiornano, di astenersi dalla organizzazione di eventi comunque considerati o di situazioni, in cui la produzione musicale, ancorché di sottofondo, finisca per alterare quel raccoglimento doveroso che dobbiamo alle vittime innocenti”.


AVIF, NASCE IL COMITATO PER LE VITTIME

.... 389Nella riunione avvenuta due sere fa, presso la sede della CNA di Viareggio, si è costituito con sede in  Viareggio via Porta Pietrasanta 14 un Comitato di Soccorso apartitico, apolitico e senza scopo di lucro, tra tutte le persone sia fisiche che giuridiche che hanno subito danni nel disastro ferroviario del 29 giugno, Avif, Assistenza Vittime Incidente Ferroviario,  si propone di essere un centro permanente di vita associativa a carattere volontario e democratico la cui attività è espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo sia da parte delle “vittime” sia aperto a tutti i cittadini che vogliono farne parte per essere di aiuto. Il Comitato si propone quale obiettivo quello di svolgere tutte le attività  di soccorso e a tutela delle vittime coinvolte nel disastro ferroviario del 29 giugno 2009 e specificatamente di svolgere tutte le iniziative e le attività necessarie a prestare assistenza legale, medica, tecnica, nonché alla raccolta di fondi da devolvere in aiuto delle vittime. In particolare saranno promosse iniziative volte  alla modifica delle modalità risarcitorie da parte dello Stato nonché di riforma della legge in materia di sicurezza dei trasporti . Per informazioni e adesioni si possono contattare  Baldini Gianfranco 329 0537113,  Venturi Nicola 338 3158563 e Rosa Raffaella 329 0537114

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ARZILLO 78ENNE PRENDE LA “SCORCIATOIA”, IN MACCHINA SULLA SPIAGGIA

E’ iniziata l’estate e una Volante del Commissariato di Forte dei Marmi è dovuta intervenire, non sulle strade, come di consueto accade, ma sulla spiaggia, tra ombrelloni, sdraio e lettini. L’incrdibile fatto è accaduto a  Marina di Pietrasanta. Un  distinto signore di Bologna di 78 anni, con regolare patente, per ritornare a casa in fretta  ha “tagliato” per la spiaggia. Entrato con l’automobile da un “passo a mare”, quello di solito usato dai trattori che puliscono l’arenile, ha percorso un tratto di alcune centinaia di metri attraversando tre bagni, tra le file degli ombrelloni e le cabine, sotto gli occhi increduli dei bagnanti, fino a quando è rimasto insabbiato. I bagnini, allarmati per l’incolumità dei turisti hanno immediatamente chiamato la Polizia e la volante è arrivata sul posto. Il signore ha confermato agli Agenti di essere di Bologna, di sapere  di trovarsi a Marina di Pietrasanta e che quella era la strada per tornare a casa. Gli Agenti, dopo aver tolto l’auto dalla spiaggia non senza fatica, constatato l’ ovvio stato confusionale, hanno fatto intervenire un’ambulanza e l’anziano è stato ricoverato all’Ospedale della Versilia. La Polizia gli ha anche ritirato la patente di guida.

Letizia Tassinari

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NESSUN FUNERALE PUBBLICO PER LE VITTIME MAROCCHINE, LO HA CONFERMATO L’AMBASCIATORE

Nessun funerale pubblico a Viareggio per le vittime, sei, di nazionalità marocchina.

.... 300L’ambasciatore del Marocco in Italia, Mohamed Nabil Benabdallah ieri nelle prime ore del pomeriggio ha fatto visita ai suoi connazionali rimasti feriti nell’incidente ferroviario di Viareggio e ha reso omaggio alle salme di chi, che a causa dello scoppio della cisterna infernale di gpl, ha perso la vita. L’ambasciatore ha incontrato la comunita’ marocchina e, in particolare, le famiglie Ayad e Noureddin, duramente colpite dal disastro ferroviario., quattro vittime nella prima, padre, madre, e due figli, tra cui un eroe, il figlio diciassettenne Hamza, lanciatosi tra le fiamme per cercare di salvare la sorellina di tre anni, due nelle seconda, i fratelli Boumalhaff. La sua presenza a Viareggio è stata la testimonianza della vicinanza sua e del suo Paese alle famiglie marocchine e italiane colpite. Prima di arrivare all’ospedale l’ambasciatore si è intrattenuto a lungo a parlare con il Procuratore della Repubblica Aldo Cicala. Al suo arrivo all’obitorio del “ Versilia”, Benabdallah ha anche spiegato che organizzera’ quanto prima – forse già oggi, o al massimo domenica – il rimpatrio delle salme dei suoi connazionali morti. “ I funerali delle vittime marocchine si svolgeranno in Marocco, perchè questo è il desiderio espresso al governo del Marocco dalle loro famiglie”. L’incontro con il Procuratore Cicala è servito per espletare tutte le necessarie pratiche per il rimpatrio. Al grazie alle autorità italiane, espresso con una lettera indirizzata a Napolitano e Berlusconi, si è aggiunto quello nei confronti dell’Amministrazione Comunale Viareggina, e di chi si è prodigato nei soccorsi, sia durante l’emergenza che dopo, per assistere e dare supporto ai suoi connazionali. Un aereo dell’Areonautica Militare è già pronto all’aereoporto per riportare in Marocco le salme.

Letizia Tassinari

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IBTIZEN E LEONARDO, UNITI IN UN TRAGICO DESTINO

Ibtizen e Leonardo sono i giovanissimi superstiti di due famiglie distrutte, i marocchini Ayad, e i viareggini Piagentini. Entrambi hanno perso i due fratelli, Ibizen i genitori, Leonardo la mamma. Un tragico destino li accomuna, e in questo momento sono assistiti dagli psicologi. Per il dopo. Da soli. Ibtizen ha 21 anni, e non ha parenti in Italia. Potrebbe andare a vivere a Parigi, dallo zio Abdelilah, che ieri era accanto a lei all’ospedale, ma vuole restare a Viareggio.

.... 302“E’ lei che ha deciso che la sua famiglia torni in Marocco. Anche per i funerali”. Lo ha raccontato ai microfoni lo zio, con accanto l’ambasciatore del Marocco, venuto da Roma. “Poi, tornerà a Viareggio, dove studia per fare la pasticcera, e per continuare a lavorare in un ristorante di Lido di Camaiore.” Leonardo invece ha solo 8 anni, e chiede continuamente del babbo e della mamma. Non sa che il padre è gravissimo e che i fratellini e la madre sono morti. Ancora non è il momento di sapere. Chiede come stanno, e quando li potrà vedere. Era con loro tra le fiamme, e sa che sono malati. Come lui. Accanto  a conosolarlo, e  ad assecondarlo, ci sono la nonna e gli zii, con i quali, una volta guarito, dovrà crescere. E toccherà a loro dirgli quella terribile verità, fargli comprendere le conseguenze di quel maledetto treno bomba. Un momento che sarà difficile, e triste. Per ora l’importante è guarire.

Letizia Tassinari

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INCUBO INFINITO, SONO 22 I MORTI

La strage infinita, le vittime dell’esplosione del treno sono diventate ventidue.

.... 293.... 288Tutte dentro il container con la cella frigo, posteggiato all’obitorio. Il bilancio di questa tragedia immane sale ancora, inesorabilmente. Un incidente ferroviario, quello avvenuto nella notte fra lunedì e martedì scorsi alla stazione di Viareggio, che non ha precedenti per l’ecatombe di innocenti provocata. L’ultimo decesso è avvenuto ieri pomeriggio nel reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Pisa: si tratta di Stefania Maccioni, la mamma di Luca e Lorenzo Piagentini, i due bambini tragicamente scomparsi dopo che le fiamme avevano avvolto i loro piccoli corpi. La donna di quarant’ anni aveva riportato ustioni sul 100% del corpo. La triste mattinata di ieri si era già aperta con altri due decessi: un giovane di nazionalità marocchina morto venti minuti dopo le dieci all’ospedale di Massa e una persona ricoverata all’Ospedale di Carrara, morta intorno all’una. L’uomo  di trentaquattro anni, che era stato trasferito, per la gravità del quadro clinico, dal Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia” al reparto di rianimazione dell’Ospedale di Massa, e che aveva ustioni su circa il 90% del corpo, è stato riconosciuto dai familiari, la mamma e la sorella, arrivate in Italia con un areo da Marakech. Nonostante il continuo intervento dei sanitari il cuore di Amdula Boumalahaf ha cessato di battere. Alle 18,25 di ieri l’Asl Versilia ha ufficializzato che le vittime identificate dalla Polizia Scientifica e dai Medici Legali sono al momento 16. Questo l’elenco: Maria Luisa Carmazzi, Ilaria Mazzoni, Elena Iacopini, Lorenzo Piagentini, Ana Habic, Rosario Campo, Abou Talib Aziza, Hamza Ayad, Iman Ayad, Mohamed Ayad, Emanuela Milazzo, Noureddin Boumalahaf, Amdula Boumalahaf, Oliva Magdalena Cruz Ruiz, Antonio Farnocchia, Moussafar Rachid. Le vittime di cui si conosce l’identità, ma non ufficialmente identificate sono 4: Luca Piagentini, Mario Pucci, Claudio Bonuccelli, Stefania Maccioni. Le vittime da identificare sono 2. I feriti in cura all’Ospedale Versilia sono 5. Tre uomini in Polispecialistica e Chirurgia (Luigi Cordoni, Alvaro Lunari, Massimo Gigliotti). Due ragazzi in Pediatria (Ludovico Gigliotti / Leonardo Piagentini). I pazienti ricoverati fuori regione sono diciassette: Claudia Frasca a Cesena, Alessandro Farnocchia, Sara Orsi e Roberta Calzoni a Genova, Laura Galli, Ul Haq Ihsan e Marco Germani a Milano, Marco Piagentini a Padova, Mauro Iacopini a Parma, Federico Battistini, Elisabeth Silva, Stefania Maccioni, Emanuela Menichetti e Marina Galano a Pisa, Malek Martin, Anna Chiara Maccarone, Sabrina Lunardi a Torino. Le operazioni di riconoscimento dei corpi sono andate avanti a ritmo serrato per tutta la giornata. Gli inquirenti hanno lavorato con il supporto dei parenti e degli amici delle vittime che hanno fornito indicazioni e testimonianze preziose per risalire all’identità esatta dei loro cari. Momenti di emozione ci sono stati a più riprese come quando alcuni dei parenti hanno avuto malori e in un caso c’è stato uno svenimento, dopo aver proceduto a verbalizzare il riconoscimento insieme agli organi di polizia.

L’angoscia di una sorella

Ai nominativi forniti due giorni fa dalla Procura di Lucca, ieri mattina si era aggiunto quello di Rachid Moussafar, di venticinque anni. Lavorava come resinatore in un cantiere della Darsena. “Lo hanno portato al Pronto Soccorso del “Versilia” e poi trasferito a Massa”. Ma di lui non c’era piu traccia. Sparito, nel nulla.

.... 308 E la sorella Fatiha, che vive in Italia da anni, è arrivata in comune, per avere notizie, per ritrovarlo. Poi il responsabile della comunità marocchina di Viareggio, Hamid Hajjam, funzionario della Cgil, l’ha accompagnata all’ospedale dove ha incontrato anche l’ambasciatore del Marocco, Ben Abdellah Mohamed Nabil al quale ha chiesto aiuto, in lacrime. Poteva essere una storia a lieto fine, la Polizia aveva una traccia. Ma quel Rachid ferito in un incidente stradale non era il “suo” Rachid. Il fratello è stato identificato solo ieri nel tardo pomeriggio e il suo nome inserito nel triste elenco delle vittime identificate dai medici legali e dalla scientifica.

Letizia Tassinari

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ECATOMBE DI INNOCENTI, LE VITTIME DEL FUOCO SALGONO A 19

Diciannove vittime accertate, delle quali tre sono decedute una a Roma, una Firenze, una a Carrara e una a Cesena. Questi i numeri, a ieri sera, della maledizione piombata su Viareggio a mezzanotte meno dieci minuti di lunedi scorso. Il viaggio del treno della morte, il merci 50235 carico di Gpl, è finito a meno di trecento metri dalla stazione, esplodendo come una bomba. Ed ha inferto alla città un gravissimo lutto. “Un bilancio ancora in itinere – come ha affermato, purtroppo, il direttore generale della Asl 12 Versilia Giancarlo Sassoli durante la conferenza stampa tenuta a Villa Pergher unitamente al Sindaco Luca Lunardini, al direttore del Reparto di Medicina di Urgenza Sergio Melletti, al responsabile del 118 Andrea Nicolini, al direttore di Anestesia e Rianimazione Stefano Buzzigoli, al direttore sanitario Antonio Latella e al direttore del presidio ospedaliero Grazia Luchini. Un’ecatombe, destinata a crescere, le probabilità di sopravvivenza degli ustionati gravi, ricoverati nei reparti specializzati di ospedali di mezza Italia stanno quasi a zero. Solo quattro sono le vittime identificate con certezza dal pool di medici legali, Marco Di Paolo, Stefano Pierotti e Luigi Papi, diretti dal professore Ranieri Domenici, e dalla Polizia Scientifica del Commissariato di Viareggio: Maria Luisa Carmazzi, Ilaria Mazzoni, Elena Iacopini e Luca Piagentini, il bimbo di soli quattro anni. Le vittime di cui invece si conosce l’identità ma non sono ancora ufficialmente identificate, sono sei: Hamza Ayad, Iman Ayad, Mohamed Ayad, Boumalahaf Noureddin, Boumalahaf Noureddin e Lorenzo Piagentini. I cadaveri ancora da identificare sono ancora nove. Una tragedia. Chi ha visto i corpi, e a dirlo sono medici di decennale esperienza, non ha mai visto una cosa simile, ha visto l’inferno. Uomini e donne, adulti, bambini, senza volto, senza lineamenti. Neri come il buio, quello della morte più atroce. In qualcuno non è stato nemmeno stabilire il sesso.

.... 288Che ora giacciono, in attesa di una sepoltura, forse di stato, rispettando per ciascuno il proprio rito religioso, o civile, ma che si annuncia ancora lontana, in un container con celle frigo, nel parcheggio dell’Ospedale Unico Versilia. “Dentro l’obitorio non c’è posto”. Anche per i feriti ancora in vita ci sono feriti la cui identità è stata difficile da accertare: “Claudia Frasca, un donna ustionata che si trova ricoverata a Cesena – ha raccontato il direttore Giancarlo Sassoli – è stata riconosciuta dal fratello, che la cercava, grazie ad una rosa tatuata su un caviglia”. L’orrore. E mentre al Versilia sono attualmente ricoverati sei ustionati, Luigi Cordoni, Alvaro Lunari e Massimo Gigliotti, nel reparto di Polispecialstica e Chirurgia, Ludovico Giogliotti e Leonardo Piagentini in Pediatria, e Marino Germano è in fase di dimissioni, i feriti gravissimi, ben diciannove, si trovano in ospedali anche fuori regione: na persona, ignota, a Carrara, Alessandro Farnocchia , Sara Orsi e Roberta Calzoni a Genova, Amdula Boumalahaf a Massa, Laura Galli, Marco Germani e Ul Haq Ihsan a Milano, Marco Piagentini a Padova, Mauro Iacopini a Parma, Federico Battistini, Elisabeth Silva, Stefania Maccioni, Emanuela Menichetti e Marina Galano a Pisa, Malek Martin, Anna Chiara Maccarone e Sabrina Lunardi a Torino. Tutti trasportati in elisoccorso o in ambulanza nella stessa notte dell’apocalisse nei reparti grandi ustionati e ancora in prognosi riservata, e in pericolo di vita.

Letizia Tassinari

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LE FIAMME HANNO DISTRUTTO ANCHE NUMEROSE ATTIVITA’, DANNI ANCHE NELLO STUDIO DELL’AVVOCATO MASSARA

Sono tante le persone che hanno subito la perdita dei propri cari, molti non hanno più la loro casa, o comunque è gravemente lesionata. Altri hanno perso la propria azienda, il posto di lavoro, la propria ditta. E’ a questi ultimi che l’avvocato Marco Massara, il cui studio si trova nella via dell’apocalisse, si rivolge. “In questi giorni ne ho sentito parlare poco da tv e stampa, ed è giusto così. Non si può paragonare la vita umana o l’esigenza abitativa con l’attività lavorativa. Ma in alcuni casi però il proprio lavoro, la propria ditta, l’immobile in cui era svolta la propria attività lavorativa come dipendente, artigiano, imprenditore o libero professionista, generano per coloro che hanno perso tutto un uguale stato di disperazione”. La possibilità in seguito di poter essere risarciti, cosa che tutti ci auguriamo, non è sufficiente perchè in ogni caso non copre le esigenze immediate e di breve periodo. E di esempi di chi ha perso “tutto” ce ne sono molti in via Ponchielli: c’è chi aveva lo studio di incisione musicale, come Gianni Bini, l’ impresa Ponteggi Pinto, la carrozzeria Domenici Ennio e figlio, la ditta che riparava impianti stereo. Questi solo per citarne alcuni. “Ce ne sono altri poi che hanno rischiato di perdere tutto come nel nostro caso – afferma il legale il cui studio è al civico 18, composto di abitazioni al primo piano e uffici al piano terra. Nella parte uffici hanno sede gli Studi legali Massara & Napoli, dove lavorano altri tre colleghi avvocati, gli Studi Associati Massara Bertuccelli Baratti Gabrielli, composti da ingegneri ed architetti, lo studio di grafica pubblicitaria e web designer Jacopo Butini, la MG Tecnics e l’ufficio di Luca Marega, un tecnico informatico. In totale danno lavoro a circa 18 liberi professionisti. “Fino ad oggi abbiamo avuto le più disparate notizie sullo stato dei nostri uffici: completamente bruciati, parzialmente bruciati, intatti, distrutti”.

.... 151.... 144La parete lato via Ponchielli è tutta bruciata e le grandi vetrate con i relativi infissi distrutte.

.... 143“Grazie ad alcune foto e ad immagini televisive, oltre che alla cortesia dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine presenti, abbiamo saputo che l’interno degli uffici è intatto, anche se ci sono danni alle strutture, agli impianti, ed alle apparecchiature elettriche”. Un grazie va ai costruttori, i quali, oltre 15 anni fa, utilizzando materiali altamente specifici e all’avanguardia già all’epoca, realizzarono uno stabile a prova di incendio e con una stabilità tale da evitare l’insorgenza di gravi lesioni, pur se si trova in mezzo a due edifici praticamente distrutti. “Pur nel disagio, siamo sicuramente tra i più fortunati – ha affermato ieri mattina l’avvocato Massara. La ripresa sarà comunque lenta, in quanto la zona è ancora off limits e lo sarà per molto tempo. “Al rientro ci sarà tanto lavoro da fare prima di poter ripartire ed essere completamente operativi. Ma siamo un team molto unito e ci siamo sempre aiutati l’uno con l’altro e la consapevolezza di aver avuto una enorme fortuna ci spronerà ad andare avanti”. Quanto affermato dal noto legale viareggino vuole essere d’aiuto, almeno morale, per tutti coloro che devono ricominciare: “Sarà dura e per alcuni una impresa sovrumana, ma insieme possiamo farcela”. E Viareggio, come l’Araba Fenice risorgerà dalle fiamme per diventare più bella e splendente che mai. A quel civico lavora anche un architetto, Spartaco Baratti, un miracolato. Sarebbe dovuto rientrare a Viareggio intorno alle 23.30 e riprendere l’auto parcheggiata sotto il suo ufficio, ma ha ritardato di mezz’ora il suo rientro da Prato. Quando è arrivato a Viareggio l’inferno era già scoppiato.

Letizia Tassinari

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PRIMI RIENTRI NELLE CASE, MA VIA PONCHIELLI E’ OFF LIMITS

.... 213

Le operazioni di bonifica delle cisterne killer piene di Gpl si sono concluse con le prime ore dell’alba di ieri mattina. E, già dalle otto gli sfollati si sono accalcati in Comune, nell’ufficio dell’assessore Vittorio Fantoni. Vogliono rientrare nelle loro abitazioni della zona rossa, evacuata per precauzione durante la fase di travaso del gas. Così come quelli che, da una verifica effettuata dai geometri e degli ingegneri del Comune, non hanno avuto grossi danni. Si tratta degli abitanti dei due palazzoni che affacciano su Largo Risorgimento, tra la Pam e la piazzetta dove, come torce umane, hanno preso fuoco alcuni extracomunitari  che si trovavano seduti come ogni sera al tavolo del gazebo nel giardino di via Pietrasantina, di fronte alla via Ponchielli. Niente da fare però. Ancora non si rientra.

.... 247La zona, intorno alle nove e mezzo, è stata nuovamente colpita dal sequestro.

.... 198Giorgio Tramaglia abita al civico 9 di Largo Risorgimento. A piano terra, ed è quello maggiormente danneggiato. Oltre a quattro avvolgibili distrutti dalle fiamme, e due motorini bruciati nel parcheggio, ha caldaia completamente saltata. Nello scappare ha visto personalmente, ci racconta, i quattro extracomunitari avvolti dal fuoco, come torce umane. Ieri mattina, accompagnato dai Vigili Urbani, ha ripreso qualche indumento personale: “Ora c’è solo da tirare fuori i soldi di tasca nostra, e chissà quando li rivedremo”. Coinquilino di Giorgio che aspetta di rientrare nel suo appartamento al quinto piano c’è anche Alessio Niccoli, 21 anni. Vive li con i genitori e, al secondo piano ci abitano i nonni. “Per ora non sappiamo nulla.

.... 195“Il fuoco lo avevamo sui balconi, e pure sulle scale, siamo scappati dal retro.

.... 252.... 246Chi abita in via Ponchielli ha invece dovuto fare la fila per ore, fino a sera, e aspettare che una squadra di pompieri lo scortasse. Pochi minuti, potrebbe crollare tutto, muniti di carrello della spesa, messo a disposizione dalla Pam, per cercare di recuperare qualche oggetto e vedere le condizioni della propria abitazione.

.... 221“Siamo i genitori di Manuela Baldi”. Giovane medico all’ospedale “Versilia”. “Nostra figlia, che vive con il fidanzato – Marco Germani, impiegato amministrativo nello stesso nosocomio – e i suoi suoceri, deve la vita al dottor Ferro che ha accompagnato personalmente al Pronto Soccorso tutti”. Marco è ricoverato a Milano, con ustioni sul 35% del corpo, come la suocera, con il 45%. Il suocero invece sta “benino”. Ma dalla casa non è stato possibile prendere molto. Solo qualche effetto personale.

.... 248“Non la riconosco, questa non è la mia casa – la voce è quella di Antonella Cosci, e del marito Paolo Crivello. Via Ponchielli, civico 30, comprata nel 1999, con un mutuo decennale: “l’ultima rata la banca l’ha pagata il giorno dopo l’apocalisse”. Ora la casa non c’è più, forse ci sarà di nuovo, chissà quando, e come. Antonella è uscita dalle fiamme in tuta, con due euro in tasca, senza un bancomat, senza documenti. Ieri ha potuto prendere solo i farmaci di cui il marito ha necessità quotidiana, miracolosamente risparmiati dalla furia assassina del fuoco.

L’attesa è durata un pomeriggio intero, la speranza di trovare la casa intatta, o quasi, si è spenta in un attimo. Chi torna con il carrello nel sacchetto di cellophane ha inserito poche cose, un phon, un fornetto a microonde, un computer, due quadri, forse di valore. “Non ho trovato neanche la biancheria intima, mi sono dovuta ricomprare tutto – lo racconta un’anziana, che mentre è scoppiato l’inferno era a letto a dormire, in pigiama. Terminata la messa in sicurezza del treno bomba, alla quale hanno lavorati i gruppi del Nbcr. Nucleare Biologico Chimico Radioattivo, di Milano, Venezia e Roma, la zona rossa è stata di fatto ridotta alla sola via Ponchielli, dove si trovano gli edifici colpiti direttamente, e più violentemente, dall’esplosione e più compromessi. Alle operazioni di bonifica hanno lavorato i gruppi Nucleare biologico chimico radioattivo (Nbcr) di Milano, Venezia e Roma. Ma in quella via ora regna la desolazione.

Sono in tanti a raccontarci di quanto negli ultimi tempi sia aumentato il passaggio del traffico pesante. E accanto alla strada ferrata troppe vite si sono spente.

Letizia Tassinari

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