Riprogettare la Cgil – Confronto tra Sindacalisti:”ripartiamo dalle piazze”

massimiliano-bindocci.jpgSi è tenuta a Viareggio, nella sala della Circoscrizione Viareggio Nuova al Quartiere Terminetto la Conferenza di Organizzazione della Filcams Cgil Provinciale di Lucca. Un’iniziativa per decidere come dovrà funzionare la Cgil in relazione ai servizi, al territorio ed al modello organizzativo che deve darsi per affrontare meglio il mondo del lavoro che è in continua evoluzione. Al tavolo dei relatori Sabina Bigazzi della Filcams Cgil Nazionale, ,Marcello Ferrini Segretario Regionale della Filcams Cgil, Giovanni Rossi della Segreteria Provinciale, Massimiliano Bindocci Segretario Provinciale della Filcams Cgil e Lino Giovannelli Segretario Versiliese. “ La fabbrica tradizionale non esiste piu’ – esordisce nelle sua relazione introduttiva Bindocci – tranne qualche realtà lucchese della grande distribuzione. Quella con orari di ingresso e di uscita uguali per tutti, quella con un cortile comune dove fare la pausa, quella dove tutti sono solidali con i colleghi. Gli orari sono fatti ad personam, cosi’ come i contratti. Questo provoca nel lavoratore un isolamento, l’essere solo ad affrontare i propri problemi quando sorgono. Abbiamo piu’ lavoratori atipici, nei settori del commercio e del turismo, che lavoratori assunti secondo il dettame dei Contratti Collettivi Nazionali” Emerge una situazione locale che è la fotocopia di quella nazionale. Lavoratori precari, soli nel loro rapporto col datore di lavoro, e anche “l’uno contro l’altro” La Filcams Lucchese è una delle poche che ha un proprio Ufficio Vertenze di categoria. E’ Ivana Barsanti che ne se ne occupa. “ Uno sportello sempre aperto per accogliere l’anello debole che cerca tutela – afferma il Segretario Provinciale della Filcams Massimiliano Bindocci. Ma non è sufficiente. “Spesso le difficoltà sono il dare una risposta ai lavoratori che sia immediata” Quella che emerge è anche la necessità di sviluppare una migliore organizzazione interna, con un rinnovamento dei quadri. “ Si deve avere il coraggio di fare scelte difficili – tuona Bindocci. Per rimanere al passo col mondo del lavoro. La regola degli 8 anni di permanenza, valida al momento solo per i Funzionari di istanza congressuale, eletti cioè dai Direttivi di Categoria, deve estendersi anche a quelli di nomina, come il Segretario di Zona o i responsabili di servizi, che attualmente non hanno scadenza. Non si può pensare di rimanere in Cgil a vita. Occorre un rinnovamento”

Da quello che emerge l’ azienda Cgil si deve riqualificare. “Dobbiamo ripartire dalle piazze, dalla gente, dai posti di lavoro – sostiene Bindocci. “ E dove emergono situazioni di lavoro nero anche il territorio deve prendersi le sue responsabilità. Non è una questione di colore politico delle Amministrazioni. E’ l’indifferenza che le amministrazioni comunali hanno nei confronti del lavoro che va combattuta, senza arrenderci – sostiene Marcello Ferrini. Siamo il 118 del lavoro. Chi non fa il suo dovere dentro la Cgil deve tornare a fare il suo lavoro di prima. Il Sindacato ha origini lontane e sane, quello di avere attenzione per chi ha meno voce. La Cgil deve rinnovare le regole per essere di nuovo vicina ai lavoratori” Siamo in periodo di pre elezioni e a questa campagna di rinnovamento la Flicams, che in provincia di Lucca conta 2727 iscritti, in Toscana 40.000 , su un totale di 350.000 a livello nazionale ne adotta uno, “riprogettare la Cgil”

Alla conferenza sono intervenuti anche il Massimo Matteoni, direttore del Patronato Inca di Lucca, Emilio Ferretti, direttore del Centro Servizi Cgil e Fabio Coppolella della Federconsumatori. Ne è poi seguito un ricco dibattito tra i numerosi lavoratori presenti in sala. Degno di citazione l’intervento di Umberto Marchi secondo il quale “ per iniziare una crescita importante dell’organizzazione sindacale, occorre fare posto ai giovani e svecchiare il gruppo dirigente” Per essere all’avanguardia, in un momento di cambiamento epocale, non si puo’ lasciare niente al caso. La precarietà è dilagante, e anche se il centro destra afferma il contrario, non è affatto sostitutiva della disoccupazione. Le aziende utilizzano i contratti precari solo per pagare di meno, tenendo i lavoratori in regime di sottomissione”. Il Sindacato è lontano da questi lavoratori, da quel mare di precari che neanche conosce il significato della tutela sindacale. “ Dobbiamo saper ascoltare le rimostranze che arrivano – conclude Marchi – riottenendo la fiducia dei giovani che entrano oggi nel mondo del lavoro, ma anche di chi a 50 anni deve continuare a fare il precario con famiglia alle spalle” Una Cgil da reinventare, piu’ incisiva sul mercato del lavoro, piu’ vicina alla gente, che sappia ascoltare con umilità, e con la voglia di essere ancora ascoltata. La frase di Che Guevara ” vale la pena di lottare solo per le cose senza le quali non vale la pena di vivere – citata da Umberto Marchi – ha un solo significato: per i diritti vale la pena di lottare.

Letizia Tassinaricorriere-della-versilia-corriere-di-lucca.jpg


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