CGIL: voglia di cambiare

corriere-della-versilia-corriere-di-lucca.jpgLa Conferenza di Organizzazione della Filcams Cgil Regionale , che si è svolta nella sala congressuale dell’ Hotel Le Dune di Lido di Camaiore, ha visto la partecipazioni dei funzionari e delegati di tutta la Toscana eletti nelle loro conferenze provinciali. Dopo la composizione del tavolo presidenziale, ha aperto i lavori Marcello Ferrini, Segretario Organizzazione della Filcams Toscana, con un ottima relazione analitica su tutte le questioni. Successivamente si è aperto il dibattito dove sono intevenuti piò o meno tutti i territori. Per la segreteria provinciale della Filcams di Lucca è intervenuto il Segretario Umberto Marchi. “Con le grida che provengono dal Paese – ha detto Marchi – non possiamo fare finta di niente, né come sindacalisti, né come cittadini. I malesseri dell’Italia sono ormai di dominio pubblico e il nostro grande Sindacato, deve sapersi imporre per il rispetto e l’equità dei diritti di ognuno di noi”. Le stime dell’Istat hanno quantificato i poveri in Italia in oltre 7 milioni e mezzo, ed è proprio da questo dato che la Filcams Cgil vuole riprogettarsi, facendo un quadro analitico e magari critico, di quanto il sindacato possa fare per migliorare la vita al cittadino italiano. Secondo Marchi “la Cgil, visti i cambiamenti nel Paese, deve sapersi ricollocare con le sue strutture e con progetti che rafforzino i valori, preferendo il territorio come luogo, di ripartenza per il rilancio della propria organizzazione ma anche per ricercare soluzioni che possano ristabilire meglio il mercato del lavoro”. “Credo – ha aggiunto – non si possa fare a meno di svincolarci dalle forze politiche, non dobbiamo assolutamente mettere in discussione le nostre origini, ed è fondamentale riappropriarci del nostro ruolo. Noi siamo coloro che trattano per i diritti dei lavoratori, dei pensionati, ed è quindi importante riprenderci quanto ci spetta”. Il rilancio della Cgil deve ripartire da dove la Cgil era iniziata. Giuseppe Di Vittorio, iniziò la sua ascesa sindacale dai campi, parlava con i contadini, riusciva a saper ascoltare i problemi. “ E’ questo che dobbiamo saper fare: dobbiamo ritornare con più assiduità tra la gente, non si fa sindacato dalle scrivanie degli uffici, abbiamo l’obbligo di ripetersi nelle piazze, nei luoghi di lavoro e tenere un contatto diretto, oltre che corretto, con i lavoratori, parlando sempre meno “sindacalese”, con più chiarezza, per riuscire ad avvicinare sempre più giovani alla nostra Organizzazione, riuscendo insieme a loro, ad ottenere un cambiamento di tendenza del Paese”.Oggi la politica della precarizzazione è nociva nel contesto sociale e familiare, non si danno mutui, né si mettono al mondo figli, non ci sono possibilità di mantenimento e i giovani continuano a vivere con i genitori per avere una fonte di sostentamento. Questo è il vero problema che affligge l’italiano. “E’ nostro dovere tentare un cambiamento di tendenza per ridare fiducia alla gente”, è quello che emerge a gran voce dal sindacato. “Dare lavoro ad un milione di persone con contratti a termine, e nel giro di qualche tempo il lavoratore precario si ritrova in casa dei genitori pensionati, senza avere una dignità, chiedendogli soldi per le sigarette, oppure a fare lavoro nero a scapito del fisco, non è la giusta ricetta”. È sotto gli occhi di tutti che il mondo del lavoro è in continuo mutamento e, in questa fase, una grande Organizzazione come la Cgil non può né deve avere battute di arresto ma essere sempre “pronta a fronteggiare le problematiche che sempre più, nascono da questa metamorfosi”. La soluzione non si ferma alla sola autocritica degli errori o l’ammissione degli sbagli fatti: “Il sindacato deve lavorare per abrogare o ridurre la precarietà, questo è quanto ci viene richiesto”.

Dopo questo “mea culpa “, dopo anni di storia della Confederazione. pare proprio sia giunto il momento di rivisitare l’ identità, con un riaggiornamento anche della democrazia interna forse non più all’avanguardia con i tempi. “ Riorganizzazione già annunciata alla Conferenza Provinciale – conclude Marchi. Confermata anche a livello Regionale e auspicabile a livello Nazionale.

Cosa accadrà? Come categoria la Filcams Provinciale di Lucca, per bocca del Segretario Marchi e del suo Segretario Provinciale Massimiliano Bindocci, a quanto pare ce la sta mettendo tutta nel riorganizzarsi, puntando soprattutto sui giovani e dalle loro idee innovative che vadano a “svecchiare” le ormai consunte poltrone. Vedremo se questo buono esempio sarà seguito anche dalle altre categorie.

Letizia Tassinari

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