Marcello Pera e Magdi Allam ospiti dell’Occidens al Centro Congressi del Principe di Piemonte di Viareggio

marcello-perathumbnail.jpgmagdi-allamthumbnail1.jpgAppuntamento culturale al Centro Congressi del Principe di Piemonte dell’associazione Occidens. Dopo il successo dei consensi per l’incontro dello scorso anno a Palazzo Pretotrio di Lucca, l’ex Presidente del Senato Marcello Pera e il Vice Direttore del Corriere della Sera Magdi Allam, si sono trovati di nuovo per un incontro voluto ed organizzato dal Presidente dell’Associazione Alessandro Gabriele.

magdi-allam-2thumbnail.jpgpera-e-allamthumbnail.jpgIn una sala “blindata” si sono ritrovati in tanti per incontrare il noto giornalista e scrittore costretto a vivere sotto protezione per le minacce di frange estremiste islamiche dopo essersi convertito alla religione Cattolica. Il tema affrontato quello dell’Immigrazione, dell’Integrazione e della Sicurezza. La scelta “logistica” di Viareggio non è stata una scelta fatta a caso, come ha detto il Presidente Gabriele.“ Il quadro sociale piu’ ampio tocca profondamente anche la Versilia – ha affermato. “A Viareggio come in tutta Italia esistono ancora importanti principi morali della civiltà occidentale da preservare, e si deve continuare a far sentire la loro voce contro integralismo e relativismo”. Per integrare un popolo, o piu’ popoli, per il dottor Marcello Pera, occorre porsi due domande: “ Integrare chi con chi e integrare chi con cosa?”. Quindi innanzi tutto chiedersi “ chi siamo noi , riprenderci la nostra identità e non transigere sui nostri principi, senza avere timore di affermarli e difenderli”. Pera, nel suo discorso, fa un breve riferimento anche a tutti quegli intellettuali , docenti e studenti della Sapienza a Roma, che hanno impedito al Papa il suo ingresso per le celebrazioni dell’inaugurazione dell’anno accademico: “ I docenti firmatari all’inizio erano solo 67, saliti nei giorni successivi a 1500. Su un totale di 4500, se la maggioranza si fosse dichiarata a favore, avrebbero bloccato sul nascere l’iniziativa dei solo 67. Se non lo hanno fatto è per una loro “collusione”. Stare zitti non è stato sicuramente un atteggiamento virtuoso”. Hanno fallito i modelli di integrazione inglese, multiculturale, e quello francese, assimilazionista e per Pera “ deve vincere l’identità cristiana giudaica. E, per questo fine,  dobbiamo fare politiche su noi stessi, per elevarci a modello credibile da rispettare, a punto di riferimento per chi viene nel nostro Paese”. “ Basta col buonismo” ha sottolineato. Immigrazione e integrazione secondo regole, insomma. Dove il problema sicurezza nasce solo se si fallisce nel saper integrare. Magdi Allam, applauditissimo, attacca duramente l’attuale Governo uscente, in particolare il Ministro Paolo Ferrero. “ Un Ministro che ha istigato gli immigrati a scendere in piazza contro gli Italiani, definendoli razzisti. Un Ministro, che in quanto tale rappresenta la legalità, che si è addirittura proclamato il “Ministro del clandestini”, che sono la illegalità”. “ Se qualcuno bussa alla nostra porta per chiederci ospitalità – ha affermato il giornalista scrittore – deve rispettare le regole della nostra casa, cosi’ come chi entra nel nostro paese deve rispettare le regole della nostra legge, prima tra tutte la Costituzione, e la nostra cultura”. Magdi Allam racconta alla platea di una sua visita a Parma e del progetto che il sindaco della città aveva approntato, un programma di insegnamento di lingua e cultura italiana per i 17.000 emigrati presenti sul territorio parmense, al quale parteciparono solo in 5. “ I corsi si devono fare nel paese di origine. Sarebbe un investimento produttivo- ha sottolineato. Non sono mancati riferimenti alle Istituzioni sia nazionali che locali che devono garantire ed assicurare che i luoghi di culto islamico, ben 750 oggi in Italia, siano solo luoghi di preghiera, spazi di spiritualità dove si diffondano valori e regole del comune e civile vivere”.

il-dibattitothumbnail.jpgMolte le domande dei partecipanti all’incontro durante il dibattito. Magdi Allam è stato categorico: “ Bisogna definire le regole, che devono essere rispettate a prescindere dalla propria etnia e dalla propria religione”.

lunardini-tra-il-pubblicothumbnail.jpgPresente in sala, in prima fila, il candidato Sindaco Luca Lundardini, anche come iscritto all’Associazione Occidens, il quale ha ringraziato sia Pera che Allam per aver accettato l’invito ed ha promesso ai suoi elettori viareggini di farsi “paladino” di tutti quei valori e regole che appartengono alla cultura del mondo occidentale e cattolico.

Letizia Tassinari corriere-della-versilia-corriere-di-lucca.jpg

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3 Commenti Leave a comment.

  1. Sono sempre stato un po’ preplesso riguardo alla conversione di Allam, non perchè non sia reale ma perchè invece di essere un fatto privato come dovrebbe essere è stata usata a scopo pubblicitario, non so se consapevolmente o meno dello stesso Allam. Detto questo il vedere il noto giornalista di fianco a Marcello Pera mi dà molto da pensare perchè io non stimo per niente l’ex Presidente del Senato, un uomo che nella sua funzione istituzionale invece di avere come bibbia la Costituzione Italiana ha avuto il testo del nuovo catechismo e per un Presidente di una delle due Camere ciò è gravissimo. Come tale la sua opinione e la sua fede personale non potevano e non dovevano travalicare i limiti imposti dalla carta costituzionale, limiti che invece ha oltrepassato abbondantemente. Invece di considerare la ‘Costituzione Uber Alles’ ha considerato il ‘Vaticano Uber Alles’ è ciò è imperdonabile. Fosse per me lo accuserei di Alto Tradimento senza pensarci due volte e peccato che la pena di morte sia stata abolita anche per questo reato!

    Ulisse

  2. Anch’io ero molto perplessa per il tuo stesso motivo ed in più…… perchè il Papa Tedesco ???
    Ho capito poi che Allam ha voluto mandare un messaggio forte e chiaro a tutti gli islamici.
    E poi mi è piaciuta la sua dichiarazione ai giornali qualche giorno dopo : non sono io a rischiare, ma il Papa !!!!
    Che l’abbia fatto per questo motivo ??

  3. Mah! Secondo me sta partendo un attacco vaticano contro il diffondersi dell’islamismo nella nostra penisola dovuto alla forte immigrazione proveniente dai Paesi nord africani. Benchè il 90% e passa dei cittadini italiani, quelli indigeni (cioè noi per intenderci), sia battezzato, i cattolici praticanti sono meno del 30% e questa percentuale è destinata a diminuire ancora. La chiesa quindi ha perciò bisogno da una parte di pubblicità, da qui il grande strombazzare della conversione di Allam, dall’altra di un cuneo fra gli immigrati che risiedono ormai da tempo in Italia e ne hanno accettato gli usi e costumi. In quanto alle minacce è normale che un uomo nella posizione di B. XVI ne riceva, è quasi nell’ordine delle cose. Umberto I diceva che erano il rischio del mestiere.


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