FAUSTO BERTINOTTI A VIAREGGIO: UN BAGNO DI FOLLA PER LE VIE DEL CENTRO

Puntuale come un orologio svizzero, il Presidente delle Camere uscente e candidato Premier Fausto Bertinotti, con l’immancabile sigaro spento in bocca, è entrato nel comitato elettorale di Sinistra L’Arcobaleno, in una via Fratti affollata da tanti sostenitori. Una visita annunciata da giorni quella di Bertinotti, per sostenere la campagna elettorale dell’amico Milziade Caprili, candidato a Sindaco di Viareggio. Nessun discorso e nessun comizio ufficiale, solo una firma con dedica al compagno di partito, sul muro di una parete: “ Ti voglio bene Milziade”.

Poi un giro per le vie pedonali del centro,con un lungo corteo di bandiere rosse e arcobaleno al seguito, una sosta al “piazzone” tra i banchi del mercato e una pausa caffè in un bar, seduto ad un tavolino sotto un tiepido sole primaverile.

Molti applausi dalle finestre e dai balconi, molti sorrisi, molte strette di mano, molti abbracci, molti baci e qualche autografo a chi, passando, lo riconosce. Tante le domande. Come quella di una anziana signora: “ Fausto, come si fa a vivere con una pensione di 500 euro al mese e un affitto di 650 euro da pagare?”. “ C’è una proposta in corso di portare tutte le pensioni basse a 800 – risponde il compagno Bertinotti. Ma rimangono comunque solo 150 euro per mangiare, pagare bollette e tasse. Il problema delle pensioni non più adeguate al costo della vita tocca però anche chi è andato in pensione dieci anni fa: mentre prima era un “signore” oggi vive come un povero Pure la casa è un problema molto sentito, a livello nazionale come locale, legato anch’esso a ai redditi sia dei piu’ anziani sia di chi ancora lavora. E gli sfratti per morosità sono in continuo aumento. “ Da almeno un decennio non c’è piu’ una politica della casa – sostiene Bertinotti. “ In Italia investiamo nell’edilizia pubblica circa il 3 – 4% contro il 16 – 17% dei francesi – prosegue il candidato Premier – e difendo le occupazioni degli edifici pubblici abbandonati e in degrado per una loro rivalutazione, con convenzioni con le Amministrazioni Comunali, perchè consentono di non lasciare i cittadini senza casa in mezzo ad una strada”. Fausto Bertinotti si dice favorevole anche alle requisizioni. Tra i cittadini di Viareggio che lo fermano c’è anche un’altra domanda: cosa si farà per i precari? “ Cercheremo di abolire la Legge 30- risponde Bertinotti. Come? Con un referendum? “ Sicuramente no – prosegue – il referendum ha gia’ fallito sia con la scala mobile che con l’articolo 18”. Il candidato Premier della Sinistra l’Arcobaleno, che è certo della vittoria di Milziade Caprili a Viareggio, non lo è altrettanto della sua a livello nazionale. Se la questione del precariato non è stata risolta quando era al governo, stando all’opposizione come farà a contrastarla? ” Con mobilitazioni a livello nazionale – conclude. Il popolo dei precari già da anni è sceso in piazza. Come non ricordare la manifestazione nazionale a Roma di “Stop precarietà ora?” Il tempo però è tiranno e Bertinotti è atteso ad altri appuntamenti, a Livorno e poi a Firenze.

Ma, prima di partire, il Fausto nazionale ha voluto visitare la libreria Fahrenehit in via Cavallotti, quella dei libri alternativi, dei libri della sinistra radicale, gestita dai Giovani Comunisti, dove decine di ragazzi , in prevalenza studenti, lo aspettavano per una foto ricordo.

Una giovane e brillante scrittrice viareggina, Elena Torre, gli ha regalato il suo ultimo libro “Al largo di strane convinzioni”. Libro che Fausto Bertinotti ha voluto gli venisse firmato con dedica. Ancora molte strette di mano, abbracci e baci, ma il tempo a disposizione è scaduto e una macchina blu lo ha caricato a bordo, non prima di augurare in bocca al lupo all’amico-compagno Milziade Caprili. “ Compagni – ha salutato a grande voce -. prendete una barca di voti”.

( Ti ho seguito volentieri per le vie di Viareggio per fare l’articolo! In bocca al lupo compagno Bertinotti e un bacio da una tua ex iscritta )

Letizia Tassinari

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Un Commento Leave a comment.

  1. Io resto dell’idea che c vuole un salto di qualità nel ragionamento.
    La soluzione alla precarietà, come insegna la vicenda Alitalia, è nel dare meno diritti ma per tutti.
    Che mi pare anche una cosa molto egualitarista e progressista.
    Invece il difendere sempre solo e soltanto i già garantiti fa sì che si riversi tutto il pattume su chi ha la sola “colpa” di essersi affacciato dopo sul mercato del lavoro.
    Dove lavoro io sono l’unico precario, sono il più giovane e sono anche l’unico laureato, un caso?
    No, la normalità in un paese che ha le pensioni più alte d’Europa e gli stipendi più bassi,
    un paese in cui la gerontocrazia (geriatria?) domina in tutti i campi,
    dalla politica alle tv,
    dalle università alle libere professioni,
    dove il merito è sostituito dall’anzianità,
    dove si alzano i contributi dei precari e si spendono 3 miliardi di euro per abolire uno scalone che riguarda 150mila (!!!) persone,
    dove si manda in pensione gente a 60 anni (non parlo dei lavori usuranti ma di chi ha lavorato in ufficio) che è ancora “un ragazzo” (chiunque conosca dottori o impiegati lo può constatare agevolmente) pronto a tuffarsi nella libera professione,
    dove i giovani restano silenti di tutto ciò perchè campano delle pensioni paterne (e/o dei nonni),
    dove il sindacato esiste solo per tutelare i tutelati e garantire i garantiti,
    dove non ci si preoccupa dei giovani visto che sono meno numerosi degli anziani,
    quindi contano meno sia elettoralmente che come iscrizioni al sindacato,
    dove si toglie il divieto di cumulo tra pensione e stipendi riducendo ulteriormente la possibilità dei giovani di trovare posti di lavoro,
    dove i posti di lavoro a disposizione sono quelli residuali già non occupati (e quindi i peggiori),
    dove nessun sindacalista (o politico) ha ancora pensato che i lavori saltuari, proprio per la loro tipologia, dovrebbero essere pagati più di quelli a tempo indeterminato e quindi si potrebbe agire sulle tariffe minime orarie previste.
    In definitiva, coma al solito, dagli altri paesi abbiamo preso il peggio.
    La flessibilità, ovunque, è estesa a tutta la società e a tutti i posti di lavoro.
    Vi sono meno garanzie ma estese a tutti e anche più opportunità lavorative.
    Noi invece abbiamo creato un mostro che genera non meno, ma nessuna garanzia
    e non più opportunità, ma nessuna scelta


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