
Luca Lunardini e Andrea Palestini. E ballottaggio sia. Che si sarebbe dovuto rimandare di quindici giorni l’assegnazione della poltrona a Sindaco tra i due candidati era una scommessa vinta in partenza. Ma, forse, nessuno si sarebbe aspettato con tanta differenza di voti e di percentuali. Sono 18297 i voti raccolti dal candidato di centro destra, che si è aggiudicato una percentuale pari al 45,68 %. Mentre quelli ottenuti da Andrea Palestini , candidato del Pd, sono 11456, pari al 28,60%. L’imperativo per il candidato medico è categorico:” ringraziare i cittadini per il voto, ma soprattutto ricominciare subito il ciclo di incontri in tutto il territorio per ascoltare i cittadini, raccogliere nuove richieste e inserirle tra le priorità del programma di mandato”. E’ con questo spirito che il candidato sindaco del centrodestra Luca Lunardini ha affrontato il primo dei 15 giorni che lo separano dal ballottaggio. Giovedì mattina andrà infatti al mercato del Piazzone e nel pomeriggio si sposterà in darsena per incontrare i cittadini. “Mi sono messo al lavoro già di prima mattina – afferma sereno e all’apparenza tranquillo e riposato – , a partire da una riunione con il mio staff al completo, alla sede di via Pacinotti, per analizzare i risultati del voto e organizzare i prossimi giorni della campagna elettorale”. Il suo è stato sicuramente un risultato entusiasmante, anche perché quando si passa da percentuali che storicamente per un candidato del centro destra si aggirano al 30% fino all’attuale 45%, non si può che essere pienamente soddisfatti. “Viareggio ha compreso il messaggio di cambiamento, discontinuità e novità che ho proposto insieme alla mia coalizione – sottolinea Lunardini. “Sicurezza, decoro, rilancio dell’economia, viabilità e parcheggi sono messaggi chiari, con soluzioni evidenti che abbiamo potuto e voluto offrire ai nostri concittadini”. Messaggi che secondo Luca Lunardini lo “accomunano alle liste civiche, da Vivere Viareggio a Per Torre del Lago, da Viareggio nel cuore a Per una nuova Viareggio”. Come avviene normalmente in politica, è corretto pero’ che si svolgano incontri e trattative e il candidato del centro destra si augura che “si possa lavorare tutti insieme a un progetto comune di rinnovamento e rinascita della città, a conferma della volontà e della necessità di un nuovo modo di amministrare Viareggio”. Andrea Palestini, al contrario, da questo primo turno si aspettava qualcosa di piu’: “ almeno la soglia del 30% che era quella che ci eravamo preposti”. “Tenuto conto dell’election day , del risultato nazionale delle politiche e delle cinque liste civiche che a Viareggio ci hanno portato via molti voti – sottolinea il candidato del “ Cambiamo insieme” – dobbiamo in questi prossimi giorni riconquistare quell’elettorato “perso”, attraverso l’apertura di discussioni sui punti piu’ importanti del nostro programma”. Anche per Palestini i prossimi giorni si presentano impegnativi: “ Sara’ un susseguirsi di incontri – afferma – soprattutto con le liste civiche”, da coinvolgere per la rimonta. Sui futuri apparentamenti cosa ne pensano i sette candidati a Sindaco “ perdenti”? Alberto Benincasa , con i suoi 2566 voti e il 6,41%, è sicuramente il “boccone più ghiotto” ma per adesso non si pronuncia per un eventuale apparentamento. “Silenzio stampa fino a sabato mattina – dichiara – , sciogliero’ la riserva dopo le assemblee che venerdi sera verranno fatte singolarmente dalle liste Vivere Viareggio e Per Torre del Lago che mi hanno sostenuto . Milziade Caprili di Sinistra L’Arcobaleno si tira fuori da ogni dichiarazione, e a parlare demanda Roberto Pucci, Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista uscente: “ Noi abbiamo gia’ fatto la nostra richiesta – sostiene: “Lavorare per un accordo serio e alla luce del sole, in base ai programmi”.” A questo punto restiamo in attesa solo di una risposta da parte del Pd”. Se Cristina Boncompagni di Laboratorio Democrazia per adesso afferma di non essere stata contattata da nessuno, Franco Micheli di Per una Nuova Viareggio e Iacopo Bonuccelli di Viareggio nel cuore per qualche giorno vogliono solo riposarsi: “ Penseremo poi ad eventuali apparentamenti, sempre su accordi programmatici”. Raffaello Petri della Lista Comunista per il blocco popolare si dice contrario a qualsiasi apparentamento, pur affermando che ai suoi elettori dirà di votare Andrea Palestini. Categorico e coerente ai suoi principi è Domenico Marsili del Pcl di Marco Ferrando: “ Non solo non mi apparenterò con nessuno – sostiene – ma non chiederò nemmeno ai miei elettori di votare per l’uno o per l’altro, visto sono entrambi il rovescio della stessa medaglia, appartenenti a due diversi “ franchising”, dove dietro ci sono le solite griffe di lusso”