Riporto sul mio blog un articolo di una collega redattrice di Girodivite.
Letizia Tassinari – Corriere della Versilia
“La notte del 1 maggio, 5 giovani assalgono e riducono in fin di vita un ragazzo che gli avrebbe negato una sigaretta, quel giovane grafico ora è morto.
I teppisti erano tutti ultrà del Verona, legati al Veneto Fronte Skinheads. Risulta che erano già stati indagati per altre aggressioni razziste.Non bastasse, i giornali ci dicono che le loro gesta erano conosciute, che “erano monitorati”.
Se approfondiamo ulteriormente veniamo a sapere che esiste una informativa dei servizi segreti secondo la quale in Italia sono attivi 65 gruppi ultrà di ispirazione neonazista e neofascista, che mobilitano circa 55mila militanti.
Ora a me donna semplice ed ingenua mi sembra di vivere in una realtà surreale, termine che mi capita di applicare spesso alla realtà del Bel Paese perchè non saprei come definirla questa realtà, visto l’insieme dei fatti che ci troviamo a subire o comunque a conoscere da qualche tempo a questa parte.
Come è possibile: esistono ben 55 mila militanti di formazioni fuori legge che si ispirano ad ideologie violente, e candidamente coloro che dovrebbero vigilare ci raccontano che tutti costoro sono conosciuti e “sono monitorati”, che le autorità sapevano e monitoravano attentamente anche i futuri assassini, già rei di fatti di violenza; sai che consolazione per i genitori della vittima!!
Ma con che coraggio ci raccontano simili enormità? Perchè bisogna rendersene conto : è una enormità che si sapesse e non si facesse un tubo . Che vuol dire che monitoravano? Io nella mia infinità ingenuità mi chiedo: come mai sono state lasciate vivere e crescere sostanzialmente indisturbate formazioni di ultrà, di delinquenti che si ispiravano a principi neonazisti e neofascisti, perché si è tollerato che si espandessero? Perché sono stati lasciati liberi di delinquere, fare prepotenze, sentirsi potenti ed impuniti, fino ad arrivare ad uccidere?
Qualcosa nelle Istituzioni non ha funzionato, e non è cosa da poco: è grave che accada ciò, ma è innegabile e se ne dovrà non solo prendere atto, ma prendere provvedimenti , o no? Solo che non sento voci che si levano contro l’immobilismo colpevole delle Istituzioni.
Parole tante, indignazione, pure , ma andando al dunque resta il fatto che si sapeva e si è valutato di attendere. Ma cosa si attendeva? O meglio perchè non si è fatto nulla? E se ci fosse una carenza di leggi, nel paese dei milioni di leggi astruse , inutili, incomprensbili, una contro l’altra armata di modo che giustizia per i poveri cristi in un modo o nell’altro, non ci sia mai, non potevano perdere un po’ di tempo a mettere una pezza a questo pericoloso fenomeno?
Nessuno sembra chiederselo, capita addirittura di sentire e intuire in alcuni interventi la ricerca di come si possa sfruttare politicamente l’episodio scellerato, ma non mi sembra si vada oltre, non sembra che a nessuno interessi un fico secco del fulcro del problema: come ciè si sia arrivati a lasciar crescere a tale punto ed impunemente delle formazioni fuorilegge.
Non abbiamo ancora imparato, siamo ancora legati a logiche partigiane, neanche di fronte al morto ci fermiamo, neanche di fronte all’enormità di Istituzioni che non hanno saputo o potuto fare il loro dovere; ci fermiamo alla superficie che pure va detta e denunciata: erano Naziskin, bene erano nazifascisti, ma questa verità non può esaurire l’analisi perchè magari in un certo senso ci soddisfa che “questi” delinquenti son colorati di nero. Il dato di fatto è che sono delinquenti che oltre che ultras si autodefiniscono nazifascisti, e niente è stato fatto per scioglierli, per neutralizzarli.
Perchè sono stati lasciati liberi di crescere e prolificare? Poco o nulla importa che simile feccia stia imponendosi in altri paese europei.
Se il mio vicino invece di rasare il suo prato, lo usa da latrina, non significa che io debba subirlo passivamente, né tanto meno che debba imitare le sue abitudini.
Tornando a noi : prendiamone atto, qualcosa nel Paese non ha funzionato e non funziona, se simili soggetti hanno potuto portare avanti vaneggiamenti simil/tifosi e fare proselitismo di ideologie violente ed assassine indisturbati. Qualcuno ne dovrebbe rispondere al paese, credo; mi piacerebbe che di questo si parlasse seriamente.
Poi volendo allargare, “mutatis mutandis”, il campo sulla violenza giovanile, abbiamo un esempio di bullismo a Viterbo.
Anche fatti come quelli di Viterbo danno da pensare, qui abbiamo genitori apparentemente assenti, figure sfocate , al massimo allibite come quelli dell’unico fermato.
I compagni di scuola hanno trasformato in torcia la testa di un ragazzino di 15 anni. E’ stato arrestato il bullo- capo, un quattordicenne ora in comunità di recupero, mentre gli altri due torturatori, non avendo ancora 14 anni, non sono punibili. Tutta la scena, definita raccapricciante dalle forze dell’ordine, è stata filmata con un videofonino.
E qui si ripropone la solita litania : ma sti genitori che cavolo fanno? Allibiti quelli del torturatore, assenti a quanto pare quelli della vittima che avrebbe mostrato i segni delle sevizie alla sorella, ma mamma e papà non si sono accorti di nulla? Un figlio viene torturato, gli si bruciano sigarette sulle braccia, gli si bruciano i capelli , e se il Preside non se ne fosse accorto, la cosa sarebbe passata inosservata, stando almeno a quello che riporta la Stampa. No comment!
I figli , e non è il primo episodio che ce lo fa sospettare, troppo spesso non vengono guardati “monitorati” da mamma e papà.
Davvero che società siamo, che Paese sostanzialmente crudele siamo diventati? Anche l’indifferenza verso i propri figli, il non volersi spennacchiare il cervello con i problemi dei nostri adolescenti, con le loro pulsioni , con i loro sogni.. è crudeltà ed è crudeltà figlia della ignoranza.
Spieghiamo di che ignoranza parlo, per evitare fraintendimenti: ignoranza nel senso di ignorare i propri doveri, il come ed il perché si è deciso di mettere al mondo dei figli. Come e perchè si decide di formare una famiglia, e che responsabilità questa scelta comporta.
Ci sono infatti , e la cronaca ce li ha mostrati, genitori super colti, super inseriti nella società, delle gran belle teste pensanti , tanto intenti a pensare che risultano .. super indifferenti verso i figli i quali, come giovani germogli abbandonati, al primo stormir di vento, al primo problema, al primo dolore, arrivano soli ed impreparati, e spesso imboccano nella totale indifferenza e inconsapevolezza dei genitori, strade pericolose con esiti disastrosi per se stessi e per gli altri.
Ecco cosa siamo diventati : una società cattiva, indifferente, solidale a parole e nelle piazze, ma inconsapevole dei doveri che accompagnano ogni individuo e quindi va da sè, inconsapevole dei diritti che sostengono ogni individuo.
Mi vien da pensare che forse si potrebbe ricominciare a creare un tessuto sociale, ritornando a dare ad ogni persona il suo giusto valore, i suoi diritti, ai quali corrisponderanno di per sè dei doveri, forse semplicistico, ma da non scartare a priori , credo.”
Articolo di Marista Urru ( da Girodivite )
Quello che mi lascia ancora basito in questa vicenda è l’affrettarsi delle istituzioni a rimarcare che si è trattato di bullismo o balordaggine senza alcun legame con la politica o i gruppi neo-nazisti. Forse è vero che questo singolo episodio non è stato scatenato da una matrice politica, ma la matrice politica invece c’è eccome ma sta a monte. E’ la cultura in cui sono cresciuti gli aggressori, una cultura non tollerante, non includente ma escludente, una cultura fatta di odio verso tutto ciò che non è simile, una cultura nata in anni di dichiarazioni scellerate fatte dai politici più diversi, una cultura tollerata da moltissimi cittadini, quegli stessi cittadini che ora piangono lacrime di coccodrillo e che per anni si sono girati dall’altra parte quando vedevano un extra-comunitario picchiato.
Negli ultimi anni si vede un escalation di gruppi neo fascisti mai osteggiati dalla politica anzi spesso incoraggiati da dichiarazioni forsennate. ‘Prenderemo i fucili’, ‘i gay alla garrota’, sono solo alcune frasi di politici colpevoli moralmente di questo clima d’odio e d’intolleranza.
Quel raggazzo se materialmente è stato ucciso da quei cinque balordi, moralmente è stato ucciso da questi politici che hanno una precisa responsabilità morale.
Sono del tutto d’accordo con te Ulisse. La violenza viene da anni di divisioni secondo me. Senza entrare in argomento, non credo di avere il bagaglio culturale adatto, completo, sta di fatto che nei decenni di repubblica si è scelto di sottacere, sorvolare su torti veri o presunti , subiti dagli uni e dagli altri ; si è pensato in veste di vinti e vincitori, non si è voluto unire un popolo, come secondo me andava assolutamente fatto ; aiutandolo a chiarirsi, guidandolo in una presa di coscienza e conoscenza che in ogni caso avrebbe ammorbidito inevitabili scontri ed odi di una autentica guerra civile. Invece molti degli gli uni e degli altri mi dà l’impressione abbiano consapevolmente o no, preferito vivere di questo scontro o farne bandiera della propria parte. Ora , anche se non sbagliassi, sarebbe inutile recriminare più di tanto. Anche il bullismo comunque è figlio in qualche modo delle visione distorta della politica, che ha portato alla visione distorta della società e del ruolo del nostro Paese, credo.
non sono d’accordo , questi rigurgiti nazifascisti esistono non perché ci sono divisioni e partigianerie storiche ( magari ci fossero nel paese del volemose bene …) ma per il contrario : non ce ne sono abbastanza di chiare e convinte divisioni politiche e tutto sembra ormai riconducibile ad un unico pensiero che i media rilanciano per i loro scopi…il qualunquismo becero e cialtrone della finta antipolitica, virus che sta’ prendendo piede purtroppo anche nelle file degli operai e degli sfruttati di classe che non hanno piu’ riferimenti alternativi al blocco dei media berlusconiani , per averli la sinistra abbandonati al loro destino , abdicando al proprio ruolo di riferimento di classe..
Voglio dire per me sicurezza non é tanto il rumeno o lo zingaro che rubano e violentano ( quest’ultima attività , peraltro, in minima percentuale rispetto alle molto piu’ diffuse violenze operate dagli italiani all’interno delle loro famiglie sacre ed inviolabili ) quanto l’operaio che casca dalla gru, il lavoratore licenziato a 50 anni che non trova piu’ lavoro, il giovane co co co a vita mai regolarizzato che non fà piu’ programmi e scivola ai margini…
queste divisioni , queste opposte analisi dovrebbero essere rimarcate , approfondite ed organizzate politicamente…cosa che non succede od ancora troppo poco..e quindi sembra farsi largo il solito unico pensiero : dagli all’untore , fuori il diverso , picchia il rumeno…
quanto ai naziskin non serve l’aiuto del sociologo ma é meglio approntare da soli la vecchia medicina efficace dell’antifascismo militante : se vedi un punto nero…
de la Serna