
Zona interdetta dalle prime luci dell’alba, quella della banchina della Darsena dove da due giorni una mina P200 della seconda guerra mondiale, rimasta nelle reti di un peschereccio e lasciata sul molo, era in attesa dell’arrivo dei reparti speciali per le operazioni di “sgombero”. Capitaneria del Porto, Vigili Urbani, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Carabinieri hanno aspettato l’arrivo del Nucleo Speciale Sdai, Servizi Difesa Antimezzi Insidsiosi, artificieri della Marina Militare di La Spezia, e del secondo reggimento Genio Pontieri Plotone E.O.D. dell’Esercito, da Piacenza, per dare il via alle delicate manovre. Le operazioni sono iniziate alle nove in punto.


La mina è stata inizialmente tolta dalla rete che ancora l’avvolgeva e poi “smembrata”. Gli artificieri hanno poi provveduto all’imbracamento e alla messa in mare in galleggiamento. Poi la partenza.
Trainata al largo a circa 5 miglia dalle costa sono stati il capo di prima classe Aldo Natale e il sottocapo di terza classe Fabio Nicolini, comandati dal Capitano di Fregata Massimo Pegazzano, a scendere alla profondità di circa 15 metri di fondale per affondarla. L’operazione svolta sottacqua dai due sub artificieri è stata quella di predisporre una carica di 10 chilogrammi di plastico C4, attivata mediante un circuito elettrico con due detonatori collegati in parallelo che hanno fatto da innesco alla carica del plastico per il controminamento del cartucciere della mina da 200 chilogrammi di Tritoltel.
( foto scattata dall’artificiere dello Sdai di La Spezia capo di prima classe Massimiliano Fasolino)
A questo punto la mina è stata fatta brillare.
Il Comandante della Capitaneria di porto Capitano di Fregata Giovanni Canu si è dichiarato soddisfatto dello svolgimento delle operazioni e del ripristino della sicurezza dei comparti marittimi, nonostante le condizioni meteo avverse.

Ho scattato una foto con un semplice clic. Il merito va alla vostra inviata d’ assalto Letizia Tassinari. Ciao a tutti e complimenti per l’ articolo!
Foto spettacolare…che se non ci fosse stato quel clic l’ “inviata d’assalto” non avrebbe potuto avere! Quindi grazie alla Marina Militare di La Spezia, allo Sdai, e all’artificiere / fotografo Massimiliano Fasolino.
Letizia Tassinari
Un saluto BRILLANTE ED ESPLOSIVO… aldo