Mohamed El Mouvine aveva 22 anni ed è stato stroncato da un infarto mentre lavorava in un cantiere edile a Pontemazzori. Si dice che avesse una malformazione congenita al cuore. “Si dice ed immagino che gli accertamenti siano in corso – è la riflessione dell’ex Senatore Miliziade Caprili, capogruppo consiliare di Rifondazione Comunista a Viareggio. Capita purtroppo di morire improvvisamente di cuore, senza alcun “ preavviso” . Però nel caso di malattie congenite ci si dovrebbe interrogare se e come può essere capitato che nessuno se ne sia accordo nel corso dei tanti accertamenti a cui si è sottoposti, per verificare l’idoneità o meno a svolgere un lavoro. Nel caso di Mohamed non è accaduto ed il padre lo ha visto morire a 22anni ed ora toccherà a chi di dovere accertare se e quali responsabilità sussistano. “Forse qualcuno sa o riferendosi ai temi toccati in campagna elettorale dai vari candidati ricorderà che non ho mai negato la necessità di una riflessione e di iniziative della sinistra sul tema della sicurezza – afferma Caprili – da quella sul lavoro ( a proposito: Mohamed prima di essere assunto e di iniziare a lavorare avrebbe dovuto o no essere sottoposto a visita medica e nel caso cosa è stato accertato?) e del lavoro a quella che riguarda le nostre città,tutti i luoghi delle nostre città. Non ho nemmeno negato (e come avrebbe potuto? ) che la sicurezza è legata anche a normative restrittive per coloro che stranieri compiono atti contro le leggi e che non è possibile e nuoce prima di tutto agli immigrati che faticano – eccome se faticano e spesso per un pezzo di pane! – lasciare sostanzialmente impuniti molte azioni di quella che viene impropriamente definita microcriminalità. Altra cosa è l’idea barbara della giustizia fatta da sé e di leggi razziste che fomentano comportamenti di totale inciviltà”. Milziade Caprili nella sua triste riflessione fa riferimento a quanto letto domenica scorsa sul Sole-24 Ore in un “passaggio” del professore Remo Bodei: ”In un mondo che si restringe e le cui parti divengono interdipendenti non c’è oggi alcuna sensata alternativa all’integrazione,la quale non coincide né con l’assimilazione,né con la creazione di ghetti (e neppure con il cosiddetto buonismo,un alibi per non assumere concrete responsabilità,o con la xenofobia, un acido che corrode la civile convivenza): L’integrazione rappresenta piuttosto un lungo e paziente processo di annodamento delle differenze all’interno di un tessuto sociale che le renda non solo compatibilità,in prospettiva,feconde”. Come non dargli ragione?
“Mohamed El Mouvine aveva 22 anni” La riflessione di Milziade Caprili
La URI per inviare un trackback a questo articolo è: http://laetitiatassinari.wordpress.com/2008/05/28/mohamed-el-mouvine-aveva-22-anni-la-riflessione-di-milziade-caprili/trackback/