PRECARI: ODISSEA A CACCIA DEL SINDACATO. La denuncia di una lavoratrice: ” Nessuno ha saputo dare risposte alle mie domande”

“Sono una precaria di call center”. E’ Laura (il nome è di fantasia) che racconta la sua Odissea. Lavora a Lucca, in un’azienda che tra l’altro è già stata oggetto di sanzioni, a seguito di una indagine ispettiva da parte della Direzione Provinciale del Lavoro durata ben 18 mesi, ed ha pendenti 5 cause di lavoro presso il Tribunale di Lucca. Nonostante le diffide a trasformare i contratti a progetto in contratti di lavoro subordinato, i ragazzi, giovani e meno giovani, che tutt’ora lavorano al telefono sono “assunti” come precari. “Ho passato un’intera giornata a contattare i Sindacati, per informazioni sul mio contratto a progetto, e per sapere come tutelarmi – ci dice – senza cavarne un ragno dal buco”. ” Sono andata in Cgil, una mia amica che proprio atttraverso la Cgil ha fatto causa alla stessa azienda per la quale ora lavoro io, mi aveva detto che li avrei trovato il Funzionario della Nidil, il settore apposito per i precari, ma a quanto pare la Nidil non esiste più. La persona che se ne occupava oggi si occupa di altro, e quello che lo dovrebbe aver sostituito non sapeva nemmeno come compilarmi il modulo per la richiesta della tessera di iscrizione e quanto costasse”. Dalla redazione abbiamo fatto una verifica: a quanto pare la Nidil, anche a livello nazionale, è in fase di chiusura, “poche sono le tessere, e sono proprio con le gli iscritti che i Funzionari Sindacali si pagano gli stipendi”. A quanto ci raccontano alla Cgil “ogni singolo Segretario di Categoria si dovrà occupare dei propri precari, assieme ai lavoratori con contratto vero”. Ma se si cerca negli Uffici i singoli Segretari non ci sono. ” Mi hanno detto che lavorando in un call center avrei dovuto fare riferimento al settore del Terziario ma la persona era fuori, impegnata in assemblee presso alcune aziende”. Laura quindi torna a casa, elenco telefonico alla mano, e inizia  a chiamare. Al centralino della Cisl la informano che il settore per i precari è lo Ial e che la persona che si occupa di precari riceve a Lucca il lunedi dalle 9 alle 12.30, e a Viareggio il giovedi, stesso orario. Non volendo aspettare la prossima settima compone il numero di Viareggio. E’ giovedi, sono le 10 di mattina, ma la referente per i precari non c’è, chi le risponde la informa che è andata via. “Posso avere il suo numero di mobile? – chiede – avrei un’urgenza”. La signora sembra sia stata in maternità per due anni, è appena rientrata al sindacato e al centralino della Cisl di Viareggio non sono a conoscenza della sua utenza, racconta Laura. I Sindacati Confederali sono tre, ormai vale la pena di tentare e Laura come ultima spiaggia chiama la Uil. Inutili i tentativi. Al numero non risponde nessuno. ” Mi sono rivolta all’Ugl. Al centralino mi hanno detto che a questo sindacato non esiste un settore specifico per i precari, ma mi hanno passato l’Ufficio Vertenze dove un signore gentilissimo e molto preparato mi ha spiegato nei minimi particolari tutta la normativa, e dandomi appuntamento per lunedi. La cosa piu’ stupefacente è stata che senza che io dicessi nulla ha persino “indovinato” in quale call center lavorassi”. L’Ugl di Lucca, sindacato nazionale ma non confederale, è infatti riuscita a chiudere a favore di alcuni lavoratori alcune vertenze contro il call center lucchese. Senza necessità di instaurare una causa di lavoro dinanzi il Tribunale. ” E non mi hanno neanche chiesto di fare la tessera”. Nella sola provincia di Lucca ci sono piu’ di 30.000 lavoratori precari.

Letizia Tassinari

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2 Commenti Leave a comment.

  1. Immagino gia’ la reazione…inventeranno l’impossibile per negare!
    Come al solito. Quando i sindacalisti fanno un comunicato loro per “gongolarsi” di quanto sono bravi…sono contenti di essere in prima pagina. Quando qualcuno li attacca con la verità “apriti cielo”. Grande Letizia Tassinari, paladina della giustizia.E grande e coraggioso il giornale che ha pubblicato la storia.
    Un lavoratore precario di call center, che tramite i sindacati non è mai riuscito ad avere giustizia. Onore al tipo dell’Ugl…ce ne fossero. Intanto come entri alla Cgil ti chiedono subito ” sei iscritto?” perchè se non lo sei manco ti degnano di uno sguardo, e se sei precario 50 euro, questa la cifra a me chiesta, pesano eccome..anzi proprio non gliela dai. Se poi ti iscrivi passano mesi e non sai nulla del tuo destino. Loro si giustificano con i tempi “burocratici”. Un avvocato alla Cgil ti fa aspettare mesi la preparazione di una causa di lavoro, poi ci si mette il tribunale, che fissa le udienze dopo minimo un anno. Poi sei vecchio, e i soldi ancora non li hai visti.
    Chiudere una vertenza senza andare in tribunale sta nella bravura, ma anche nella disponibiltà della persona che trovi. E Laura all’Ugl ne ha trovata una. Ma l’Ugl è ovunque? Sembra che regni solo la Santissima Trinità: Cgil Cisl Uil, quelle sono dappertutto. E che fanno? vanno per fabbriche a vendere tessere.

    Un precario

  2. Cara Laura, la Ugl è sempre con i lavoratori e sta dalla parte dei lavoratori, esiste è un grande sindacato ha più di 2.000.000 di iscritti ed è confederale perchè è rappresentativo in tutte le categorie.
    Ma ovviemente è un sindacato diverso per il semplice motivo che si distinque dalla triplice Cgil Cisl e la oramai agonizzante Uil.


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