CARREFOUR: un giugno bollente

Il Piano di rilancio non è convincente. L’Ipermercato va verso una decadenza senza prospettive mediocre e dispettose – è Massimiliano Bindocci della Filcams Cgil che parla. Le iniziative del sindacato preannunciano un giungo bollente. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra la RSU (Mariarosaria Costabile) e le OO.SS. Massimiliano Bindocci della Filcams CGIL, Giovanni Bernicchi della Fisacsat CISL e Giovanni Sgrò delle Uiltucs UIL.un incontro con la direzione aziendale della Carrefour, dove è stato presentato un piano di rilancio e sviluppo dell’ipermercato lucchese. “Le risposte che l’azienda ha dato – dice Bindocci – sono state veramente deludenti, anche alla luce delle imminente apertura di una Esselunga in località Arancio”. “Pochi mesi fa – prosegue il segretario provinciale della Filcams – abbiamo trattato la mobilità che l’azienda aveva indicato in 49 unità di esubero a Lucca e limitammo i danni alla volontarietà dei licenziamenti ed al recupero dello straordinario domenicale”. Sono passate poche settimane da questo episodio ed il piano di Carrefour per rilanciare l’azienda lucchese fa guardare al futuro con la preoccupazione di veder tornare i fantasmi del passato. “Oggi Carrefour conta circa 190 dipendenti, – racconta Mariarosaria Costabile RSU -e il nostro unico sforzo e garantire continuazione nel mondo del lavoro con questa azienda a 190 famiglie, invece il piano presentato non ci convince, secondo noi, è troppo superficiale, legato molto alla struttura e non al bisogno dell’utenza. Massimiliano Bindocci aggiunge deluso che “l’azienda ci dice che ci saranno poche iniziative commerciali, ed il grande rilancio consiste quasi solamente nel mettere alcune piante nei corridoi e forse dare una tinteggiata allo stabile.” “Pensavo che fosse uno scherzo, una multinazionale con una logica commerciale da bottegai”. “E’ poi incredibile – ironizza il funzionario sindacale – che per rilanciare il negozio ci dicono che chiudono le lavorazioni della macelleria, e nemmeno il caporeparto lo sapeva… glielo abbiamo detto noi!!!” .Le organizzazioni sindacali chiedono il potenziamento del servizio alla clientela , il rilancio dell’Ipermercato in termini commerciali con promozioni importanti (card pass – volantini), e cercare di portare a termine le iniziative che l’azienda ha volutamente affrontato da sola e cioè il distributore e la viabilità. In realtà secondo la Cgil non esiste nessun piano di rilancio, ma solo un tentativo goffo di risparmiare sulle spalle di chi lavora e la cosa più clamorosa è che è stata anche annunciata la chiusura della macelleria, come reparto di lavorazione: ” Questo – secondo Bindocci – rende l’ipermercato ancora meno competitivo oltre a renderlo più vulnerabile da parte della concorrenza. La diminuzione dell’organico ha solo comportato un peggioramento del servizio e organici assottigliati in molti reparti (drogheria, tecnologico), con spostamenti che vanno a penalizzare le professionalità”. Oggi si trovano gastronomi in cassa, macellai a vendere biciclette e fornai a caricare il camion e viceversa. ”Tutta la gestione interna del personale ci sembra legata ad un culto del dispetto e di piccole ripicche e personali dei responsabili aziendali, basti pensare che anche gli accordi sindacali hanno una applicazione parziale, per alcuni dipendenti sì e per altri no”. Insomma un’ azienda con una struttura tanto grande che “ha una gestione piccola piccola”. I Sindati hanno manifestato la loro perplessità alla dirigenza, ma non hanno ricevuto risposte convincenti, e sono veramente e seriamente preoccupati: “ un altro colpo come quello di pochi mesi fa sarebbe fatale per questo negozio, abbiamo bisogno di rilanciare l’azienda anche alla luce del nuovo punto vendita Esselunga che aprirà nei prossimi mesi su via Castracani, non pensiamo si possa rilanciare l’azienda con semplici cose, questo negozio ha un serio bisogno di rilancio sulla piana lucchese”. L’azienda ha i dati di perdita tra i più alti d’Italia e questo va oltre la crisi del commercio e dei consumi, legato ad una politica commerciale mediocre, ad una gestione del punto vendita inadeguata”. Le decisioni delle OO.SS. insieme ai lavoratori in assemblea comporteranno un Giugno caldo in Carrefour a Lucca. Si inizia domani con volantinaggi alla clientela in orari di punta e si prosegue ogni sabato con piccole iniziative di sensibilizzazione alla clientela contro il decadimento del negozio e contro le piccole ingiustizie quotidiane. Sono previsti scioperi a sorpresa per ore e per intere giornate. Fino a quello già annunciato di sabato 28 Giugno. Inoltre sarà chiesta una convocazione dell’azienda presso la direzione Provinciale del Lavoro per la “storta applicazione degli accordi” e la richiesta di un incontro presso la provincia “perché non è pensabile mettere a repentaglio circa 200 posti di lavoro senza colpo ferire”. Ovviamente le assemblee che si sono tenute hanno registrato la pressoché unanime condivisione di una linea di lotta e, nota curiosa, la speranza di una vendita dell’azienda ad un gruppo concorrente è diffusa tra quasi tutti i dipendenti, anche se le OO.SS. sono convinte che quello che deve cambiare è la gestione e non il marchio.

Letizia Tassinari

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