Ha scatenato non poche polemiche l’articolo apparso ieri sul Il Corriere. Quello in ci si raccontava l’odissea di Laura, addetta in un call center, costretta ad un inutile tour de force di telefonate ai cari sindacati di zona per avere informazioni circa la sua posizione contrattuale: la ragazza è attualmente precaria, da tempo l’azienda doveva trasformare il suo contratto a progetto in contratto di lavoro subordinato. Ma cosi’ non è stato. Per questo ha deciso di rivolgersi, invano ai Sindacati, tra cui anche la Cgil che ha voluto dire la sua in proposito: “ Siamo a precisare – si legge in una nota che il responsabile per la Cgil Provinciale del settore delle lavoratrici e dei lavoratori precari – non ha incontrato la lavoratrice in questione, né ha mai ricevuto richieste in tal senso, Ma ammesso e non concesso che ci sia stata un’incomprensione, non ci sembra opportuno ricavare giudizi per una vicenda che poco, secondo noi, ha a che fare con il grande impegno della nostra organizzazione sindacale per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori provenienti da qualsiasi settore produttivo con le forme di contratto subordinato e/o parasubordinato. Ma prendiamo spunto da questa critica – continua la nota – per rendere ancora piu’ visibile la nostra volontà di incontrare le aspettative di tutela, di diritti, di giustizia, sicurezza,lavoro, salute e rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori della nostra provincia. Il nostro sindacato è fortemente presente sul nostro territorio. L’attuale responsabile Nidil Cgil ad esempio è stato firmatario assieme alle Rsu di un accordo aziendale con una grande multinazionale del vetro della nostra provincia, dove il premio di risultato veniva e viene erogato anche ai lavoratori delle cooperative esterne, a quelli interinali e a chi ha contratti a termine. Al tempo stesso si sono registrate, in categorie importanti come meccanici, edili, commercianti e trasporti, esperienze di contrattazione decentrate di qualità interessante su temi come salute, sicurezza e stabilizzazione dei precari. Nel settore tessile sono infine concordati percorsi di stabilizzazione delle lavoratrici interinali della lavanderie industriali”.
“In prima linea contro il precariato” – La Cgil replica all’articolo denuncia apparso ieri sul Corriere
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