I balneari non ci stanno. E chiedono lo stato di calamità. Ombrelloni chiusi, alberghi semivuoti,campeggi deserti, complice il maltempo e l’estate che si fa desiderare, il turismo è in ginocchio, U primi bilanci consuntivi non fanno presagire niente di buono. Questo è l’allarme lanciato dagli imprenditori del settore turistico balneare e ricettivo con carattere di stagionalità che si trova a fare i conti con disdette e calo di prenotazioni. Oltre alle condizioni meteo inclementi, che a parte la Sicilia, stanno penalizzando molte regioni Italiane, su aggiunge la ridotta capaciità di sepsa dei turisti e la forte concorrenza di altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come Croazia e Spagna, che offrono pacchetti vacanza a poche centinaia di euro, con la formula all incluse. Gli imprenditori locali, in particolare quelli della categoria degli stabilimenti balneari, che negli ultimi anni hanno investito per riqualificare l’offerta dei servizi , nell’allungamento della stagionalità, con un impegno a mantenere un sostanziale equilibrio nella determinazione dei prezzi e delle tariffe 2008, sono penalizzati anche dalla questione relativa ai canoni demaniali sulle pertinenze, per la quale è stata chiesta da tempo una proroga al 31 dicembre prossimo e la convocazione du un tavolo tecnico. Poi, come se non bastasse, in Italia c’è l’IVA al 20%. ” Siamo l’unico paese in Europa – afferma Vincenzo Lardinelli, Presidente Nazionale della Fiba e titolare dello stabilimento balneare Balena. Mentre negli altri paesi dell’ Europa l’ IVA si attesta al 4 o al 7%. Il che significa che su 1000 euro di incasso, l’imprenditore turistico italiano 200 ne deve versare allo Stato, mentre quello spagnolo o francese se la cava con 40 o 70 euro.A Lardinelli fanno eco sia Roberto Bertolucci che Alessandro Cerrai, rispettivamente Presidente Versiliese della Fiba e Presidente della Confesercenti e per lanciare il loro grido hanno formalizzato una richiesta ai Sindaci dei Comuni della costa Versiliese, al Prefetto di Lucca e alla Regione affinchè sia possibile prevedere lo stato di calamità naturale per le imprese del settore. L’unico settore turistico che per ora tiene è quello del turismo nelle città d’Arte. Con Venezia al 90%, le altre città d’arte al 70% e il turismo balneare al 25%. La situazione è davvero drammatica. Anche nell’ottica occupazionale. In tutta la Versilia sono circa 7.000 i lavoratori balneari, stagionali e non, i cui stipendi sono a rischio. Una situazione quindi che rischia di ingarbugliarsi ulteriormente se non arriveranno il piu’ in fretta possibile due spiragli. Il primo riguarda il meteo, ovvero il ritorno del sole e con esso l’arrivo dei turisti sulle coste versiliesi, l’altro i possibili sgravi per impreditori che hanno investito moltissimo nel settore turistico vacanziero.
BALNEARI IN GINOCCHIO: CHIESTO LO STATO DI CALAMITA’
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