LIDO DI CAMAIORE: RIMOSSA LA RETE DA PESCA INSABBIATA

Era da una decina di giorni che a Lido di Camaiore, di fronte al bagno Isonzo, era stata segnalata una rete con pesce putrefatto insabbiata in mare a circa una cinquantina di metri dalla battigia.

La Capitaneria di Porto aveva provveduto ad installare una bandiera rossa, per segnalare il pericolo per i bagnanti, e ordinato al Comune di Camaiore la rimozione e lo smaltimento.

Ieri mattina alle 7 è avvenuta la prevista operazione con il supporto di un trattore da terra, alla presenza del Vice Sindaco Alessandro Santini e dell’ Assessore Provinciale alla Protezione Civile Emiliano Favilla che si sono materialmente adoperati nelle manovre, aiutando il bagnino dello stabilimento Giuseppe Giannoni. La motovedetta classe 800 della Guardia Costiera da mare e il Comandante della Capitaneria di Porto Capitano di Fregata Giovanni Canu da terra hanno coordinato la delicata manovra.

La rete da pesca trascinata per galleggiamento sulla riva, e poi smaltita dai servizi di igiene del territorio, è risultata essere un tramaglio, rete in genere non usata da pescatori professionisti. Secondo l’esperienza del Comandante della Capitaneria di Porto questo tipo di rete da pesca viene usata da persone che pescano per diletto, in barba alle disposizioni in vigore, creando anche concorrenza sleale verso i pescatori di professioni. Difficile risalire in questo caso ai responsabili. Chissà da quanto tempo la rete in questione si trovava in acqua, insabbiandosi vicino a riva dopo qualche mareggiata. Le norme in vigore sono comunque molto severe: oggi è proibita anche la “sciabicata di nostalgia”, che fino a qualche anno fa tutti praticavano: una gettata in mare di reti al tramonto per una cena di pesce alla griglia con un falò in riva a mare.

Ripristinata la sicurezza dei bagnanti, a fine operazione, dalla rete è uscita, ancora viva, una sorpresa: un enrome gambero killer.

E’ stato l’assessore Favilla ad accorgersene e prenderlo. Adagiato al sole sul patino di salvataggio, è bastato un secondo di distrazione di tutti i presenti e il gambero si è dato alla fuga, a “chele” levate, ritornando nell’acqua salata.

Letizia Tassinari

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