Cgil Fiom sul piede di guerra all’indomani dell’ennesimo infortunio sul lavoro. L’incidente al Polo Nautico di due giorni fà è caratterizzato dalle stesse dinamiche di quello del febbraio 2007 quando sullo stesso piazzale perse la vita il giovane marinaio Joubert Stessa causa: una caduta da un ponteggio. Questa volta nessun lutto. Solo per caso. Nell’aria la consapevolezza che non sia l’ultimo incidente sul lavoro all’interno del Polo Nautico. Una convinzione che nasce dagli innumerevoli incidenti più o meno gravi e più volte nemmeno denunciati. “ Occultati per la paura della perdita del posto di lavoro – sostiene Pocai. “ Fare qualcosa è oggi più che mai urgente e necessario”. Quanto accaduto al Polo Nautico deve far riflettere le istituzioni tutte. “ Stop alla cultura di sistema che imperversa nelle costruzioni nautiche da diporto – la cura consigliata. Un sistema basato sul profitto e sul ribasso dei costi e dei tempi di lavoro,una sorta di corsa frenetica, soprattutto in questo periodo che è il momento delle consegne e senza troppi riguardi alle condizioni di vita delle centinaia di lavoratori impiegati dove la sicurezza rimane carta scritta e niente più”. Carta scritta: le leggi ci sono,ma non vengono applicate. “ Basterebbe la volontà delle imprese a rispettarle – commenta il segretario della Fiom. Aggiungendo che non è volontà del sindacato fare da inquisitori e punire ma incentivare l’attività di formazione degli addetti in materia di sicurezza e salute, con l’impegno dei datori di lavoro. Viareggio detiene due primati: quello positivo è che ben 5 su 8 cantieri che rappresentano il top nel mondo sono di Viareggio, quello negativo è rappresentato dalle condizioni di lavoro, con l’alto numero di infortuni, E la crescita abnorme del sistema degli appalti ha peggiorato la situazione. “Ci sono cantieri dove non ci sono addetti , dove viene impiegata solo manodopera in appalto che di giorno in giorno viene spostata di cantiere, priva di diritti e sicurezza,retribuita con paga conglobata o al nero, che per portare a casa mille euro lavora 14 ore consecutive”. Cinquecento sarebbero le persone che lavorano dentro la Polo Nautico, di cui 54 ex dipendenti Sec e 50 diretti con funzioni di servizio ma non di produzione. Il resto operai di ditte in appalto che nascono e spariscono e che non hanno esperienza consolidata. Paradossalmente c’è piu’ normativa per gli atipici, non esistendo ad oggi una normativa sugli appalti a livello nazionale. Ora si aspetta un tavolo. Con Comune e aziende e con la speranza, di riaprire a breve il tavolo sulla sicurezza, sospeso prima dello sciopero al Salone della Nautica di Genova.