Uno sguardo dal finestrino del furgone e la classica frase del guardato,”cosa hai da guardare?”, erano stati motivo di inseguimento e di aggressione. La ragazza stava tornando a casa a piedi con l’ allora suo fidanzato quando a due passi dall’abitazione il compagno fu aggredito dall’automobilista, tra l’altro loro vicino di casa. La ragazza cercò di mettersi nel mezzo, buscandosi calci e pugni al volto. Fu grazie all’intervento di un autista della Lazzi che passando dall’Aurelia vide la scena, fermò il pullman e scese per sedare l’energumeno, che la scazzottata non finì in una tragedia. Soccorsa da un’ambulanza e portata al Pronto Soccorso alla vittima fu riscontrata la frattura della mandibola e una lesione al trigemino. Pronte arrivarono le scuse dell’aggressore, con tanto di promessa scritta di risarcire le spese mediche. Promesse vane e mai mantenute, tanto da portare la vittima a presentare una denuncia, in virtù anche di una invalidità permanente del 6%. Ieri mattina al processo l’imputato era contumace, mentre la parte offesa, difesa dallo Studio Legale Carloni, ha raccontato l’accaduto al giudice. Per il prossimo 30 gennaio verranno ascoltati i testi e il perito di ufficio.
Letizia Tassinari