AUTO PIRATA DISTRUGGE PUNTO PARCHEGGIATA

Pirata della strada distrugge un’auto in sosta. Il proprietario del mezzo, un praticante avvocato di Viareggio, aveva parcheggiato regolarmente la sua Fiat Punto rossa in via del Fortino, sul lato destro della strada in direzione nord, poco dopo la Farmacia Comunale, intorno alle 23 di sabato sera ed era andato a fare una bevuta con gli amici al bar Amadeus. Quando a mezzanotte è andato per per riprenderla l’ha trovata distrutta nella parte anteriore e sulla fiancata sinistra. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Comunale di Camaiore per i necessari rilievi. A quanto pare un auto, forse di colore grigio, che percorreva via del Fortino in direzione mare, avrebbe prima sbandato andando a colpire frontalmente la Punto e poi sarebbe scappata. Di testimoni al momento neanche l’ombra..Chiunque possa aver assistito alla scena e fosse in grado di riferire il numero della targa può mettersi in contatto con il sinistrato al numero 347-7989216.

Letizia Tassinari

DROGA, BLITZ E INSEGUIMENTO IN PINETA: LA POLIZIA ARRESTA UNO SPACCIATORE, 40 I GRAMMI DI COCA SEQUESTRATI.

sequestro-droga-e-soldiBlitz antidroga nel quartiere Marco Polo. Sono stati gli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Polizia di Viareggio ad arrestare due sere fa in pineta Rachid Musaid, uno spacciatore marocchino di ventitrè anni, e a sequestrare ben quaranta grammi di cocaina e mille euro in contanti. L’azione è partita intorno alle 19, quando sei agenti, in borghese e in divisa, si sono appostati all’interno della pineta nel tratto tra via Fratti, il viale Capponi, via Zara e via Marco Polo in attesa di uno spacciatore che da qualche tempo era stato segnalato operare nella zona da chi abita nel quartiere. L’attesa non è stata vana, e neanche i risultati. Appena arrivato, il nordafricano ha iniziato a ricevere molte chiamate sul suo cellulare, passeggiando nervosamente all’incrocio tra via Fratti e via Marco Polo. bastato aspettare solo qualche decina di minuti per vedere arrivare il primo cliente a comprare una dose per 80 euro. Fermato poco distante dagli agenti, e perquisito, l’acquirente, un trentottenne seravezzino, è stato trovato con un grammo di cocaina in tasca, e non ha potuto far altro che ammettere di averlo appena comprato, facendo il nome del suo pusher. Il cerchio a questo punto si è chiuso, e lo spacciatore, preso a sorpresa senza che abbia il tempo di disfarsi della “roba”, ha cercato di darsi alla fuga, scappando di corsa nei viottoli della pineta. Un inseguimento sotto la pioggia, nel pantano, scavalcando i fossi gonfi di acqua piovana fino al laghetto dei cigni, poi i sei agenti lo hanno raggiunto, circondato, bloccato e arrestato. Dalla perquisizione fatta allo spacciatore sono saltati fuori 39 grammi di cocaina, divisi in 34 dosi pronte per la vendita, 1000 euro, in bancanote da 20, 50 e 100, e 2 cellulari di “servizio”. L’arresto è stato convalidato ieri mattina dal giudice del Tribunale di Viareggio e l’uomo è stato tradotto in carcere. Il legale ha chiesto termini a difesa e il processo è stato rinviato al 27 gennaio.

Letizia Tassinari

FURTO ALLE GENERALI, RAID NOTTURNO ALLA SEDE DI VIA GARIBALDI

Furto alla sede delle Assicurazioni Generali di via Garibaldi. Calato il buio ignoti hanno forzato la porta di ingresso a vetri che affaccia sulla via, a pochi passi dal comando della Polizia Municipale, e sono penetrati all’interno indisturbati. Il bottino è fruttato ai ladri un computer e settecento euro in contanti prelevati dalla cassaforte. Aprirla è stato per i malviventi un gioco da ragazzi. Dopo aver rovistato sulle scrivanie degli impiegati hanno trovato la chiave riposta un un cassetto e, con tutta calma si sono impossessati dell’incasso delle polizze, lasciando al loro posto gli assegni intestati alla compagnia assicurativa. Una volta scoperto l’ammanco la denuncia di furto contro ignoti è stata formalizzata alla caserma dei Carabinieri.

Letizia Tassinari

CONVALIDATO IL FERMO, ERNESTO MILITANO RESTA IN CARCERE.

E’ stato convalidato dal giudice del Tribunale di Pisa il fermo di Ernesto Militano, l’operaio 67enne di Palermo arrestato giovedi mattina dagli uomini del Commissariato di Viareggio e delle Squadre Mobili di Lucca e di Pisa. Convalida di arresto ed emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Accusato di tentato omicidio di Giuseppe Lo Galbo, l’ impreditore siciliano ferito con tre colpi di pistola sparati a bruciapelo, l’arrestato resterà per il momento alla casa circondariale di Don Bosco. L’ avvocatessa Ilaria Fiori del Foro di Pisa, suo legale di ufficio, non esclude la possibilità che il suo assistito venga trasferito a breve al carcere di San Giorgio di Lucca, competente territorialmente, ma sta valutando anche la possibilità di presentare, nei prossimi dieci giorni, una richiesta al tribunale del riesame, per ottenere gli arresti domiciliari. All’interrogatorio, Ernesto Militano, visibilmente provato, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Letizia Tassinari

COLPO IN UN’ABITAZIONE, LADRI IN AZIONE QUANDO I PROPRIETARI SONO FUORI CASA

Un nuovo episodio di furto in un’abitazione è avvenuto venerdi scorso nelle prime ore del pomeriggio, mentre i proprietari erano fuori. I ladri sono entrati nella casa rompendo il vetro di una finestra ed hanno “lavorato” indisturbati, rovistando in tutte le stanze. Una volta in camera da letto hanno arraffato quanto trovato nei cassetti. Il bottino ammonta a oltre trecento euro in contanti, due collane e tre bracciali d’oro. Ad accorgersi dell’ irruzione sono stati gli stessi proprietari quando hanno fatto rientro a casa. Le indagini per risalire agli autori del furto sono state affidate alla squadra anticrimine del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi diretto da Enrico Parrini dopo che i derubati hanno presentato la denuncia.

Letizia Tassinari

CARNEVALE, CAPRILI ATTACCA

varie-letizia-28331Prendi due paghi uno”, ma non si tratta dello spot pubblicitario delle offerte commerciali dei supermercati: al posto dell’avvocato Corrado Buccheri, due sono i nuovi legali arrivati per difendere le eventuali querelle che la Fondazione Carnevale si dovesse trovare ad affrontare. Uno esperto in diritto amministrativo e uno esperto in diritto internazionale. “Due, ma al costo di uno”, ossia i due avvocati costano insieme quanto costava da solo Buccheri. Questo, almeno, è quanto è stato comunicato dagli alti vertici di Palazzo delle Muse. “Si tratta pur sempre di Carnevale, cosa per noi viareggini seria, ma sperabilmente anche gioiosa e scherzosa – afferma il capogruppo consiliare di SA Milziade Caprili che partendo da una “battuta” presenta un’interrogazione chiedendo “se l’amministrazione comunale non intenda rivolgere pubblico encomio al presidente Giovanni Maglione che è stato in grado di garantirsi due avvocati, le cui competenze immaginiamo e speriamo siano personalmente conosciute (o no?) dal presidente stesso al prezzo di uno”. I neo “assunti” avvocati Cristiano Giovannelli e Alessandro Pasquini dello studio Sergio Menchini, risulterebbero essere i legali che hanno seguito la faccende fallimentari delle società di Maglione. La seconda domanda che l’ex presidente del Senato rivolge nella sua interrogazione è poi “se l’amministrazione comunale non debba felicitarsi con Maglione per il fatto che uno dei due avvocati risulti esperto di diritto internazionale:sappiamo bene tutti quante e quali controversie internazionali abbia dovuto affrontare il Carnevale”.

Letizia Tassinari

SORPRESI A SPACCIARE DAVANTI A UN LOCALE, IN DUE ARRESTATI DAI CARABINIERI

Due spacciatori sono stati arrestati sulla Marina. Si tratta di Kais e Saber Derbali, due tunisini di trentacinque e ventotto anni, entrambi pregiudicati. I carabinieri del Nucleo Operativo di Viareggio li hanno beccati in flagrante mentre vendevano cocaina davanti al Priscilla Caffè. Il blitz degli uomini dell’Arma è stato effettuato intorno alle due e mezzo di notte, nell’ambito di un’attività di controllo sul territorio, finalizzata a reprimere il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti davanti ai noti locali del lungo mare di Torre del Lago. Cinque i militari in borghese e due le pattuglie impiegate. Quando la macchina di servizio è passata davanti al locale i due spacciatori hanno cercato di dileguarsi nella pineta retrostante, dove sono stati bloccati dai militari. Trovati in possesso di sei grammi di coca, suddivisi in dosi pronte per la vendita, e di trecento euro in contanti, droga e denaro sono stati sottoposti a sequestro, e per i due spacciatori sono scattate le manette ai polsi. Arrestati e processati per direttissima ieri mattina al tribunale di Viareggio sono stati entrambi condannati.

Letizia Tassinari

SPARI IN DARSENA, RISOLTO IL GIALLO: ARRESTATO ERNESTO MILITANO

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Ha un nome il presunto autore del tentato omicidio dell’ imprenditore nautico avvenuto nel tardo pomeriggio di martedi. Si tratta di Ernesto Militano, un siciliano di sessantasette anni, residente a Palermo ma di fatto abitante a Pisa, in un box in via Fiorentina. Sono stati gli uomini del Commissariato di Viareggio, con il supporto della Squadra Mobile di Lucca e di Pisa, ad arrestarlo intorno alle due di pomeriggio di giovedi. La sparatoria era accaduta di fronte ai cancelli di un cantiere navale della Darsena. Il falegname suo dipendente solo da una quindicina di giorni, nonostante i due uomini si conoscessero da molti anni, aveva atteso il suo datore di lavoro all’uscita, sparandogli a bruciapelo tre colpi di pistola, uno al torace, uno all’addome e uno al braccio, e poi era scappato. Il ferito era tornato a casa da solo, non pensando di essere stato colpito gravemente e, inizialmente pensando di non denunciare l’accaduto, proprio in virtù della lunga conoscenza con lo sparatore. Accorgendosi con il passare delle ore l’uomo aveva però iniziato a stare male e, intorno a mezzanotte, si era fatto accompagnare al Pronto Soccorso del “Versilia”, raccontando di essersi infortunato sul lavoro. Sono stati i medici ad accorgersi di tre proiettili da arma da fuoco all’interno delle ferite e ad avvisare il 113. Quando i poliziotti sono arrivati all’Ospedale il ferito, che stava per essere anestetizzato per il delicato intervento chirurgico di asportazione dei proiettili dal corpo, ha fatto il nome dell’autore del folle gesto, del quale però si era nel frattempo persa ogni traccia. La certosina attività di indagine effettuata dalla Polizia di Stato, per rintracciare il presunto pistolero, ha portato in neanche 36 ore a chiudere il caso, rintracciando il presunto colpevole in una zona periferica di Pisa, dove viveva accampato alla meglio. Ernesto Militano da tempo non frequentava più i luoghi dove risultava residente. A Fano, dove di recente aveva lavorato, nessuno lo aveva più visto dalla scorsa primavera. A rendere noti i dettagli dell’operazione sono stati, ieri mattina, il dirigente Leopoldo Laricchia, il vice questore aggiunto Giiuseppe Testaì e il capo della Squadra Mobile Virgilio Russo. La task force del Commissariato di Viareggio con le due Squadre Mobili di Lucca e Pisa, è riuscita a trovare la “traccia”di un passaggio recente del falegname ad un patronato pisano dove l’anziano operaio si era recato qualche giorno prima per una consulenza pensionistica e dove gli avevano dato appuntamento per giovedi mattina per la consegna della documentazione necessaria. Circondato l’isolato e atteso il suo arrivo i poliziotti lo hanno bloccato in una strada limitrofa e portato in Questura, dove gli è stato notificato il fermo di polizia a firma del sostituto procuratore Piero Capizzotto.

varie-letizia-3014Perquisito il garage dove Ernesto Militava viveva la polizia ha sequestrato la presunta arma del delitto, una rivoltella calibro 32 a 5 colpi, priva di numero di matricola e carico, con ben 74 munizioni e un coltello a scatto. Nei prossimi giorni l’Autorità Giudiziaria disporrà una perizia balistica e il raffronto tra i proiettili sequestrati e le ogive ritrovate nel corpo della vittima. L’anziano falegname presunto sparatore è stato intanto tradotto al carcere Don Bosco, in attesa di essere interrogato per chiarire il movente, parendo inverosimile la tesi del ferito circa il disaccordo sullo stipendio da liquidare.

Letizia Tassinari

PESCATORE DI FRODO TENTA LA FUGA

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Pesca di frodo, vende il “bianchetto” illegalmente e scappa. Il personale della Capitaneria di Porto di Viareggio stava effettuando ieri mattina un’ulteriore verifica lungo le banchine del canale Burlamacca, dopo l’episodio delle nasse per “cee” sequestrate due giorni fa, per un controllo finalizzato alla prevenzione, e alla eventuale repressione, della pesca di frodo del novellame di sardina, più comunemente conosciuto come “bianchetto”. Questo tipo di pesce è molto ricercato sia dai privati che dai ristoranti ma, nel mese di gennaio, ne è vietata per legge la pesca. A Viareggio così come nella maggior parte dei Compartimenti Marittimi di tutto lo stivale. L’ unica località “autorizzata” in questo periodo, dal 7 gennaio al 7 marzo, è Manfredonia. Sulla base delle direttive adottate dalla direzione marittima toscana gli uomini diretti dal comandante Fabrizio Ratto Vaquer hanno controllato i banchi della vendita del pesce che stazionano quotidianamente intorno alla “passerella”, accertando la vendita illegale di quasi cinque chili del prezioso “bianchetto”. Sulle banchine del molo è consentito vendere esclusivamente pesce di giornata, e pescato direttamente dal peschereccio e il pescatore beccato in flagrante dai militari ha provato a “difendersi”dall’accusa di aver pescato di frodo affermando di aver comprato i bianchetti in una pescheria. Se così fosse stato si sarebbe trattato di semplice violazione ai regolamenti comunali, e non di contravvenzione ad una norma penale. Mentre due militari sono andati alla pescheria per verificare la veridicità dell’acquisto, e altri marinari erano pronti a sequestrare il pesce, un parente del pescatore, uscito di scatto dall’ imbarcazione con un sacco in mano, ha cercato di darsi alla fuga montando su un furgone. Inseguito, il pescatore è stato poi acciuffato con tre chili di pesce, mentre un altro chilo e settecento grammi sono stati sequestrati ad altri due pescatori. Sentito il parere del Pubblico Ministero Antonio Mariotti, il fuggitivo è stato denunciato alla Procura di Lucca anche per resistenza a pubblico ufficiale e sottrazione di prove. Il denunciato, che rischia una multa fino a seimila euro, per la violazione alle norme comunali potrebbe invece vedersi sospesa la licenza di vendita lungo il Burlamacca. ” Il bianchetto proveniente da Manfredonia, comprato in pescheria per circa nove euro al chilo, veniva rivenduto alla passerella per trenta, come se fosse locale – ha precisato Ratto Vaquer. A Viareggio, come in altri compartimenti, lo si può pescare, e poi vendere, solo dal 30 gennaio al 30 marzo. “Poi ci sono altre possibili frodi – avverte il comandante: la vendita di “pesce ghiaccio” cinese spacciato per bianchetto e venduto a cinque euro al chilo.

Letizia Tassinari

DAL MORSO DEL CANE ALL’INFEZIONE, UNA GUARDIA GIURATA DENUNCIA I PROPRIETARI

E’ finita sul tavolo del giudice di pace di Viareggio la denuncia di una Guardia Giurata ferita da un morso di un Rottweiller. Sul banco degli imputati una coppia di ragazzi di Viareggio, S. M. e N. M. difesi dagli avvocati Luciano Gianni e Graziano Pancetti, proprietari del cane e accusati entrambi di mancata custodia dell’animale e di lesioni personali. Il fatto risale al settembre del 2006 e ieri mattina la vittima del morso, difesa dall’avvocato Giacomo Fabbri. ha ricostruito in udienza quanto accaduto. Il dipendente del Corpo dei Vigili Giurati, che ieri mattina si è costituito parte civile per il risarcimento dei danni, era intervenuto per sedare una colluttazione vicino al bar Cinzia. Il cane, senza museruola, aveva appena aggredito un extracomunitario ferendolo a una gamba e la ragazza si era anche messa ad urlare contro il ferito. L’animale, che nel frattempo era riuscito a liberarsi della corda usata come guinzaglio, si era messo a gironzolare minaccioso tra i clienti del bar che erano usciti fuori sul marciapiedi per capire cosa stesse accadendo. Quando la guardia giurata si è avvicinata alla ragazza il cane lo aveva improvvisamente aggredito, mordendolo al polpaccio destro. Gli affilati denti, nonostante il vigilantes indossasse gli anfibi, avevano raggiunto la pelle e la muscolatura provocandogli ferite lacero contuse che al Pronto Soccorso furono refertate con una prognosi iniziale di 15 giorni. A complicare il quadro clinico della Guardia Giurata sopraggiunsero poi una linfagite ed una vasta infezione con conseguente danno ad un nervo e insufficienza venosa della safena femorale, tanto da non poter tornare al lavoro per quasi quattro mesi. La richiesta di risarcimento della parte offesa è stata di ventimila euro, con una provvisionale di cinquemila. Il processo è però stato rinviato per l’esame dei testimoni e dei due imputati al 17 luglio prossimo.

Letizia Tassinari

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