
Ha un nome il presunto autore del tentato omicidio dell’ imprenditore nautico avvenuto nel tardo pomeriggio di martedi. Si tratta di Ernesto Militano, un siciliano di sessantasette anni, residente a Palermo ma di fatto abitante a Pisa, in un box in via Fiorentina. Sono stati gli uomini del Commissariato di Viareggio, con il supporto della Squadra Mobile di Lucca e di Pisa, ad arrestarlo intorno alle due di pomeriggio di giovedi. La sparatoria era accaduta di fronte ai cancelli di un cantiere navale della Darsena. Il falegname suo dipendente solo da una quindicina di giorni, nonostante i due uomini si conoscessero da molti anni, aveva atteso il suo datore di lavoro all’uscita, sparandogli a bruciapelo tre colpi di pistola, uno al torace, uno all’addome e uno al braccio, e poi era scappato. Il ferito era tornato a casa da solo, non pensando di essere stato colpito gravemente e, inizialmente pensando di non denunciare l’accaduto, proprio in virtù della lunga conoscenza con lo sparatore. Accorgendosi con il passare delle ore l’uomo aveva però iniziato a stare male e, intorno a mezzanotte, si era fatto accompagnare al Pronto Soccorso del “Versilia”, raccontando di essersi infortunato sul lavoro. Sono stati i medici ad accorgersi di tre proiettili da arma da fuoco all’interno delle ferite e ad avvisare il 113. Quando i poliziotti sono arrivati all’Ospedale il ferito, che stava per essere anestetizzato per il delicato intervento chirurgico di asportazione dei proiettili dal corpo, ha fatto il nome dell’autore del folle gesto, del quale però si era nel frattempo persa ogni traccia. La certosina attività di indagine effettuata dalla Polizia di Stato, per rintracciare il presunto pistolero, ha portato in neanche 36 ore a chiudere il caso, rintracciando il presunto colpevole in una zona periferica di Pisa, dove viveva accampato alla meglio. Ernesto Militano da tempo non frequentava più i luoghi dove risultava residente. A Fano, dove di recente aveva lavorato, nessuno lo aveva più visto dalla scorsa primavera. A rendere noti i dettagli dell’operazione sono stati, ieri mattina, il dirigente Leopoldo Laricchia, il vice questore aggiunto Giiuseppe Testaì e il capo della Squadra Mobile Virgilio Russo. La task force del Commissariato di Viareggio con le due Squadre Mobili di Lucca e Pisa, è riuscita a trovare la “traccia”di un passaggio recente del falegname ad un patronato pisano dove l’anziano operaio si era recato qualche giorno prima per una consulenza pensionistica e dove gli avevano dato appuntamento per giovedi mattina per la consegna della documentazione necessaria. Circondato l’isolato e atteso il suo arrivo i poliziotti lo hanno bloccato in una strada limitrofa e portato in Questura, dove gli è stato notificato il fermo di polizia a firma del sostituto procuratore Piero Capizzotto.
Perquisito il garage dove Ernesto Militava viveva la polizia ha sequestrato la presunta arma del delitto, una rivoltella calibro 32 a 5 colpi, priva di numero di matricola e carico, con ben 74 munizioni e un coltello a scatto. Nei prossimi giorni l’Autorità Giudiziaria disporrà una perizia balistica e il raffronto tra i proiettili sequestrati e le ogive ritrovate nel corpo della vittima. L’anziano falegname presunto sparatore è stato intanto tradotto al carcere Don Bosco, in attesa di essere interrogato per chiarire il movente, parendo inverosimile la tesi del ferito circa il disaccordo sullo stipendio da liquidare.
Letizia Tassinari