VIOLENZE SULLE DONNE, 100 I CASI IN VERSILIA: GELOSIE, LITI, EMARGINAZIONE, TANTE LE SEGNALAZIONI GIUNTE AL CENTRO ANTIVIOLENZA E ALLE FORZE DELL’ORDINE

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Violenza sulle donne

Fonte You Tube

Due casi di stalking sono stati risolti in pochi giorni dagli uomini del Commissariato di Polizia di Viareggio ed hanno scongiurato il ripetersi di violenze inflitte a due donne. Il primo è finito con la condanna di un innamorato respinto, rumeno come la molestata, beccato in flagrante dagli agenti di una volante. Il secondo trae invece origine da una denuncia di una ragazza romena vessata dall’ex fidanzato italiano incline a considerare le donne dell’est come persone bisognose di sistemazione, come il matrimonio, e perciò oggetto di soprusi. La giovane residente a Viareggio da oltre dieci anni e perfettamente integrata sia socialmente che lavorativamente, si era confidata con un ispettore del Commissariato, raccontando di non sopportare più le umiliazioni e le vessazioni a cui l’aveva costretta il compagno, italiano e più anziano di lei di oltre 20 anni. L’uomo, apparentemente affabile e gentile, con il quale aveva vissuto per 3 anni, le aveva poi costruito attorno una sorta di gabbia d’oro, forse per gelosia, ma forse per totale senso del possesso, per non farla “evadere”. Toccato il fondo, con liti, schiaffi ed occhi neri anche solo per un numero di telefono trovato memorizzato sul cellulare, con scuse successive e promesse di cambiare, e mai mantenute, la ragazza aveva deciso di troncare e andarsene. Da lì era poi iniziata una serie di persecuzioni, e come un ragno che tesse la rete per catturare la sua vittima, il non rassegnato ex si era messo a pedinare la donna, appostandosi sotto casa e sul posto di lavoro, riempiendola di telefonate di minacce se non fosse tornata con lui e di centinaia di sms di amore al giorno. Come una preda da braccare, il protagonista, discendente di un’agiata famiglia di pellai di Santa Croce sull’Arno, passava ore anche a chiedere intercessione agli amici comuni dicendosi disperato. E’ stata la sezione del settore anticrimine del Commissariato, dedicata a certe problematiche a salvarl: portato il caso all’attenzione della Procura di Lucca il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un ordine un ordine di arresti domiciliari.

varie-letizia-2979varie-letizia-2977Accanto al dirigente Laricchia, al vice Testaì e all’ispettore Magliulo, ieri mattina al Commissariato c’erano anche le responsabili del Centro Anti Violenza della Casa delle Donne Raffaelli e Baldi e l’assessore al sociale Fantoni. Un progetto di aiuto contro le “violenze di genere”, “L’una per l’altra”, che coinvolge il volontariato, Polizia e Carabinieri. Le responsabili della Rete, dove solo nel 2008 si sono rivolte 100 donne nelle stesse condizioni, dai 16 ai 70 anni, di persona o contattando il numero verde 800614822, mentre ancora si discute il disegno di legge sulla introduzione dell’articolo 612 bis del codice penale, che consentirà nuove misure cautelari in caso di persecuzione di una donna, chiedono a gran voce un centro di accoglienza per chi, vittima, non sa dove rifugiarsi.

Letizia Tassinari

BECCATO CON 25 CHILI DI COCAINA NEL PORTABAGAGLI

varie-letizia-2962Viaggiava tranquillo sull’autostrada che da Livorno porta a Genova con venticinque chili di cocaina nel porta bagagli, custoditi in un grosso zaino, quando domenica scorsa la sua automobile, unaMercedes Classe B, è stata fermata dagli agenti delle Squadre A e B della polizia stradale della sottosezione di Viareggio. E’ finito cosi il viaggio di Milorad Stijepovic, un trentaduenne montenegrino arrestato dai poliziotti assieme ad un complice, Dragan Gacesa di quarantatrè anni, che viaggiava a bordo di auto “sentinella”, una Mercedes Classe C. Le attività di indagine su alcuni corrieri stranieri erano state attivate da circa una settimana dal personale della Squadra Mobile di Milano, e proprio dalla Questura lombarda era stata segnalata alla Stradale di Viareggio la possibilità di passaggio di due macchine “sospette” che sono state intercettate dagli uomini diretti dal comandante Pietro Merola tra il casello di Viareggio e quello di Massa. Gli agenti hanno capito subito che qualcosa non andava dal nervosismo dei conducenti e, chiesto il supporto di due pattuglie della Stradale di Massa e di Pontremoli, attivando tutte le misure di sicurezza dettate dalla situazione, hanno provveduto a fermare le due Mercedes e a perquisirle.

sequestro-coca-del-19012009-006sequestro-coca-del-19012009-045Ben venticinque i chili di cocaina purissima, ancora da tagliare, impacchettati in palloncini colorati. Data la notizia via radio alla Squadra Mobile di Milano i poliziotti hanno poi provveduto alla perquisizione dell’abitazione di uno dei due a Tirrenia, nella provincia di Pisa, rinvenendo ulteriori 215 chili di coca e arrestando un terzo corriere, Ijan Prosek, cecoslovacco di cinquantatrè anni. La droga, la cui provenienza è ancora al vaglio degli inquirenti, anche da indiscrezioni pare essere arrivata dal Sud America fino al porto di Livorno, era destinata ad essere trasportata nel capoluogo lombardo per essere tagliata e poi messa sul mercato sia milanese che della Versilia. I due montenegrini sono stati tradotti al carcere di Massa mentre il cecoslovacco si trova al carcere di Pisa.

Letizia Tassinari


BARCA SEMIAFFONDATA SALVATA DALLA CAPITANERIA

img00031-20090121-0826Il mal tempo degli ultimi due giorni che ha flagellato la Versilia ha provocato qualche danno anche in porto. I controlli sulla sicurezza della navigazione e quella all’interno del porto di Viareggio sono stati incessanti da parte del personale po della Capitaneria – Guardia Costiera, soprattutto per la prevenzione. Le condizioni meteo – marine avverse hanno indotto il comandante Fabrizio Ratto Vaquer ad intensificare la viglilanza sia sulle banchine che in tutto l’avamporto. Nelle prime ore di ieri mattina, nel corso di un’uscita programmata di viglilanza, è stato il personale della motovedetta CP563 che ha rilevato il parziale affondamento di una imbarcazione da diporto , la “Maila”, avvenuto con tutta probabilità durante la notte a causa sia del forte moto ondoso che delle intense piogge del pomeriggio e della notte. Il piccolo semi – cabinato, lungo sei metri, che era ormeggiato lungo il canale Burlamacca sul lungo molo del Greco nei pressi del fanale rosso dell’imboccatura del porto aveva imbarcato molta acqua tanto da rendere necessario l’intervento immediato del personale a bordo della motovedetta per recuperare subito il serbatoio del carburante, con all’interno circa diciassette litri di miscela, onde evitare il conseguente pericolo di inquinamento delle acque portuali a causa di un eventuale sversamento. Una volta messa in sicurezza l’imbarcazione, che è stata rimessa in galleggiamento dai militari mediante il rinforzo degli ormeggi ad evitare il totale affondamento, i marinai della Capitaneria di Porto hanno poi contattato il proprietario perchè provvedesse urgentemente al recupero. Recupero che è stato effettuato nelle prime ore del pomeriggio dallo stesso proprietario con il supporto del personale della Guardia Costiera.

Letizia Tassinari

PRIMA LA PESTA POI CHIEDE SCUSA, AGGRESSORE DENUNCIATO

Uno sguardo dal finestrino del furgone e la classica frase del guardato,”cosa hai da guardare?”, erano stati motivo di inseguimento e di aggressione. La ragazza stava tornando a casa a piedi con l’ allora suo fidanzato quando a due passi dall’abitazione il compagno fu aggredito dall’automobilista, tra l’altro loro vicino di casa. La ragazza cercò di mettersi nel mezzo, buscandosi calci e pugni al volto. Fu grazie all’intervento di un autista della Lazzi che passando dall’Aurelia vide la scena, fermò il pullman e scese per sedare l’energumeno, che la scazzottata non finì in una tragedia. Soccorsa da un’ambulanza e portata al Pronto Soccorso alla vittima fu riscontrata la frattura della mandibola e una lesione al trigemino. Pronte arrivarono le scuse dell’aggressore, con tanto di promessa scritta di risarcire le spese mediche. Promesse vane e mai mantenute, tanto da portare la vittima a presentare una denuncia, in virtù anche di una invalidità permanente del 6%. Ieri mattina al processo l’imputato era contumace, mentre la parte offesa, difesa dallo Studio Legale Carloni, ha raccontato l’accaduto al giudice. Per il prossimo 30 gennaio verranno ascoltati i testi e il perito di ufficio.

Letizia Tassinari

PALESTRA PER GLI ANZIANI CHIUSA, PARTE L’INTERROGAZIONE DI SINISTRA ARCOBALENO

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In merito al caso della palestra per gli anziani chiusa senza preavviso è stata presentata ieri mattina una interrogazione di Sinistra Arcobaleno, a firma di Milziade Caprili. La notizia pubblicata dal Nuovo Corriere ha fatto ritenere al capogruppo dell’opposizione “insostenibile la situazione che pare delinearsi per il bilancio comunale 2009”. “Al finanziamento dell’attività motoria concorrevano gli stessi anziani, oltre al Comune – si legge nell’interrogazione . Le domande rivolta dal capogruppo consiliare di SA sono “a quanto ammontava la spesa imputata al Comune e per quali ragioni si è ritenuto di interrompere anche questo servizio senza una adeguata e preventiva informazione rivolta agli “utenti” e se e quando potrebbe essere ripresa questa attività utile per un numero così rilevante di anziani”. “I tagli riguarderanno, e prima o poi ne dovrà discutere il Consiglio comunale, tutti i settori ma particolarmente la cultura,lo sport,il turismo,il sociale. Non si tratta di semplici tagli – sottolinea Caprili – ma di vere e proprie decapitazioni di intere iniziative e di interi settori arrivando sino a tagliare il rifornimento di cibo e a dichiarare chiuso per fallimento il progetto rom”. La situazione è di vera emergenza: “in realtà il Commissariamento più volte paventato è già arrivato perchè il bilancio che si delinea è già da Comune commissariato”. Ci sono associazioni,categorie economiche,interessi legittimi che non avranno più alcuna rappresentazione nel bilancio del comune della propria città: “ora attendiamo con impazienza,con l’impazienza che deriva dal precipitare della situazione,che se ne possa discutere in Consiglio Comunale sperando,ovviamente,che ci sia spazio per una vera discussione nella quale ciascuno possa far pesare le proprie proposte”. Intanto il presidente della Uisp Andrea Strambi ha accolto con interesse il progetto della palestra per gli anziani e sta valutando di acquisirlo: “questo non risolve però tutti i problemi comunali”.

Letizia Tassinari

SCIPPO ALLA MOGLIE DEL SENATORE, ARRESTATO IL COMPLICE

I Carabinieri hanno arrestato ieri mattina il complice, fino a ieri “latitante” dello scippatore della moglie del senatore Cesare Cursi. A distanza di neanche 24 ore dal processo che ha visto condannare Andrea Vettori a a 8 mesi e 300 euro di multa, con pena sospesa, i militari della Stazione Carabinieri di Forte dei Marmi, diretti dal luogotenente Giuseppe Alaimo, in esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Lucca, che concordava pienamente con le risultanze investigative dei militari dell’Arma, hanno ammenettato il complice, A.M., un viareggino pregiudicato di 21 anni. Il giovane è stato ritenuto responsabile di essere l’autore dello scippo avvenuto a Forte dei Marmi in via Torino lo scorso 2 gennaio intorno alle 13.00. Erano infatti stati due giovani, a bordo di uno scooter, a rubare dal cestino della bicicletta la borsa, con dentro documenti e denaro contante, alla moglie del senatore in forza ad Alleanza Nazionale, presidente della decima commissione parlamentare di Industria – Commercio – Turismo. I Carabinieri di Forte, dopo un inseguimento, erano riusciti a bloccare Andrea Vettori, e a recuperare parte della refurtiva. E’ stato grazie alle indagini successive che i militari sono riusciti a risalire al complice e ad arrestarlo. A.M. da ieri si trova dietro alle sbarre nel carcere di San Giorgio a Lucca.

LESIONI COLPOSE, ALLA SBARRA NOTO GINECOLOGO

Noto ginecologo dell’Ospedale Unico Versilia alla sbarra. E’ iniziato ieri mattina al tribunale di Viareggio il processo per lesioni colpose davanti al giudice monocratico Nidia Genovese. Al banco degli imputati il dottor Andrea Marsili, difeso dall’avvocato Marcello Taglioli. La parte offesa una giovane madre, primipara a soli venti anni, costituitasi parte civile per il risarcimento dei danni con l’avvocatessa Cristiana Francesconi è stata ascoltata come prima teste dell’accusa. La donna sofferente da molto tempo di diabete, e insulina dipendente, era in cura al Centro Diabetico della Usl 12. Una volta rimasta incinta era stata seguita per tutta la durata della gravidanza da Marsili, ginecologo di famiglia. Sulle possibili conseguenze della sua patologia medica sulla gravidanza la giovane puerpera era stata messa a conoscenza dallo stesso medico: macrosomia. Il feto cioè poteva essere più grosso del normale. E, infatti, al momento del parto, avvenuto il 12 settembre del 2005, la bambina pesava ben 4 chili e 400 grammi.”Il medico non mi ha mai parlato di taglio cesareo – ha affermato la giovanisima madre. Il parto è stato naturale. Unico problema insorto che la bambina era uscita solo con la testa, incastrandosi con la spalla destra. “Distocia delle spalle”, un evento drammatico e imprevedibile, anche per feti di minore peso, estremamente raro e secondo caso di contenzioso medico-legale in ostetricia. Come da letteratura internazionale richiede l’esecuzione di “manovre” ben codificate per essere risolta in breve tempo, pena il rischio di morte fetale intrapartum, e della madre. Madre e figlia sono state salvate dal ginecologo, ma la bimba non muove il braccio: la diagnosi paresi. Di qui la denuncia per lesioni colpose. Il processo è stato aggiornato al 4 giugno prossimo, quando verranno ascoltati i testi dell’accusa.

Letizia Tassinari

VA ALLA SBARRA PER IL BONUS BEBE’, ASSOLTO, LO SBAGLIO FU DI PALAZZO CHIGI

Marocchino rinviato a giudizio ed assolto. E’ stato lo stesso Pubblico Ministero a chiedere l’assoluzione dell’imputato difeso dall’avvocatessa Daniela Forti e il giudice monocratico Nidia Genovese lo ha assolto con formula piena. Il capo di imputazione, dopo le verifiche operate dalle Fiamme Gialle viareggine, nell’ambito di un’indagine a livello nazionale, era stato quello previsto dall’articolo 483 del codice penale, falsità ideologica commessa da un privato in un atto pubblico. Il disputandum era il “bonus bebè”, i mille euro previsti per i nati nel 2005 dalla finanziaria dell’allora governo Berlusconi. Il giovane padre extracomunitario, regolare in Italia da oltre 20 anni e cuoco in un ristorante, alla nascita della sua terzogenita aveva ricevuto, come migliaia di persone in Italia, una lettera indirizzata a sua figlia Islam, su carta intestata del Presidente del Consiglio dei Ministri, a firma Silvio Berlusconi: “Felicitazioni per il tuo arrivo! Questa è certamente la prima lettera che ti viene indirizzata, è il presidente del Consiglio a scriverti per porti probabilmente anche la prima domanda della tua vita: lo sai che la nuova legge finanziaria ti assegna un bonus di 1000 euro? I tuoi genitori potranno riscuoterlo all’ufficio postale e troveranno tutte le informazioni necessarie nell’allegato a questa lettera. Ti invio i più affettuosi auguri per una vita lunga, serena, piena di soddisfazioni e successi e porgo ai tuoi genitori le più cordiali felicitazioni. Un grosso bacio. Silvio Berlusconi.” L’ignaro cuoco extracomunitario, munito di autocertificazione già compilata, e fotocopia del suo documento, si era recato alle Poste ed aveva regolarmente riscosso. Non mentendo sul suo essere marocchino. I requisiti per la riscossione erano però la cittadinanza italiana o comunitaria, per questo è stato rinviato a giudizio. L’assoluzione è derivata dall’errore a monte: il presidente Berlusconi le lettere le ha mandate a tutti i nati, extracomunitari inclusi. E nulla i tanti extracomunitari che hanno incassato il bonus hanno dovuto restituire, vista la sanatoria della Finanziaria 2007.

MANODOPERA AL NERO, CONDANNATA TITOLARE DI UN BAGNO

E’ stata condannata ieri mattina dal giudice monocratico alla pena di due mesi e quattromila euro di multa la titolare dello stabilimento balneare Maestrale, per aver impiegato manodopera al nero. La denuncia, che costò alla stessa il pagamento di una sanzione amministrativa di quasi duemila euro, fu fatta a seguito di una ispezione da parte di due funzionari dell’Inps. I due ispettori il 7 settembre del 2006 trovarono che al bar del bagno stava lavorando, senza contratto, una giovane donna rumena, senza il permesso di soggiorno. All’epoca infatti la Romania non era ancora entrata a fare parte della Comunità Europea. Difesa dall’avvocato Lorenzo Neri del Foro di Lucca, la giovane titolare, ha cercato di giustificarsi adducendo che la ragazza rumena, conosciuta tramite amicizie, stava soltanto dando una mano alla madre nelle pulizie di fine stagione. “ La ragazza rumena ci ha fornito una prestazione solo in via di favore – ha sostenuto la balneare durante l’interrogatorio. Ascoltati come testi sia il maresciallo dei Carabinieri Ludovico Giusti che la stessa lavoratrice rumnena che ha confermato essere stata pagata circa cento euro per i tre giorni lavorati, dalla mattina alle 9 alle 15 del pomeriggio, la titolare del bagno, incensurata, è stata condannata e la pena è stata sospesa.

Letizia Tassinari

ALLA GUIDA DI UN’AUTO CON UNA PATENTE SENZA PIU’ PUNTI

Un uomo di 64 anni, di Viareggio, è stato sorpreso dalla Polizia Provinciale alla guida della propria auto, nonostante la sua patente fosse stata sospesa a tempo indeterminato dalla Motorizzazione civile di Lucca, a causa delle numerose infrazioni commesse. Alcuni giorni fa, una pattuglia del Nucleo Sicurezza della Polizia Provinciale ha notato una ‘vecchia conoscenza’ alla guida di un’auto sull’Aurelia. Immediatamente è scattato il controllo: l’uomo, senza mostrare particolare preoccupazione, ha consegnato agli agenti la propria patente rumena, tuttora valida e, poiché l’uomo ha di fatto la doppia cittadinanza, italiana e rumena, tutto sembrava perfettamente normale. Gli agenti, però, hanno voluto approfondire la questione e, effettuata una breve indagine, hanno scoperto l’espediente usato per poter continuare a circolare. L’uomo, essendo a conoscenza del provvedimento di sospensione a tempo indeterminato pendente sulla patente italiana a causa dell’esaurimento dei punti, aveva, infatti, convertito il documento di guida in Romania e, quindi, risultava titolare di una patente rumena a tutti gli effetti, la quale gli permetteva di circolare tranquillamente. Immediatamente è stata revocata la patente al viareggino, il quale adesso rischia una sanzione amministrativa fino a 7mila euro e il fermo dell’auto per 3 mesi

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