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Due casi di stalking sono stati risolti in pochi giorni dagli uomini del Commissariato di Polizia di Viareggio ed hanno scongiurato il ripetersi di violenze inflitte a due donne. Il primo è finito con la condanna di un innamorato respinto, rumeno come la molestata, beccato in flagrante dagli agenti di una volante. Il secondo trae invece origine da una denuncia di una ragazza romena vessata dall’ex fidanzato italiano incline a considerare le donne dell’est come persone bisognose di sistemazione, come il matrimonio, e perciò oggetto di soprusi. La giovane residente a Viareggio da oltre dieci anni e perfettamente integrata sia socialmente che lavorativamente, si era confidata con un ispettore del Commissariato, raccontando di non sopportare più le umiliazioni e le vessazioni a cui l’aveva costretta il compagno, italiano e più anziano di lei di oltre 20 anni. L’uomo, apparentemente affabile e gentile, con il quale aveva vissuto per 3 anni, le aveva poi costruito attorno una sorta di gabbia d’oro, forse per gelosia, ma forse per totale senso del possesso, per non farla “evadere”. Toccato il fondo, con liti, schiaffi ed occhi neri anche solo per un numero di telefono trovato memorizzato sul cellulare, con scuse successive e promesse di cambiare, e mai mantenute, la ragazza aveva deciso di troncare e andarsene. Da lì era poi iniziata una serie di persecuzioni, e come un ragno che tesse la rete per catturare la sua vittima, il non rassegnato ex si era messo a pedinare la donna, appostandosi sotto casa e sul posto di lavoro, riempiendola di telefonate di minacce se non fosse tornata con lui e di centinaia di sms di amore al giorno. Come una preda da braccare, il protagonista, discendente di un’agiata famiglia di pellai di Santa Croce sull’Arno, passava ore anche a chiedere intercessione agli amici comuni dicendosi disperato. E’ stata la sezione del settore anticrimine del Commissariato, dedicata a certe problematiche a salvarl: portato il caso all’attenzione della Procura di Lucca il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un ordine un ordine di arresti domiciliari.

Accanto al dirigente Laricchia, al vice Testaì e all’ispettore Magliulo, ieri mattina al Commissariato c’erano anche le responsabili del Centro Anti Violenza della Casa delle Donne Raffaelli e Baldi e l’assessore al sociale Fantoni. Un progetto di aiuto contro le “violenze di genere”, “L’una per l’altra”, che coinvolge il volontariato, Polizia e Carabinieri. Le responsabili della Rete, dove solo nel 2008 si sono rivolte 100 donne nelle stesse condizioni, dai 16 ai 70 anni, di persona o contattando il numero verde 800614822, mentre ancora si discute il disegno di legge sulla introduzione dell’articolo 612 bis del codice penale, che consentirà nuove misure cautelari in caso di persecuzione di una donna, chiedono a gran voce un centro di accoglienza per chi, vittima, non sa dove rifugiarsi.
Letizia Tassinari
Viaggiava tranquillo sull’autostrada che da Livorno porta a Genova con venticinque chili di cocaina nel porta bagagli, custoditi in un grosso zaino, quando domenica scorsa la sua automobile, unaMercedes Classe B, è stata fermata dagli agenti delle Squadre A e B della polizia stradale della sottosezione di Viareggio. E’ finito cosi il viaggio di Milorad Stijepovic, un trentaduenne montenegrino arrestato dai poliziotti assieme ad un complice, Dragan Gacesa di quarantatrè anni, che viaggiava a bordo di auto “sentinella”, una Mercedes Classe C. Le attività di indagine su alcuni corrieri stranieri erano state attivate da circa una settimana dal personale della Squadra Mobile di Milano, e proprio dalla Questura lombarda era stata segnalata alla Stradale di Viareggio la possibilità di passaggio di due macchine “sospette” che sono state intercettate dagli uomini diretti dal comandante Pietro Merola tra il casello di Viareggio e quello di Massa. Gli agenti hanno capito subito che qualcosa non andava dal nervosismo dei conducenti e, chiesto il supporto di due pattuglie della Stradale di Massa e di Pontremoli, attivando tutte le misure di sicurezza dettate dalla situazione, hanno provveduto a fermare le due Mercedes e a perquisirle. 
Ben venticinque i chili di cocaina purissima, ancora da tagliare, impacchettati in palloncini colorati. Data la notizia via radio alla Squadra Mobile di Milano i poliziotti hanno poi provveduto alla perquisizione dell’abitazione di uno dei due a Tirrenia, nella provincia di Pisa, rinvenendo ulteriori 215 chili di coca e arrestando un terzo corriere, Ijan Prosek, cecoslovacco di cinquantatrè anni. La droga, la cui provenienza è ancora al vaglio degli inquirenti, anche da indiscrezioni pare essere arrivata dal Sud America fino al porto di Livorno, era destinata ad essere trasportata nel capoluogo lombardo per essere tagliata e poi messa sul mercato sia milanese che della Versilia. I due montenegrini sono stati tradotti al carcere di Massa mentre il cecoslovacco si trova al carcere di Pisa. 
Il mal tempo degli ultimi due giorni che ha flagellato la Versilia ha provocato qualche danno anche in porto. I controlli sulla sicurezza della navigazione e quella all’interno del porto di Viareggio sono stati incessanti da parte del personale po della Capitaneria – Guardia Costiera, soprattutto per la prevenzione. Le condizioni meteo – marine avverse hanno indotto il comandante Fabrizio Ratto Vaquer ad intensificare la viglilanza sia sulle banchine che in tutto l’avamporto. Nelle prime ore di ieri mattina, nel corso di un’uscita programmata di viglilanza, è stato il personale della motovedetta CP563 che ha rilevato il parziale affondamento di una imbarcazione da diporto , la “Maila”, avvenuto con tutta probabilità durante la notte a causa sia del forte moto ondoso che delle intense piogge del pomeriggio e della notte. Il piccolo semi – cabinato, lungo sei metri, che era ormeggiato lungo il canale Burlamacca sul lungo molo del Greco nei pressi del fanale rosso dell’imboccatura del porto aveva imbarcato molta acqua tanto da rendere necessario l’intervento immediato del personale a bordo della motovedetta per recuperare subito il serbatoio del carburante, con all’interno circa diciassette litri di miscela, onde evitare il conseguente pericolo di inquinamento delle acque portuali a causa di un eventuale sversamento. Una volta messa in sicurezza l’imbarcazione, che è stata rimessa in galleggiamento dai militari mediante il rinforzo degli ormeggi ad evitare il totale affondamento, i marinai della Capitaneria di Porto hanno poi contattato il proprietario perchè provvedesse urgentemente al recupero. Recupero che è stato effettuato nelle prime ore del pomeriggio dallo stesso proprietario con il supporto del personale della Guardia Costiera. 