Come i ladri di Pisa, che di giorno litigano e di notte vanno a rubare insieme, hanno fatto la fine dei polli di Renzo nei Promessi Sposi. La vicenda, che si è conclusa ieri mattina al tribunale di Viareggio con una assoluzione dell’imputato, tra origine da una denuncia di furto di una bicicletta fatta nel lontano giugno del 2002 da Angelo Galeotti Angelo, noto pregiudicato abitante a Ripa di Seravezza, contro Andrea Cappelletti, anche lui pregiudicato ma residente a Massarosa. Dalle indagini e dalle perquisizioni effettuate dai Carabinieri della Stazione di Querceta, grazie alle reciproche denunce per estorsione dei protagonisti che si accusavano l’uno l’altro come i polli di Renzo, saltò fuori non solo la bicicletta, ma anche un vasto giro di furti e ricettazioni ai danni di operatori economici della zona: telefoni cellulari, computer, monitor per pc, attrezzi da lavoro e persino di una statua in bronzo, raffigurante una madonnina, rubata da una tomba nel cimitero di Pietrasanta. La storia si è conclusa ieri mattina: mentre il Galeotti, il Cappelletti ed anche Riccardo Fruzzetti di Seravezza, sono stati condannati ad un anno e otto mesi otto di reclusione, patteggiando la pena in sede di udienza preliminare, l’unico ad essere stato assolto dal Giudice di Viareggio Gerardo Boragine, è stato tale Angelo Romani, difeso dall’avvocato Alessandro Guardone, che è risultato totalmente estraneo alla vicenda.
Letizia Tassinari