E’ stato assolto dalla pesante accusa di omicidio colposo, per non aver commesso il fatto. E’ stato lo stesso pubblico ministero a chiedere l’assoluzione. Marco Gherardi la notte del 3 maggio del 2006 era a bordo della sua autovettura e stava tornando a casa, in Garfagnana, in compagnia del suo migliore amico, Concetto Di Dio. I due giovani avevano passato la serata a Viareggio e per tornare a Castelnuovo avevano deciso di percorrere la strada di Arni, quando all’improvviso si erano trovati davanti alle ruote anteriori un cinghiale. Per evitare l’urto il conducente aveva sterzato finendo contro un muro. L’amico che era seduto sul sedile lato passeggero non ce l’aveva fatta ed era morto quasi sul colpo. Il conducente, ferito gravemente alle anche, aveva fatto quasi tre chilometri a piedi per chiedere aiuto. Ieri mattina in tribunale a Viareggio sono stati ascoltati come testi il padre del defunto, un amico e lo stesso imputato, che è scoppiato in lacrime più volte nel ricostruire la dinamica dell’incidente nel quale l’amico aveva perso la vita. Dagli esami tossicologici nulla era emerso, se non che l’imputato aveva nel sangue la morfina iniettatagli sull’ambulanza che lo trasportò all’ ospedale. Nessuna colpa, e Marco Ghelardi, difeso dall’avvocato Augusto Senesi è stato assolto.
Letizia Tassinari