PRECARIO DISPERATO SI INCATENA ALLA SEDE DELLA MOVER

varie-letizia-3935Si è incatenato a una finestra della Mover il precario che qualche settimana fa aveva protestato in via Regia e davanti al Comune. Angelo Stresino Cassanello, precario storico della società partecipata che gestisce i parcheggi di Viareggio, è tornato a protestare. Dopo circa dieci anni di servizio alle spalle, fatto di impegno e sacrificio, l’uomo è il primo degli esclusi dalla graduatoria che Sugliano ha “stracciato” e dal bando di concorso per le nuove assunzioni. “Con il beneplacito del sindaco Luca Lunardini”- si legge in uno dei tre cartelli che il precario incatenato si è portato dietro per manifestare pacificamente sul marciapiede sottostante l’edificio dove ha sede la Mover. Stresino ha sessantun’anni, è invalido al 40%, con una moglie invalida all’80% e una figlia trentenne invalida al 100% che è ricoverata nell’istituto gestito dalla Crea in via dei Comparini.”Il lavoro è dignità e non carità”, come non solo ci dice, ma ha scritto su un manifesto. “La vecchia graduatoria, concordata con i sindacati e la vecchia dirigenza, proprio allo scopo di evitare il clientelismo a danno dei precari che in tanti anni si sono sacrificati ed impegnati per la crescita della Mover, ormai è ‘tabula rasa’, con l’avvallo del primo cittadino”. Il precario, che ieri mattina ha iniziato la sua protesta alle 8.30, prima che gli uffici della Mover aprissero, è stato identificato dagli agenti della Polizia Municipale, chiamati ufficialmente non si sa da chi, ma non è stato fatto allontanare.”Legittimante sono qui perchè la gente deve sapere, e il sindaco pure”. La solidarietà dei passanti è stata totale, e in molti dei passanti gli hanno augurato buona fortuna. “Solo tre ex colleghi, iscritti all’Ugl, mi hanno preso in giro, con frasi che non ritengo neanche degne di essere ripetute”. “La graduatoria – come scritto in uno dei tre cartelli – è stata gettata nel cesso come fosse un foglio di carta, ignorando che in quel foglio ci sono persone in carne ed ossa con le loro storie, madri di famiglia che cercano di far quadrare il bilancio e giovani che aspettano un lavoro per farsi una famiglia”. I diritti acquisiti in dieci anni, insomma, sono stati calpestati e anche questi , come recita lo spot pubblicitario di Sugliano, sono “fatti e non parole”.

Letizia Tassinari

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