Sette ultras del Viareggio alla sbarra da ieri mattina davanti al giudice monocratico di Viareggio Gerardo Boragine. Vincenzo Chiaro, difeso dall’avvocato Giorgio Nicoletti, Simone Ferrari, difeso dagli avvocati Graziano Maffei ed Enrico Carboni, Yuri Betolucci, Daniele Giovannetti e Massimo Vecoli, difesi dall’avvocato Cosimo Zei, Andrea Santini, difeso dall’avvocato Antonio Fantinato e Giovanbattista Morreale difeso dall’avvocato Roberto Scollo, erano stati rinviati a giudizio con l’accusa di rissa, danneggiamento e lesioni a pubblico ufficiale. I sette imputati erano stati identificati dalle Forze dell’Ordine dopo una vera e propria guerriglia avvenuta nel 2003 in piazza san Francesco, sul sagrato della chiesa di sant’Antonio, alla fine della festa del rione della Croce Verde. Circa alle una e mezzo di notte un gruppo di viareggini aveva iniziato una schermaglia contro un gruppo di magrebini. Le Forze dell’Ordine presenti al rione, di cui due in borghese, erano intervenute per sedare gli animi: trenta tra poliziotti e carabinieri, comprese i reparti speciale e i battaglioni in tenuta antisommossa, contro un centinaio di ragazzi, molto dei quali sotto l’effetto dell’alcol. I magrebini si erano dileguati, mentre i viareggini erano riusciti a impossessarsi delle numerose bottiglie di vetro che giacevano in terra sull’asfalto dopo la festa carnascialesca, prendendone altre dai vari cassonetti dell’immondizia sparsi per la piazza e le strade limitrofe, e avevano iniziato a lanciarle contro i mezzi di servizio delle Forze dell’ Ordine parcheggiati davanti agli uffici delle Poste in via Garibaldi, danneggiandone uno, un Fiat Iveco. Una battaglia quella contro le Forze dell’Ordine, durata oltre un’ora, dopo la quale la Digos e la Polizia Scientifica riuscìrono ad identificare alcuni ragazzi appartenenti alle Teste Matte, un gruppo di ultras della squadra di calcio del Viareggio. Il processo per la escussione dei testi dell’accusa è stato rinviato al 25 settembre prossimo.
Letizia Tassinari

Sono stati il capogruppo consiliare di Sinistra L’Arcobaleno Milziade Caprili e il consigliere del Partito Democratico Antonio Battistini a presentarla ieri mattina. Un nuovo siluro che si abbatte sulla Mover e sul suo attuale presidente Gigi Sugliano. Il 2 febbraio scorso, nel corso dell’audizione del presidente della società partecipata presso la Commissione Territorio del Consiglio Comunale di Viareggio, venne chiesto a Sugliano se la Mover, da lui presieduta, avesse mai intrattenuto rapporti economici con agenzie investigative private. Alla domanda il Presidente della Mover rispose negando che la società ne avesse mai avute. I consiglieri della minoranza hanno però fatto come San Tommaso, e sono andati a fondo alla questione, per vederci chiaro. E, dagli accertamenti fatti, risulta totalmente il contrario di quanto affermato da Sugliano: ben due sarebbero infatti gli assegni emessi a favore di una Agenzia Investigativa di Viareggio, uno della Cassa di Risparmio di Lucca, l’altro della Banca Intesa San Paolo, per un totale di diciottomiliacentosessanta euro. “Sugli scopi per cui Sugliano ha firmato i due assegni, toccherà alla magistratura l’ultima parola – hanno affermato sia Milziade Caprili che Antonio Battistini. E infatti è proprio il giudice del lavoro di Lucca, dinanzi al quale è pendente un ricorso ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori per comportamento antisindacale, che sta valutando la vicenda, unitamente ad alcune registrazioni di telefonate che il legale che rappresenta i lavoratori ha prodotto all’ultima udienza di qualche settimana fa. “ Fatto sta che il Presidente della Mover ha nuovamente mentito – hanno sottolineato i due consiglieri dell’opposizione. L’ingterrogazione presentata verte sulla domanda “se il Sindaco, da cui attendiamo un comportamento che garantisca la massima trasparenza e il rispetto per gli Organi del Consiglio Comunale a fronte del fatto che il presidente della Mover per ben due volte abbia mentito rispondendo alle domande di Consiglieri Comunali componenti della Commissione Territorio,non ritenga di dover constatare la completa inaffidabilità e quindi di sollevare il signor Sugliano dall’incarico di presidente di una Società così rilevante per la vita di Viareggio”.
Sugliano è in silenzio stampa, e negli uffici di Via Regia “bocce cucite”. 