A PROCESSO NOTO ANTIQUARIO, L’ACCUSA E’ RICETTAZIONE

Un noto antiquario di Viareggio è stato rinviato a giudizio per il reato di ricettazione e ieri mattina, per Giocondo Vornoli, difeso dall’avvocato Carlo Alberto Antongiovanni, si è aperto il processo davanti al giudice monocratico Gerardo Boragine. L’accusa, che aveva coinvolto anche il padre Romano, oggi deceduto, è quella di ricettazione. L’uomo avrebbe infatti acquistato, come risulta dal capo di imputazione e dalle testimonianze in atti, da Ciro Caizza e Amara Raouf due antiche porte di legno senza conoscerne la provenienza, risultata poi delittuosa. Successivamente gli stessi venditori sarebbero tornati dall’antiquario per richiedere la restituzione degli oggetti, promettendo un rimborso in denaro, a saldo, che dopo una prima trance non hanno però mai pagato. Dopo una prima udienza in cui sono stati ascoltati i primi testimoni, il processo è stato rinviato a nuova udienza. Il 10 giugno prossimo verrà conferito l’incarico ad un perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche, richieste dal Pm.

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