LA BRIGATA FOLGORE IN AFGHANISTAN

Dopo quasi cinque anni la Brigata Folgore si accinge a mettere nuovamente piede sul suolo Afghano.

Questa volta i Paracadutisti, al Comando del Generale Rosario Castellano, sono chiamati ad operare nella zona di responsabilità italiana denominata RCW (Regional Command West).

Si tratta di una ampia regione dell’Afghanistan Occidentale (corrispondente per vastità a tutto il nord Italia) che si estende dal Capoluogo HERAT fino a toccare la Provincia di FARAH.

La missione, che si profila lunga e complessa, avrà lo scopo di contribuire, insieme alle altre forze della Coalizione ed alle autorità locali, a ricreare le giuste condizioni di sicurezza per il ripristino della legalità ed il rilancio dello sviluppo nel martoriato territorio Afghano.

La Brigata Folgore, non nuova a questo tipo di missioni, opererà con i propri assetti articolati su Operational Mentoring Leason Team (OMLT), Unità preposte a sviluppare e seguire l’addestramento dell’esercito regolare afghano, svolgendo attività di Coach, teach e mentor sia per l’addestramento quotidiano sia per le operazioni, dall’altra il potenziamento delle attività cosiddette di cooperazione civile e militare incentrate più direttamente nell’intervento a favore delle infrastrutture e degli aiuti umanitari. A queste due attività si aggiunge il quotidiano pattugliamento delle aree urbane e rurali svolto dal nostro contingente per avere un efficace controllo del Territorio di Responsabilità.

Come rilevato infatti anche dal Consiglio supremo di Difesa, la missione primaria delle Forze Armate oggi, deve essere sempre più rivolta alla prevenzione, al controllo ed alla stabilizzazione delle crisi che mettono in pericolo la pace e la sicurezza internazionale. Il che del resto fa tutt’uno con gli interessi della Difesa Nazionale.

Si ritiene infine doveroso sottolineare che sono state moltissime le associazioni che hanno voluto partecipare con il loro contributo alla raccolta di aiuti umanitari da destinare alla popolazione Afghana.

Nei mesi scorsi sono stati infatti raccolti 6 container di materiali di vario tipo che vanno da medicinali, al vestiario, ai giocattoli e ai materiali scolastici.

Hanno partecipato alle donazioni :

La CROCE ROSSA di Pistoia

La CROCE ROSSA di Follonica e di Castiglion della Pescaia

La CROCE VERDE di Pistoia

La CARITAS Livorno

La MISERICORDIA di Pistoia

La MISERICORDIA della VAL DI NIEVOLE

La Onlus RAGGIO DI LUCE di Pistoia

La Onlus CURIAMOCI di Pistoia

La COOP di Pistoia

La associazione MO.I.CA (Movimento Italiano Casalinghe)

I VIGILI DEL FUOCO di Pistoia

CALZEDONIA

La ditta MUKKI LATTE

La ditta CAFFE MATIC

La Ditta TRE & 23 di Livorno

Le Parrocchie di Livorno

La Cittadinanza di LIVORNO con l’iniziativa lanciata dalla Folgore in collaborazione con il TIRRENO di Livorno ha donato un intero container di giocattoli.

E’ stata donata anche un ambulanza munita di apparecchiature per la somministrazione dell’ossigeno.

Il materiale raccolto verrà distribuito dai Paracadutisti della Folgore nel corso della Missione in tutte quelle zone dove ci sarà più bisogno.

Pubblicato in: on marzo 24, 2009 at 2:00 pm  Commenti (6)  
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SBANDA CON LO SCOOTER E MUORE SUL VIALE DEI TIGLI

Francesco Di Lorenzo, un giovane di ventisei anni residente a Torre del Lago, ha perso la vita ieri mattina all’alba sul viale dei Tigli. La terza vittima della strada in meno di una settimana. Mancavano pochi minuti alle cinque quando il ragazzo, in sella al suo scooter, un Suzuky Burgman 400, stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa ad una festa in compagnia degli amici. Forse a causa di un colpo di sonno, o di un animale che potrebbe aver attraversato la strada, il centauro ha perso il controllo del mezzo a circa trecento metri dall’incrocio con via dei Comparini, mentre stava percorrendo in direzione sud il viale alberato che congiunge Viareggio con la frazione.

varie-letizia-4494varie-letizia-4495varie-letizia-4496varie-letizia-4490varie-letizia-4493varie-letizia-4488varie-letizia-4485Lo scooterista ha dapprima sbandato sulla corsia opposta per poi sbattere violentemente su un paletto di legno al margine della strada. La folle corsa dello scooter, che ha divelto altre due staccionate di legno, prima di arrestarsi, è proseguita per circa centoventi metri. Sono stati alcuni automobilisti di passaggio ad avvisare i soccorsi, dopo aver visto la moto distrutta sull’asfalto e il corpo del giovane, privo del casco, sdraiato in terra in una pozza di sangue. Inutile la corsa al Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia”, Francesco di Lorenzo è morto in ambulanza durante il tragitto. I rilievi dell’incidente mortale sono stati effettuati da una pattuglia del distaccamento della Polizia Stradale di Viareggio, diretti dal comandante Domenico Manieri. Numerosi pezzi della Suzuki, e il casco del ragazzo, sono stati ritrovati dagli agenti nel fosso pieno d’acqua che costeggia il prato adiacente alla carreggiata. La notizia della morte di Francesco ha destato commozione sia a Viareggio, dove il fratello maggiore Leonardo gestisce lo storico negozio Lacoste in passeggiata, che in tutta la frazione di Torre del Lago. Il ragazzo, che avrebbe compiuto ventisei anni il prossimo 17 luglio, era molto conosciuto e stimato. Insieme al fratello gemello Roberto aveva giocato per circa dieci anni come centravanti nella squadra locale del Ninfea, che ieri pomeriggio contro il Montagna Seravvezzina ha giocato con il lutto al braccio ed osservato un minuto di silenzio. Il segretario della squadra Bartolomeo Iodice lo ricorda come un ragazzo pieno di vita e non sa darsi pace della sua prematura scomparsa. Francesco lavorava alla pizzeria Manè di Viareggio e abitava con il fratello gemello e la madre Maria Tirinnanzi, fiorentina di origini ma molto conosciuta a Torre del Lago dove, con il marito scomparso qualche anno fa, aveva gestito una nota videoteca nella strada principale della frazione. I due gemelli avevano anche avuto un momento di celebrità televisiva, per aver partecipato alla trasmissione Bisturi condotta da Platinet e la Pivetti. La salma del giovane scooterista è stata composta all’obitorio del “Versilia, dopo l’espianto delle cornee e dei tessuti autorizzato dai familiari.

Letizia Tassinari

AL VOLANTE CON L’ASSICURAZIONE FALSA

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Ancora una assicurazione falsa. Sono stati gli agenti di una volante della Polizia Stradale a fermare ieri mattina un’autovettura ad un posto di blocco sull’autostrada A 12, allo svincolo del casello Versilia. Al conducente, un albanese, è stata elevata una contravvenzione pari a 780 euro. Per l’automobilista è anche scatta una denuncia a piede libero. Il fenomeno delle assicurazioni false, come quello delle patenti, è in forte aumento e i controlli da parte delle Forze dell’ Ordine sono costanti. Mentre la pattuglia era intenta a redigere il verbale e identificare l’uomo gli stessi agenti hanno assistito all’inversione a U di un’autovettura che stava uscendo al casello e dopo aver intimato l’alt l’hanno bloccata. All’automobilista, un uomo di trentacinque anni originario del Marocco e residente nel Modenese, sono stati detratti dalla patente ben dieci punti. L’autovettura è stata sottoposta a fermo amministrativo.

ONCOLOGIA, REPARTO “FIORE ALL’OCCHIELLO” DEL VERSILIA, MA ANCORA IN TANTI NON FANNO GLI SCREENING PREVENTIVI

varie-letizia-4457Ospedale Unico Versilia, reparto di Oncologia. Nel nostro “viaggio” abbiamo parlato con il direttore, l’oncologo Domenico Amoroso, cinquant’anni a novembre prossimo, alla Usl 12 dall’ottobre del 2004. Da quando cioè il reparto è stato “inagurato”. Prima, come reparto a sé, Oncologia non esisteva, è stata istituita per volontà del direttore generale Giancarlo Sassoli, che ne dette “comunicazione” nell’estate dello stesso anno durante il Caffè di Romano Battaglia in Versiliana. La necessità del reparto, prima interno a Medicina Generale, fu avvallata dalla Regione, e grazie ad un protocollo dell’ Istituto Toscano Tumori, che esiste dal lontano ’99. Ci sarebbero tante cose da dire, ma basilare è però il dato dell’andamento delle visite da quando è nata Oncologia: dai 643 pazienti del 2005, si è passati a 663 nel 2006, 725 nel 2007 e 779 nel 2008, con un + 21% nei quattro anni. Come basilare è la la bozza della carta dei servizi del day hospital, appena “partorita” dal primario e dal suo staff, composto da Paolo Puccinelli , responsabile del day hospital, Andrea Camerini e Sara Donati, come medici “strutturati”, ai quali si aggiungono, con un grande lavoro di abnegazione, soprattutto a livello umano, Olimpia Siclari, Gianna Tartarelli,e Marianna Rondini. Tra i servizi garantiti, e gratuiti, al Versila è presente il servizio di psico – oncologia, “ utile per affrontare la diagnosi di tumore e il conseguente trauma psicologico legato all’inizio delle terapie” e, per offrire un sostegno per la continuità terapeutica, il reparto diretto da Domenico Amoroso permette a chi si trova in vacanza in Versilia, ed è in cura presso altri centri, di poter utilizzare le strutture della Usl 12. La prevenzione dei tumori è comunque il fine primario della struttura. Questo in accordo con il Piano Sanitario Regionale, mediante gli screening. Effettuati per la diagnostica precoce del tumore alla cervice uterina, del colon e al seno, la cui mortalità è scesa vertiginosamente negli ultimi dieci anni, grazie anche alle terapie pre e post operatorie della chemioterapia e della ormone terapia. “In Versilia, purtroppo, esiste uno zoccolo duro di persone che per vari motivi non partecipano agli screening – afferma il professor Domenico Amoroso. Sarebbero cioè tanti a non rispondere alle lettere di invito che la Usl 12 invia per effettuare il pap test, la ricerca del sangue occulto nelle feci e la mammografia. La media degli “assenti” è del 30 – 40 %. “L’importanza di avere una diagnosi precoce è ovvia e sostanziata dalla riduzione di mortalità per queste neoplasie”. Per il tumore della mammella si riduce addirittura del 30% . Basta prenderlo in tempo.

Letizia Tassinari

TROVATO MORTO A CASA, LA PROCURA DISPONE L’AUTOPSIA

Trovato morto in casa, è giallo sulle cause del decesso. B.J., un cittadino del Marocco di trentaquattro anni, regolare in Italia e dipendente di un’ impresa edile della Versilia, è morto nella sua abitazione due sere fa, intorno alle dieci. E’ stato il fratello a trovare il corpo sdraiato sul pavimento del soggiorno del piccolo appartamento in centro a Camaiore, che i due dividevano da quando erano in Italia. L’uomo ha subito allertato il 118 ma quando l’automedica e un’ ambulanza sono arrivate sul posto per il giovane extracomunitario non c’era più niente da fare e al medico non è rimasto altro che accertarne la morte e trasferire il giovane all’ obitorio dell’Osepdale “Versilia”. Forse un malore, forse avvelenamento da cibo avariato, o forse un’overdose, sono le probabili ipotesi del decesso. Sarà comunque l’autopsia del medico legale, disposta dal sostituto procuratore Lucia Rugani, a stabilire con certezza le cause della morte. Letizia Tassinari

A BORDO DI UN’AUTO RUBATA, ARRESTATI PER RICETTAZIONE

Ion Velcu e Ionut Chirita, due rumeni pregiudicati, rispettivamente di trentatrè e diciannove anni, sono stati arrestati due notti fa dai carabinieri per ricettazione. I militari dell’arma della stazione di Torre del Lago stavano effettuando un servizio sul territorio, volto a prevenire e reprimere il fenomeno dei reati contro il patrimonio, quando, percorrendo la variante Aurelia, all’altezza del cavalcavia sul viale Puccini hanno visto una Fiat Uno parcheggiata in un’area di sosta ai bordi del guard rail, Uno dei due uomini stava dormendo nella macchina, mentre l’altro era seduto al posto di guida. Identificati entrambi e portati in caserma, dalla verifica a terminale del numero di targa dell’autovettura è emerso che la Fiat Uno era stata rubata pochi giorni prima. La denuncia di furto del mezzo era stata presentata ai carabinieri di Torre del Lago dal proprietario del mezzo il 10 marzo. Il derubato, un uomo residente all’ isola d’Elba, aveva subito il furto mentre si trovava per lavoro nella frazione del comune di Viareggio. I due arrestati si trovano già in carcere a Lucca, e sono in attesa di essere interrogati.

Letizia Tassinari

AUTO A FUOCO SULL’A12

Auto a fuoco in autostrada, molta paura ma per fortuna nessun ferito. E’ accaduto due sere fà, poco prima di mezzanotte. Il conducente di una Porsche Cayenne, R.H. di trentasette anni, ha dapprima sentito un forte odore di bruciato poi, guardando dallo specchietto retrovisore, ha notato una fitta coltre di fumo nero. L’uomo, un bosniaco residente a Carrara, ha subito chiamato il 113 e i pompieri. Quando i vigili del fuoco sono arrivati per spegnere le fiamme l’auto è ormai distrutta. Dai rilievi fatti dagli agenti della Polizia Stradale pare che il rogo sia stato provocato da un corto circuito nel vano motori.

Letizia Tassinari

ORDINANZA ANTILUCCIOLE: FIRMATA UN MESE FA, PER ORA SOLO 15 VERBALI

Dall’entrata in vigore dell’ ordinanza antilucciole a firma del sindaco Luca Lunardini è passato poco più di un mese. Il divieto di prostituirsi, e per i clienti di contrattare o di servirsi delle prestazioni sessuali delle sex workers, pena una sanzione da trecento euro, che può diventare di quattrocento in caso di recidiva, va dalle ventidue alle sei di mattina. Le verbalizzazioni effettuate ai clienti delle prostitute, a quanto confermato dal comandante dei Vigili Urbani di Viareggio Vincenzo Strippoli, sarebbero per ora circa una quindicina. Ma ci sono sessanta giorni per pagare o per presentare ricorso. Quindi ancora, nelle casse, non è entrato un euro. I motivi cardine dell’ordinanza furono prevalentemente due. Il primo nato dalla considerazione che l’attività di meretricio “costituisce un grave pregiudizio alla sicurezza della circolazione”, per i comportamenti imprudenti degli automobilisti alla ricerca del piacere a pagamento, indotti a brusche frenate dalla visione delle lucciole in abbigliamento succinto. Il secondo dal fatto che al fenomeno della prostituzione sono collegati gravi episodi criminali, come lo sfruttamento, atti di violenza e rapine, nei confronti sia dei clienti  che delle lavoratrici del sesso. Le zone interessate dai divieti e dalle sanzioni previste dall’ordinanza Lunardini sono prevalentemente il viale dei Tigli, il viale Europa e tutta la zona circostante, ma anche su tutto il territorio comunale “è fatto divieto a chiunque” non solo contrattare e concordare prestazioni sessuali a pagamento, e consumarle, ma addirittura fermarsi ed intrattenersi solo per chiedere informazioni. Gli unici esentati dal “chiacchierare”con le lucciole sono i volontari delle associazioni, i mezzi di soccorso e le forze dell’ordine. Ma davvero sul viale dei Tigli e zone limitrofe non si batte più? Noi del Nuovo Corriere siamo andati a dare un’occhiata…..

Viaggio mattutino nel sesso a pagamento: il dramma delle donne e delle trans costrette al marciapiede

Dalle ventidue alle sei di mattina il sesso a pagamento è off limits. Dura lex sed lex. Ma, dalle sei della mattina alle ventidue della notte la prostituzione è libera.

varie-letizia-4469varie-letizia-4470varie-letizia-4468varie-letizia-4472E, sul viale dei Tigli, dall’inizio alla fine, come sul viale Europa e sul lungomare di Marina di Torre del Lago, di donne e di transessuali che battono ce ne sono per tutti i gusti. E di tutte le età. Dalle ventenni alle over quaranta e anche cinquanta. Brasiliane, romene, ma molte sono italiane. Anche viareggine, o di comuni versiliesi. Abbiamo provato a fermarci, per parlare con loro, ma non tutte hanno avuto la voglia, o la possibilità, di raccontare la loro storia. Soprattutto le straniere hanno paura. Forse per i documenti non in regola, o il protettore nascosto nella macchia che controlla la situazione. Qualcuna scappa, si vergogna, o mente, dicendo che è solo una turista e sta solo passeggiando nel verde della pineta. Ma tutte hanno il proprio dramma. E in tre ce lo hanno “confessato”. “Paola”, il nome è di fantasia, è una transessuale brasiliana, di soli ventitrè anni. E ‘nata a Rio de Janeiro, ed è in Italia da circa dieci mesi. Non è operata, ci racconta, e batte per mandare i soldi alla mamma, che vive in Brasile. Si prostituiva anche nella sua città, ma è venuta in Italia per guadagnare di più e mantenere la sua famiglia di origine. Quanti clienti hai ogni giorno?, le chiediamo.”Una decina”, quando va bene. Quando va male circa la metà. Il suo tariffario varia a seconda dell’auto del cliente che si ferma. “Più di lusso è la macchina e più chiedo”. Il prezzo base sono trenta euro per un rapporto orale e cinquanta per un rapporto completo. Usando il profilattico. Perchè, senza il condom, il prezzo sale vertiginosamente. E, a chiederle di fare sesso “senza”, sono in tanti. Soprattutto gli uomini di una certa età. Ma tra i clienti ci sono anche tanti giovani, dai venti ai trenta anni. La maggior parte sono “accompagnati”, fidanzati, sposati o conviventi, che vogliono provare il brivido della trasgressione. Proseguendo sul viale dei Tigli troviamo “Gilda”. Italiana, donna, quarantanove anni ,con un compagno che non sa che batte, ma forse se lo immagina. “Lavoro part time, solo la mattina – ci dice. Ieri non ha battuto chiodo, ma in genere i suoi due clienti a mattina li raccatta, racimolando sessanta – settanta euro al giorno. Non sono molto ma, in fondo al mese, l’aiutano a campare: “Non faccio questo mestiere da sempre, ho lavorato per due anni come badante, prendendo seicento euro, poi il vecchietto che guardavo è morto e sono andata a lavorare in un call center, dove per stare al telefono a vendere “fumo”, mi pagavano solo a provvigione”. Per chiamare nelle case e cercare di convincere il potenziale cliente a comprare un oggetto o un servizio, quando andava bene, guadagnava trecento euro al mese. Oggi, con due prestazioni sessuali al giorno, contando i giorni di riposo, come la domenica, e quelli di “magra”, arriva a guadagnarne oltre mille. Nessuna è felice della sua vita: “Se trovassi un altro lavoro me ne andrei subito di qui – ad affermarlo è “Sandra”, una bellissima donna, mora, cinquantatrè anni ma non li dimostra affatto, educata, informata su leggi e su ordinanze, che la “vita”, suo malgrado, la fa da oltre trent’anni, da quando, ragazza madre di diciannove anni, ha dovuto pensare a sfamare il suo unico figlio”. Ognuna ha il suo racconto, la sua tragedia, e molte di loro, complice anche la società con i suoi pregiudizi, non hanno avuto, e non hanno, alternative di vita. “Questo non è vivere, è sopravvivere”. Ma senza questo lavoro sarebbe morire.

Letizia Tassinari

ORDINANZA ANTI BORSONI, ALLO STUDIO IL TESTO SU MANDATO DEL SINDACO

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Ordinanza anti vu comprà a Viareggio. E’ quanto il sindaco Luca Lunardini, due giorni fa, ha chiesto di predisporre contro l’abusivismo commerciale, incaricando il nuovo comandante della Polizia Muncipale Vincenzo Strippoli di predisporne il testo.

varie-letizia-44481“Ancora non è emanata – ha riferito il comandante dei Vigili Urbani -, sono ora nella fase di studio”. I modelli da prendere ad esempio sono le ordinanze, già “in funzione”, del comune di Venezia e di quello di Pisa. Anche se il modello principe che farà da musa ispiratrice all’ordinanza viareggina pare sarà quello del sindaco pisano Marco Filippeschi. La richiesta del sindaco Lunardini sembra che scaturisca dalle crescenti richieste, e lamentele, di cittadini, di turisti, di commercianti e di associazioni e il fine dell’ordinanza sarebbe la tutela della sicurezza urbana e dell’incolumità pubblica. Il mezzo per assicurarle, se l’ordinanza verrà fatta e poi applicata, sarà il divieto di trasportare sulle pubbliche vie i borsoni, o comunque i contenitori, dove dentro i vu’comprà tengono la loro mercanzia contraffatta la cui vendita è illegale. “L’attività contro l’abusivismo commerciale, da parte nostra come da parte di tutte le forze dell’ordine rimane intensa – precisa il comandante Strippoli. Con l’ordinanza che porterà la firma del sindaco viareggino, previo parere del Prefetto di Lucca, si cercherà di sferrare un duro colpo ai venditori di merce contraffatta e a tutti coloro che vendono senza avere la licenza, sia nella zone dei mercati rionali che sulla passeggiata. Fermi restando i blitz a sorpresa, come quelli effettuati dalla Polizia Municipale anche durante la giornata di domenica scorsa, sia nella mattina che nel pomeriggio. “Pasqua è vicina, e l’intensificazione dei controlli è garantita”. Forse per quella data potrebbe entrare in vigore anche l’ordinanza che permetterà ai vigili di “ispezionare” il contenuto dei borsoni dei ragazzi di colore che arrivano a Viareggio per vendere. Ma con che criterio verranno fermate le persone e “perquisite” le loro borse? “ Secondo circostanze di tempo e di luogo”, è stata la risposta del comandante Strippoli. Verranno cioè controllati coloro che stazionano con i borsoni nei luoghi abituali di commercio abusivo. Sull’argomento abbiamo interpellato alcuni esperti della legge, secondo i quali “per fermare una qualsiasi persona e farsi aprire una borsa per controllarne il contenuto, anche se la persona si trova ferma in un luogo di abituale commercio abusivo, è possibile solo se si ha la certezza del pericolo di imminenza di reato. Ma in questo caso, il borsone, e il luogo, sono solo indizi ”. Se poi si andassero a perquisire solo i borsoni delle persone di colore, “ questo sarebbe razzismo”. “Le indagini vanno a fatte alla fonte, per colpire chi produce e si arricchisce, non i vu’ comprà, che sono solo vittime della criminalità organizzata il cui colore della pelle è prevalentemente bianco”. La polizia municipale ha poteri territorialmente circoscritti, e certe indagini, che potrebbero portare anche fuori regione, non le possono fare. “ Ma chi ha poteri di indagine più estese può colpire duramente i veri responsabili, come hanno fatto le Fiamme Gialle”. Fermare il mercato degli acquisti di griffe contraffatte non è poi semplice: regola elementare di politica economica è che finchè ci sarà domanda ci sarà anche l’offerta. “Perchè allora non iniziare a multare gli acquirenti?”.

Letizia Tassinari

“LA CASA, UN DIRITTO DI TUTTI”, AL DIBATTITO IN COMUNE ANCHE L’ASSESSORE REGIONALE BARONTI

Emergenza sociale ed abitativa: “La casa, un diritto di tutti”.

varie-letizia-4449varie-letizia-4448Questo è stato l’argomento dell’incontro dibattito in sala Matteo Valenti, presieduto due pomeriggi da dall’assessore regionale alla casa Eugenio Baronti e dall’ ex vice presidente del Senato Milziade Caprili, attualmente capo gruppo consiliare per Sinistra L’Arcobaleno e presidente della Croce Verde di Viareggio. La sala al primo piano del municipio era gremita di persone che la casa non ce l’hanno e che vivono in pensione, in una stanzetta di otto metri quadrati come “Mario”, un pensionato invalido per causa di servizio che vive al Ferro Hotel da oltre sette anni, anche se in quella “camera” ci sarebbe dovuto rimanere solo tre mesi. La situazione è drammatica e gli sfratti per morosità sono in aumento. “Si viaggia con una media di circa trenta al mese – afferma Annamaria del Sunia intervenuta al dibattito con l’avvocato Antonini. “Senza contare che molti sfratti nascono da comodati d’uso, contratti gratuiti per legge, fatti solo per risparmiare sulle tasse e incassare al nero affitti anche di mille euro al mese”. L’affitto al nero a Viareggio, complici anche molte agenzie immobiliari, a quanto dicono al Sunia, è un’abitudine molto diffusa. Ma case popolari da assegnare non ce ne sono. “Nel 2007 sono state 1237 le domande di assegnazione valide, ritenute cioè ammissibili per i requisiti. Nel 2008 le case assegnate sono state solo tredici”. E questo dato, allarmante e preoccupante, è accompagnato da una domanda che Milziade Caprili rivolge all’assessore al sociale Vittorio Fantoni: “Stiamo costruendo?”. A parte i poco più di cinquanta alloggi in fase di ultimazione all’ex Tabarracci, l’edilizia popolare è ferma da anni, per mancanza di terreni. “I soldi ci sono, quelli della regione, stanziati in parte anche da oltre tredici anni, ma mancando aree dove costruire ed un piano regolatore, sono bloccati”. Dei cinquecentocinquemilioni di euro stanziati illo tempore, ce ne sono ancora ben centodieci non spesi, e altri cento sono quelli derivati dalle vendite. “Su Lucca, grazie anche al Presidente della Provincia Stefano Baccelli, tutti gli interventi programmati sono in corso d’opera”. A Viareggio no. Come anche in altri comuni toscani. “Ci sono sindaci che addirittura non vogliono case popolari – ha affermato Baronti. I soldi però non sono stanziati solo per costruire, ma anche per ristrutturare quello che già esiste. La buona notizia che arriva dalla Regione è che “entro il 4 aprile prossimo dovranno essere forniti i dati degli alloggi sfitti, e da quella data ci sarà tempo sei mesi per presentare progetti di costruzione, ristrutturazione, acquisto da costruttori, di autorecupero e di housing”. Alla scadenza del termine i soldi saranno revocati. La gente senza casa esige  dal comune una mappa degli alloggi popolari vuoti. Che nessuno crede siano solo una decina. La mappa sulle case vuote secondo Caprili serve urgentemente anche sulle case non di edilizia popolare. “Basterebbe un controllo incrociato di bollette di luce, gas e acqua sulle prime case, per scovare gli evasori”. A Viareggio sembra che il dato sia di diecimila case sfitte, quasi tutte seconde case, anche se risultano essere prima casa perchè intestate a un familiare, giusto per non pagare l’Ici. “Invito la Guardia di Finanza a controllare”. Nel ’80-’82 Miliziade Caprili è stato assessore alla casan e, in un momento di emergenza,  fece requisire una ventina di abitazioni sfitte. “Fatta la mappa, il comune potrebbe prendere in affitto le cause inutilizzate per dare un tetto a chi non ce l’ha”. E, i precedenti ci sono, avvallati anche da sentenze del Tar che hanno ritenuto legittima la requisizione di appartamenti non utilizzati per far fronte all’emergenza. A Viareggio la realtà di oggi è anche un mondo di case costruite e mai vendute o affittate, ancora intestate ai costruttori. “Possibile che in una situazione tragica come questa nessun gruppo edile si metta una mano sulla coscienza?”. Il diritto alla casa sta diventando sempre di più una chimera per un numero sempre più alto di famiglie, La situazione sociale, economica e lavorativa sta spingendo verso l’emarginazione, e sta per inghiottire anche chi un tetto sulla testa ora ce l’ha, ma forse domani no. In Darsena, tra quelli effettuati e quelli da effettuare, il numero dei licenziamenti rasenta quota mille. Senza uno stipendio sicuro saranno in tanti a dover subire altri sfratti esecutivi per morosità.

Letizia Tassinari

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