Si è aperto ieri mattina il processo a carico di Claudio Rosellini, avvocato del Foro di Pistoia. Il capo di imputazione è appropriazione indebita nei confronti di Giulia Baldini e due dei suoi sei figli, Galiano Baldini Salvatori e Nicoletta Salvatori e falsificazione di firma in atti depositati al giudice tutelare. L’imputato, difeso da Gianfranco Tiengo, è accusato di essersi appropriato, al fine di trarne profitto, di diverse somme di denaro: 10mila euro, frutto della differenza tra 40mila ricevuto e 30mila resisi necessari per saldare una posizione debitoria ad una banca di Pietrasanta, dove la Baldini aveva acceso un mutuo. Il legale, che curava alcune pratiche della sua cliente, si sarebbe impossessato, sempre secondo l’accusa, anche di altre somme: 7.500 euro, quale differenza di un assegno da 15mila consegnatogli in occasione della vendita di un immobile, in qualità di procuratore speciale per i figli, oltre alla somma di 90mila euro, in parte poi restituiti a rate, e frutto della vendita di titoli di stato. L’aggravante contestata quella dell’abuso di prestazione d’opera. La prima a deporre è stata Giulia Baldini, che si è costituita parte civile con l’avvocato Roberto Orlandi. La donna ha raccontato al giudice di aver conosciuto l’imputato allo stabilimento balneare dove la stessa lavorava come bagnina dopo essere rimasta vedova, e che il legale pistoiese si era offerto di aiutarla gratuitamente a dirimere alcune questioni successorie, tra cui la vendita della casa, in presenza di figli minori. Dopo aver ascoltato come testi il maresciallo Walter D’Andrea che ha seguito tutte le indagini e il nuovo marito, il giudice ha rinviato il processo al 7 ottobre, per ascoltare i testimoni della difesa.