Otto mesi, per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, è stata la sentenza di condanna inflitta dal giudice monocratico Nidia Genovese a Riccardo Rossi.
La richiesta del Pubblico Ministero Fabio Origlio era stata di un anno e due mesi. L’imputato, difeso dagli avvocati Antonio Vannucci Zauli e Marco Massara, era sotto processo per un fatto accaduto nell’accaduto nell’agosto del 2004 quando, uscito da una nota discoteca di Capezzano Pianore, sotto gli effetti dell’alcol e di uno spinello, era andato a schiantarsi contro il muro di recinzione di una casa, distruggendo l’auto. Ferito e sanguinante, era uscito da un finestrino ed era scappato per i campi. Alcuni automobilisti di passaggio avevano poi chiamato il 118 e il 113. Fu un agente della Polstrada a rincorrerlo di notte e, vista la resistenza dell’inseguito che lo aveva anche colpito, ad ammanettarlo e a portarlo all’ ambulanza. Smanettato su insistenza di alcuni presenti, che lo conoscevano da tempo come persona dabbene, il ferito cercò di darsi nuovamente alla fuga e fu ripreso. Caricato sull’ambulanza, con le manette ai polsi, e portato in Ospedale, durante il tragitto aveva offeso pesantemente il poliziotto, il quale, a quanto riferito in aula dall’ imputato del 118, aveva risposto alle ingiurie con qualche ceffone. Per il risarcimento dei danni al poliziotto, che si era costituito parte civile con il proprio legale avvocato Massimo Landi, sarà il giudice civile a dover decidere.