Era da anni che maltrattava la madre, e il suo compagno, e due giorni fa è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Querceta, a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lucca. Si tratta di un ragazzo tossicodipendente residente a Seravezza. M.F., di soli ventun’anni, è stato denunciato dalla propria madre, dopo anni di ripetuti maltrattamenti e lesioni, tra cui una coltellata. Le continue vessazioni, e ricatti, per procurarsi il denaro necessario per comprare la droga andavano avanti dall’aprile di due anni fa. Le crisi da astinenza da cocaina e hashish, sostanze delle quali era assiduo consumatore, erano diventate sempre più frequenti, spingendolo a rubare, e poi a rivendere, oggetti di casa, e ad usare minacce pesanti nei confronti dalla mamma. Fino alla denuncia, quando nel mese di marzo era arrivato addirittura a colpirla con un coltello da cucina, dopo aver distrutto mezza casa in preda a un raptus. Il giovane si trova adesso in cella al carcere di Lucca, a disposizione delle Autorità Giudiziarie.
DONNE IN CARRIERA, PAOLA GIFUNI: UNA MAMMA IN POLITICA
Bella, giovane e intelligente. Un bel tris, anche molto raro. Moglie, mamma, procuratrice legale e politica. Questa è Paola Gifuni, trentotto anni il 14 di aprile, segno zodiacale ariete. Una donna in carriera, divisa tra lavoro e famiglia, protagonista questo mese di Donne in Corriere. Torinese di nascita, ma cresciuta a Viareggio da quando aveva solo un anno, con origini partenopee e ispaniche: “Mio padre è napoletano, la mamma è di Malaga – racconta in una pausa concessaci mentre lavora tra le scartoffie di un importante processo nella stanza dello studio di Viareggio in via Garibaldi, dove lavora con il marito, l’ avvocato Fabrizio Miracolo. Dopo aver frequentato l’asilo alle suore Dorotee, le medie alla scuola statale Raffaello Motto e il liceo scientifico Barsanti e Matteucci, Paola Gifuni si è brillantemente laureata in Giurisprudenza all’Università di Parma, discutendo una tesi all’ Istituto di Diritto Penale Commerciale con il professore Luigi Alibrandi. “E’ in facoltà che ho conosciuto mio marito, quando ero studentessa lui era assistente”. Un colpo di fulmine, un amore nato sui libri di diritto insomma, che dopo la laurea l’ha portata a convivere per oltre otto anni e poi a sposarsi. Un matrimonio felice quello della giovane e brillante dottoressa Gifuni, dal quale sono nati due bellissimi figli, Davide, di dieci anni, e Mia, una ricciolina tutta pepe di soli due anni e mezzo. “La politica ce l’ho nel sangue – afferma – e di quella non posso farne a meno”. Con una zia da parte del babbo che è stata segretaria personale di Ciriaco De Mita, un cugino assessore a Benevento, ed un altro, Gaetano Gifuni, Ministro sotto il Governo Fanfani e segretario generale della presidenza della Repubblica con Oscar Luigi Scalfaro, non poteva essere altrimenti. “Sono entrata in politica nel 2007, con la nascita del Partito Democratico, con la lista di Rosi Bindi. Prima come membro dell’ Assemblea Comunale di Viareggio, poi nell’esecutivo comunale e territoriale”. Alle ultime elezioni del 2008 Paola Gifuni si era candidata alla Camera per il Pd, ora ha la delega all’ambiente per tutta la Versilia. Appena rientrata dalla tre giorni di Scuola Politica del Partito Democratico ad Amalfi, dove si è discusso di ambiente futuro, economie territoriali, energie e rifiuti, l’affascinante politica in carriera sta lavorando ad un progetto “ambizioso” – come lei stessa lo definisce. “Si tratta di una proposta di legge, portata avanti con la senatrice Manuela Granaiola, e con l’aiuto dell’ onorevole Annarita Mariani, che ha la delega all’ambiente. “Il documento preparato i primi giorni di gennaio, e posto all’attenzione della Regione Toscana, evidenziava la criticità del territorio versiliese”. “L’ambiente il punto cardine, con Viareggio ed il lago di Massacciuccoli al centro”. Tommaso Franci, il responsabile regionale per l’ Ambiente per il Partito Democratico, ha preso a cuore la cosa, tanto che dopo aver parlato con l’assessore regionale Annarita Bramerini, è già stato deciso un convegno sul tema del lago per il prossimo 16 maggio”. Convegno che a quanto sembra verrà fatto a Torre del Lago, con l’accordo di tutte le forze politiche del Partito Democratico, comunali, provinciali, regionali e nazionali, e al quale parteciperanno anche i sindaci di tutti i comuni “coinvolti”, Viareggio, Massarosa e Vecchiano, ed il presidente dell’ Ente Parco Lunardi.
Una donna così impegnata, come concilia lavoro, politica e famiglia? le chiediamo:
“Più che la quantità penso sia importante la qualità dei rapporti con i figli, e con il marito”. E una mamma realizzata, è cosa risaputa, è una mamma felice, che trasmette felicità. “Gioco molto con i miei figli e sono una mamma amica, e non severa – confessa. “Amo la libertà e l’indipendenza e cerco di trasmettere anche a loro questi due valori. Ritengo che i figli non siano ‘proprietà’ dei genitori. E’ sbagliato gettare su di loro le nostre aspettative, i nostri sogni e i nostri desideri non realizzati”. Una donna in carriera, Paola, che si occupa di leggi e di politica, una “tosta” che sa quello che vuole e non si ferma mai davanti a niente ma che dentro alle mura della sua elegante casa in via Battisti è la mamma più “normale del mondo”. Gioca con i suoi due figli sul tappeto di sala, e legge le favole sul divano alla più piccola, poi, in pigiama, pantofole e grembiule, prepara nella sua cucina il suo piatto preferito: la parmigiana di melanzane alla napoletana. “Come ogni donna del sud amo viziare a tavola la mia famiglia”. Cambierebbe qualcosa rispetto a quello che ha costruito fino ad ora? “No, sono molto soddisfatta, se pur con i piedi sulla terra, nelle mie scelte ho sempre seguito l’istinto ed il cuore”. Ma coma si fa a gestire il tutto? “Correndo, ma ce la faccio, senza subire ansie o stress”. Del resto le donne sono abituate a seguire tutto, lavoro e famiglia.
Letizia Tassinari
( Donne in Corriere, speciale in omaggio con il Nuovo Corriere della Versilia )
FIRMATO L’ACCORDO CON I CARABINIERI IN CONGEDO: ANGELI CUSTODI PER LA CITTA’
E’ stata firmata ieri mattina, alla presenza del Sindaco Luca Lunardini, la convenzione tra il Comune di Viareggio e l’ Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Seravezza e Stazzema.
Firmatari dell’accordo il comandante della Polizia Municipale Vincenzo Strippoli e, per i carabinieri in congedo, in qualità di coordinatore, il tenente Filippo Colasanti. L’accordo, che segue quello fatto con i bersaglieri, è per ora temporaneo. Una sorta di prova, trimestrale, con scadenza il 25 di luglio. Poi, a seconda dei risultati ottenuti, potrà essere rinnovato.
“Gli ottimi risultati ottenuti dal precedente impiego degli appartenenti all’ Associazione Nazionale Carabinieri, durante il mese di carnevale, mi hanno portato alla convinzione che fosse necessario sperimentare di nuovo il loro supporto con l’approssimarsi della bella stagione quando a Viareggio aumenterà la popolazione residente – ha affermato Lunardini. E, da oggi, i carabinieri in congedo lavoreranno, gratuitamente si intende, come volontari, per supportare i vigili urbani a pro del decoro e della sicurezza urbana. A coordinare le loro attività “su strada” sarà lo stesso Maresciallo Giulio Lazzeri, al quale si deve la “paternità” dell’idea, brillantemente sperimentata durante le domeniche dei corsi carnascialeschi. Ferme restando le competenze proprie dei Vigili Urbani, che saranno gli unici ad avere il potere di intervenire, non essendo gli appartenenti all’ Associazione equiparati alle Forze dell’ Ordine, la presenza degli ex militari dell’Arma sul territorio, servirà da deterrente contro il crimine e verrà percepita dai cittadini come maggiore sicurezza. “Nessuna ‘ronda’ – e questo è stato lo stesso primo cittadino a volerlo sottolineare -, i carabinieri in congedo opereranno con l’uniforme dell’Associazione, con il tesserino che ne attesti l’identità, con un cellulare per contattare le Forze dell’Ordine e con una fascia bianca riportante la scritta “ausiliario del comune di Viareggio, da portare al braccio, che renda pubblico il loro rapporto di collaborazione con l’amministrazione comunale”. I giorni di “lavoro” per i volontari sono stati fissati per tutti i sabati e domeniche, festività incluse, con un orario che va dalle dieci della mattina alle 20 della sera, con sezioni composte di dieci persone, che potranno anche aumentare di volta in volta a seconda delle esigenze.
LITE E INGIURIE DAVANI A UN PANINO, DUE PROCESSI
Si è aperto davanti al giudice di pace di Viareggio il processo per il reato di ingiurie ai danni di un commerciante. Era l’estate del 2007, quando un ragazzo di Viareggio, Simone Volpe, si era presentato dal paninaro di fronte alla discoteca Seven per mangiare. Tanta la gente da servire, vista l’ora. Alle tre di notte, all’uscita dai locali notturni, è un classico per il popolo della notte fermarsi per “farsi” un panino e una Coca Cola, prima di rincasare. “Che cosa mi dai per un euro e settanta centesimi?”, aveva chiesto al titolare il giovane. E il paninaro, sorridendo, gli aveva risposto: “Nulla!”, e aveva continuato a servire il resto dei clienti. All’ insistenza dell’avventore che per altre due o tre volte aveva posto la stessa domanda il commerciante, probabilmente indispettito, aveva risposto in modo concitato. Poi, i due, si erano presi a parolacce, spinte e ceffoni reciproche. Tanto da scambiarsi le querele. Intanto solo uno dei due è finito alla sbarra, il cliente. Ma visto che i procedimenti penali per il reato di ingiuria al momento aperti sono due, il processo che vede imputato il solo Volpe i legali hanno chiesto la riunificazione ad una stessa udienza e il processo è stato rinviato. A quanto riferito dai rispettivi legali ci potrebbero essere “spiragli” per una remissione reciproca di querele e i due procedimenti in questo caso verrebbero chiusi.
“RUBA ORO A CASA DEGLI ZII”, ACCUSATA UNA RAGAZZA CHE FACEVA LA BABY SITTER
Nonostante la remissione della querela da parte degli zii, Clio Casentini è sotto processo al tribunale di Viareggio, imputata di aver rubato dei gioielli e averli poi rivenduti. Il reato, infatti, è perseguibile d’ ufficio. A finire sul banco degli imputati con la ragazza c’è anche un conoscente,Giacomo Caponi. Entrambi sono difesi dall’avvocato Roberto Orlandi. La giovane aveva lavorato come baby sitter per circa un anno a casa dei parenti, fino a quando la zia non si era accorta che le erano spariti di casa ori e gioie. Un ladro esterno non poteva essere stato, visto che nessuno le aveva forzato la porta di ingresso o le finestre. Nell’abitazione poi, a parte la nipote che accudiva ai bambini, non aveva libero accesso nessun altro. Per questa la donna, con il marito, avevano presentato una denuncia di furto negli uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza. Le indagini dei poliziotti avevano portato subito a sospettare della ragazza. La prova certa fu poi trovata in alcuni negozi, dove la ragazza aveva venduto il mal tolto. Tre in particolare, Oro Prezioso, Oro Più e Occasioni d’ Oro. Chiamati come testi dall’accusa hanno intanto deposto prima l’ispettore capo di polizia Egidio Genovesi che ha riferito al giudice tutti i particolari dell’indagine poi il titolare di uno dei tre negozi acquirenti. Il giudice ha poi rinviato al 3 dicembre, quando verranno ascoltati i testimoni della difesa.
DUE RUMENI IN TRIBUNALE, SONO ACCUSATI DI RICETTAZIONE
Gli agenti di una volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza li avevano visti “armeggiare” vicino a un parchimetro di piazza Mazzini, forse per scassinarlo e rubare i soldi dei parcheggi della Mover. Poi, senza farsi notare, si erano appostati per seguirne le mosse, fino a quando li avevano visti riprendere dei grossi marsupi, che erano nascosti dentro alle siepi delle aiuole. A quel punto erano entrati in azione, bloccandoli e caricandoli a bordo della macchina di servizio per portarli negli uffici per identicarli. Da una doppia perquisizione saltarono fuori ben quattordici telefonini, qualcuno ancora con la Sim inserita, e due videocamere, risultate rubate nei giorni dal 6 a 15 di agosto dello scorso anno. Fu cosi che per Marin Cornel e Soare Julian, entrambi rumeni, scattò una denuncia per ricettazione. Davanti al giudice unico del tribunale monocratico di Viareggio hanno deposto i poliziotti che avevano fermato i due malviventi, che hanno riferito in udienza di essere risaliti ai proprietari dei cellulari sia attraverso le Sim, che avevano ancora in memoria sms e telefonate voce, sia attraverso il codice Imei. Per uno dei due imputati, che è privo di entrambi le braccia, e si guadagna la giornata dipingendo quadri tenendo il pennello con la bocca, e che nella vicenda ha avuto un ruolo marginale, l’avvocato Enrico Carboni chiederà una misura alternativa al carcere.
SI DENUDA IN UN GIARDINO, RAGAZZO DENUNCIATO
Atti osceni in luogo pubblico, con tanto di self sex. Questa è la scena alla quale avrebbe assistito, nel febbraio di due anni fa, una ragazza, impiegata come commessa in un noto negozio del centro, durante la pausa “panino” nel giardino antistante il comune di Forte dei Marmi. La calata dei pantaloni, con masturbazione finale, sarebbe avvenuta al di là di una siepe del giardinetto. Sulla strada per tornare al posto di lavoro la commessa aveva poi incrociato una volante del commissariato, e gli agenti, alla quale fu raccontato l’accaduto, avevano poi rintracciato il giovanotto. Per questa sua esibizione alquanto fuori luogo il “maniaco” è poi finito alla sbarra davanti al giudice monocratico di Viareggio. Ieri, alla prima udienza, la giovane commessa, sentita come parte offesa dal reato, ha confermato il fatto accadutole, riferendo in aula di conoscere, anche se solo di vista, il giovane, avendolo visto più volte nei pressi del negozio dove la stessa lavorava. Da parte della difesa sono invece stati sentiti un amico e lo stesso imputato, che ha negato ogni addebito. Vista la giovane età il pubblico ministero ha chiesto il minimo della pena, ma la difesa conta di farlo assolvere: “Troppo alta la siepe perchè la ragazza potesse vedere con esattezza cosa il ragazzo stesse facendo”. Il giudice monocratico ha rinviato per la sentenza il prossimo 23 ottobre.
SI FA LICENZIARE PER NON PAGARE IL MANTENIMENTO
Si era fatto pure licenziare pur di non pagare gli alimenti alla ex moglie e il mantenimento ai due figli. Ben tre le denunce querele presentate dalla donna. La prima finita con una condanna penale dell’uomo, la seconda con un processo ancora in corso, la terza con un processo iniziato ieri mattina, di fronte la nuovo magistrato in forza al Tribunale monocratico di Viareggio, dottor Roberto Buffo. A finire nuovamente alla sbarra è stato Claudio Martinelli, ex dipendente di una grossa catena di supermercati e attualmente rappresentante di generi alimentari. L’uomo, difeso dall’avvocato Enrico Del Buono di Lucca, è accusato nuovamente del reato di violazione agli obblighi familiari, previsto e punito dall’articolo 570 del codice penale. La moglie, separata dal maggio del 1998, si è costituita parte civile a mezzo del suo legale, l’avvocatessa Marisa Gargiulo. E lo stesso hanno fatti i due figli, ormai maggiorenni. Un maschio di ventitrè anni ed una femmina di ventuno, entrambi studenti universitari. La cifra originariamente stabilita dal giudice civile della separazione ammontava a un milione di lire, oggi diventata cinquecentosedici euro oltre rivalutazione Istat annua. A deporre per prima davanti al magistrato giudicante è stata la madre, che ha riferito in udienza di quanto si sia “ingegnata per portare avanti la baracca”. La donna infatti ha conseguito il diploma di infermiera professionale e lavora all’ Ospedale Unico Versilia, ma, come ha raccontato in udienza, con il suo solo stipendio non ce la fa, e spesso ha dovuto ricorrere agli aiuti della propria madre e della sorella per sopperire allo stato di bisogno. Cosa confermata ieri dai primi testimoni ascoltati. La parola alla difesa sarà data alla prossima udienza, fissata per 23 di ottobre.

BARUFFO AI DOMICILIARI
Arresti domiciliari e permesso di recarsi al lavoro per Vittorio Baruffo, finito in carcere all’inizio della settimana a seguito di due denunce presentate alle Forze dell’ Ordine dalla ex compagna per maltrattamenti in famiglia Il giudice lucchese Alessandro Dal Torrione ha sciolto la riserva dopo l’interrogatorio reso in carcere dall’uomo alla presenza del suo legale. “Spero di far ottenere al mio assistito la libertà totale entro una settimana– ha affermato l’avvocato Umberto Prisco. Baruffo era rimasto vittima di un accoltellamento alla fine di gennaio da parte di Angelo Pizzi, il nuovo fidanzato della ex compagna, che è tuttora in carcere accusato di tentato omicidio.
BECCATI CON LA DROGA IN AUTO TENTANO LA FUGA
Beccati con cinquanta grammi di sostanza stupefacente, due uomini sono stati arrestati due notti fa dagli agenti dalla Polizia Stradale della sottosezione di Viareggio diretta dal comandante Pietro Merola. La pattuglia in servizio stava effettuando dei controlli nella zona, perlustrando il tratto della variante Aurelia tra Viareggio e la frazione di Torre del Lago quando, in una piazzola, ha notato una Opel Corsa ferma e con due persone a bordo. Era circa mezzanotte e i poliziotti hanno accostato la macchina di servizio per effettuare un controllo dei documenti. I due, appena hanno visto gli agenti, hanno cercato di darsi alla fuga scappando a piedi. Ma l’ inseguimento è durato solo qualche centinaio di metri, e i due marocchini, M.H. e W.H., sono stati bloccati e portati negli uffici per essere sottoposti ai rilievi fotodattiloscopici. A bordo dell’auto, tra l’altro intestata a un milanese, sono stati trovati cinquanta grammi di cocaina, per un valore sul mercato di circa cinquemila euro, che sono stati posti sotto sequestro giudiziario. Il giudice unico del tribunale di Viareggio Gerardo Boragine ha convalidato l’arresto e mentre per M.H. è stata disposta la misura cautelare in carcere a Lucca, per W.H. il magistrato ha deciso per gli arresti domiciliari. L’avvocato Massimo Landi ha chiesto termini a difesa e il processo è stato rinviato al 20 maggio prossimo.