ARRESTATO UN ALGERINO VICINO ALLA CHIESA DI SAN PAOLINO

Lo hanno fermato davanti al supermercato, quello vicino alla basilica di San Paolino, in pieno centro, e poi lo hanno arrestato. Sono stati i militari del Nucleo Operativo Radiomobile, la cui pattuglia era in servizio nella zona del centro, a notare, intorno alle sette e mezzo di due sere fa, un uomo che si stava “becchettando” con una dipendente della Conad, sembra per motivi legati a precedenti furti commessi all’interno. I carabinieri lo hanno così caricato a bordo della macchina di servizio e portato in caserma per identificarlo. A parte diversi alias, usati dall’extracomunitario in vent’anni di sua presenza in Italia, è saltato fuori, dai rilievi a terminale effettuati dai militari, che sullo stesso era pendente un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Lucca, per un una di otto mesi di reclusione derivante da reato di ricettazione, tra l’altro commesso proprio a Viareggio nel 2000. Per Abdelaziz Benkaid, algerino di quarantadue anni, noto con il soprannome di “Gambalunga”, sono scattate le manette ai polsi e l’uomo, da ieri, si trova dietro alle sbarre al carcere di San Giorgio a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.

varie-letizia-2781 La pattuglia della Radiomobile ha poi fermato tre automobilisti per un controllo, che dall’alcotest sono risultati fuori dai limiti previsti dalla legge. Per L.D., un trentatreenne viareggino, A.F., un carrarino di ventuno, e M.P., un ventiseienne residente nella provincia di Avellino, è scattata la denuncia per guida in stato di ebrezza.

FURTO DI CELLULARI, CACCIA APERTA A DUE STRANIERI

Due giovani sudamericani hanno rubato due cellulari in un negozio di via Battisti e si sono dileguati. Educati, e con tanto di sorriso, i due uomini si sono presentati al negozio Edelweiss e con destrezza hanno messo a segno il furto ai danni del famoso negozio di borse e accessori. Fingendosi clienti interessati all’acquisto di alcuni oggetti hanno poi approfittato della distrazione della commessa e hanno sottratto due cellulari, con pietre incastonate, che erano in bella mostra nella vetrina, del valore di cinquecento euro ciascuno. Poi, come nulla fosse, hanno ringraziato, salutato, e sono usciti. Quando la commessa si è accorta dell’ammanco e ha chiamato i carabinieri ormai dei due si erano perse le tracce. Il furto ha fruttato ai due ladri un bottino di mille euro ma dalla descrizione dei due fatta dalla derubata i militari dell’Arma sono certi di risalire ai malviventi.

PERDE IL LAVORO E VA IN ESCANDESCENZE, VIOLENTA LITE IN CASA

Attimi di panico ieri pomeriggio nel Camaiorese quando in un’abitazione è scoppiata una violenta litigata. Un uomo di trentacinque anni, residente nella frazione di Sterpi, è stato ricoverato in psichiatria e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Il camaiorese, che ha perso il lavoro, quando è tornato a casa ha dato in escandescenze, dapprima urlando e inveendo contro la moglie, poi iniziando a rompere tutto quanto ha trovato nelle stanze, dai mobili, ai quadri alle varie suppellettili. La furia dell’uomo, che sbraitava come un forsennato, si è poi rivolta contro l’autovettura della moglie, tanto da mandare in frantumi il vetro di un finestrino laterale. La donna, e alcuni vicini richiamati dal fracasso, spaventati che potesse succedere qualcosa di irrimediabile, hanno subito contattato le Forze dell’Ordine e la centrale operativa del 118. Sono stati gli agenti della Polizia Municipale di Camaiore a chiedere in via di urgenza che l’uomo fosse sottoposto a un TSO e il trentacinquenne, che è stato prima sedato dal personale medico dell’ambulanza, è stato trasportato all’ Ospedale Unico “Versilia” e poi ricoverato nel reparto di pischiatria del nosocomio.

SGOMINATA BABY GANG, “BUCAVANO”LA SCUOLA PER ANDARE A RUBARE MOTORINI E DANNEGGIARE AUTO

Sgominata baby gang. I componenti, tutti minorenni, sono stati denunciati dai Carabinieri, in stato di libertà, alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze. I tre ragazzi, tutti studenti del biennio all’ Istituto per Geometri Don Lazzeri di Pietrasanta sono stati ritenuti colpevoli di furti e danneggiamento avvenuti a partire dal mese di ottobre dello scorso anno. Le indagini degli uomini dell’ Arma della stazione locale, diretta dal maresciallo Felice Costantini, sono partite dopo le tante denunce di furto di motorini e scooter e di danneggiamenti ad autovetture, tutte extra lusso, pervenute alla caserma. Grazie anche alla collaborazione di molti cittadini e alcune segnalazioni che indicavano la presenza di tre giovanissimi visti armeggiare intorno a ciclomotori, e macchine di grossa cilindrata, posteggiati nei pressi del terminal bus di Pietrasanta e nei parcheggi delle zone limitrofe al centro cittadino, le investigazioni degli inquirenti hanno iniziato a seguire una precisa direzione. Dai riscontri fatti dai Carabinieri, con il dirigente scolastico, sui registri delle presenze, i tre sospettati, nei giorni nei quali erano avvenuti furti e danneggiamenti, non erano mai andati a scuola. Alcuni motorini, in parte interi, in parte smontati, erano stati ritrovati dai militari durante alcuni controlli sul territorio: due a Pietrasanta, e uno a Camaiore. Il cerchio, visti gli indizi più che certi raccolti dagli investigatori, si è poi chiuso quando i carabinieri hanno effettuato le perquisizioni domiciliari, a casa dei tre indagati. Nascosta nell’abitazione è stata ritrovata parte del materiale rubato: molti bauletti da motorino, stelle della Mercedes e qualche specchietto. Tutti figli di buona famiglia, i tre minorenni sono stati denunciati al Tribunale per i Minori per furto e danneggiamenti. All’ insaputa dei genitori, tutte persone per bene che quando si sono trovati alla porta i militari con un mandato di perquisizione per reati commessi dai loro figli sono caduti dalle nuvole, i tre studenti “bucavano” la scuola per commettere reati. Il problema della delinquenza giovanile è presente nelle grandi città come nei comuni più piccoli. Come intervenire per correggerla, o meglio prevenirla, è un argomento affrontato dagli esperti. In genere la delinquenza “adulta” trae origini da condizioni sociali degradate vissute fino dall’ infanzia. Ma questo pare smentito dai sempre più frequenti fenomeni di bullismo, fatto di reati, che riguardano oggi anche ragazzi nati e cresciuti in ambienti “bene”.

SEQUESTRO DI PERSONA E VIOLENZA SESSUALE, LA CORTE D’APPELLO CONFERMA LA CONDANNA

I giudici della Corte di Appello di Firenze hanno confermato in pieno la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Lucca: quattro anni di carcere per i reati di sequestro di persona e di violenza sessuale, il risarcimento dei danni morali e materiali da stabilirsi in sede civile ed una provvisionale di diecimila euro in favore della parte offesa. Il processo di primo grado, che aveva visto sul banco degli imputati un uomo di quarant’anni residente a Pietrasanta, si era svolto con il rito abbreviato. I fatti di cui a processo penale risalgono ai primi giorni di gennaio dello scorso anno, quando una donna, sulla trentina, si era presentata quasi nuda, e con numerosi lividi sia al collo che ad entrambe le mani, negli uffici di un concessionario di auto nella zona di Montramito, nel comune di Massarosa, chiedendo soccorso. “Hanno cercato di violentarmi”, aveva detto piangendo e in totale stato di chock appena entrata. Sul posto, chiamata dai titolari della concessionaria, era subito arrivata la Polizia e le volanti avevano iniziato la caccia all’uomo, visto che la donna era comunque riuscita a fornire l’identikit del suo aggressore, descrivendo agli agenti la persona responsabile del misfatto. Furono sufficienti poche ore, e qualche accertamento, e i poliziotti riuscirono a rintracciare il presunto violentatore, a identificarlo e a contestargli il reato di aggressione a scopo sessuale, nonostante l’uomo avesse negato ogni addebito, quasi cadendo dal settimo cielo e mostrandosi stupito. Accompagnata da un’ ambulanza al Pronto Soccorso del “Versilia, e refertata, la giovane aveva poi presentato regolare denuncia, raccontando di aver conosciuto l’uomo tempo addietro mentre si trovava a fare shopping in un negozio ma di non averlo mai più rivisto. Il raptus era nato per caso, quando lui l’aveva vista a bordo della sua autovettura, era entrato di forza aprendole uno sportello e costringendola a farsi accompagnare a casa, spogliandola e palpeggiandola per tutto il tragitto, fino a quando la donna non era riuscita ad accostare, scendere dalla macchina e scappare per chiedere aiuto. Durante le indagini preliminari il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Enrico Corucci, aveva addirittura chiesto la misura cautelare in carcere.

IN MACCHINA CON LA PISTOLA, DENUNCIATO DALL POLSTRADA

varie-letizia-29632Proseguono senza sosta sulla rete autostradale i posti di blocco da parte della Polizia. E, anche durante la giornata di ieri, sono stati due i conducenti di autovetture denunciati. E’ stato durante un normale controllo sull’ A12, al casello in uscita per Viareggio, che sono scattate le denunce, una per detenzione di droga ai fini di spaccio e l’altra per porto abusivo di armi. Gli agenti della Polizia Stradale della sottosezione diretta da Pietro Merola, che erano di turno per un servizio sull’autostrada Livorno Genova, hanno fermato due autovetture di grossa cilindrata. Sulla prima, una Mercedes CLK, viaggiava un distinto quarantenne, originario di Roma ma residente da tempo nella zona della Versilia. Il nervosismo dell’uomo, procacciatore di affari, durante il controllo via radio della patente e della carta di circolazione, ha fatto insospettire i poliziotti, portandoli alla decisione di perquisire il mezzo. Un sesto senso, quello degli agenti, che ha trovato conferma in una certezza quando, dal vano porta oggetti, sono saltati fuori sei grammi di cocaina, dei quali il romano non saputo, o voluto, fornire spiegazione ed è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sempre nella stessa giornata gli agenti della Polstrada hanno fermato un Pick Up, con a bordo un uomo di circa cinquant’anni. Anche in questo caso, da un controllo di routine dei documenti di circolazione, si è passati ad una denuncia.

varie-letizia-43381Il conducente infatti nascondeva, riposto nel vano sotto il cruscotto, una pistola scacciacani, sprovvista del tappo rosso di sicurezza, per la cui detenzione dovrà rispondere del reato di porto d’armi abusivo.

MERCE CONTRAFFATTA, BLITZ DELLA POLIZIA

Due cittadini del Senegal, venditori abusivi di materiale contraffatto, sono stati arrestati due giorni fa per violazione alla legge sugli stranieri. Sono stati gli Agenti del Commissariato di Forte dei Marmi, ufficio immigrazione e squadra volante, a condurre un servizio teso al contrasto dell’immigrazione clandestina e alla repressione del commercio di oggetti contraffatti. Il blitz, a cui hanno partecipato ben dieci poliziotti, è iniziato alle prime luci dell’alba di mercoledì scorso, prima che i soliti venditori abusivi uscissero di casa per andare a vendere al mercato settimanale nella piazza di Forte dei Marmi. Gli agenti, parte in divisa, parte in borghese, hanno fatto irruzione in un’abitazione di Pietrasanta, dove erano certi che i senegalesi dimorassero, e li hanno sorpresi ancora a dormire. L’ appartamento, preso in affitto, era abitato da ben dieci cittadini senegalesi. “Di questi, tutti volti noti del mercato di Forte dei Marmi, solo due sono risultati in regola con le norme sul soggiorno, mentre gli altri, regolarmente privi di qualsivoglia documento, sono risultati clandestini sul territorio nazionale – ha precisato il vice questore aggiunto Enrico Parrini. Portati negli uffici di Vittoria Apuana, tutti e dieci sono stati sottoposti ai rilievi foto dattiloscopici, e per Seck Samb, di venticinque anni, e Moustaphà Sechi, di ventinove, è scattato l’arresto, visto che è emerso che entrambi erano già stati muniti di decreti di espulsione emessi dal Questore di Lucca e da quello di Parma. I due, dopo una notte trascorsa nella camera di sicurezza del Commissariato, sono stati processati per direttissima ieri mattina al tribunale di Viareggio. Per altri sei senegale, tutti sprovvisti di documenti e di permesso di soggiorno, è stato invece predisposto un ordine dei espulsione con l’obbligo di lasciare l’Italia entro cinque giorni. Durante la perquisizione domiciliare i poliziotti hanno anche trovato settantadue borse di note griffes, tutte contraffatte, oltre a decine di placchette in metallo con i loghi stampati, e per questo i vu’ comprà sono stati denunciati per possesso di materiale con marchi falsi.

IN MANETTE BARUFFO, LA EX LO AVEVA DENUNCIATO PER MALTRATTAMENTI

E’ finito dietro alle sbarre, a San Giorgio a Lucca, Vittorio Baruffo, l’uomo accoltellato alla fine del mese di gennaio da Angelo Pizzi, il nuovo fidanzato della ex compagna. Sono stati i carabinieri della stazione di Viareggio, diretti dal maresciallo Ignazio Lopez, a notificare, lunedi mattina, a Vittorio Baruffo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari Alessandro Dal Torrione, su richiesta del pubblico ministero Fabio Origlio. L’accoltellamento di cui Baruffo rimase vittima avvenne al Terminetto, dopo che l’uomo si era recato a far visita alla figlia di sei anni che vive con la madre, proprietaria, insieme ai genitori, della profumeria Botti in passeggiata. Fu una tragedia annunciata, che sarebbe potuta evolversi ancor più tragicamente. La giovane madre, che da qualche mese si era separata dal compagno, dopo circa dieci anni di convivenza a causa dei comportamenti spesso violenti del padre di sua figlia, si era rivolta alle Forze dell’Ordine, presentando una denuncia – querela per minacce, molestie e maltrattamenti negli uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Viaerggio. A quanto riferito ai poliziotti, Vittorio Baruffo, in diverse occasioni l’aveva picchiata provocandole ematomi sul corpo. La seconda denuncia era invece stata predisposta dal suo legale di fiducia, avvocatessa Nunzia Castellano, e presentata alla Caserma dei Carabinieri di Viareggio meno di due settimane prima del litigio con il nuovo fidanzato che portò all’accoltellamento del Baruffo e all’arresto dell’accoltellatore, Angelo Pizzi, che si trova attualmente in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Nella seconda denuncia il legale era stato chiesto un provvedimento cautelare nei confronti dell’ex compagno, accolto dalla Procura. Difeso dall’avvocato Umberto Prisco ieri mattina Vittorio Baruffo è stato interrogato. “Il mio cliente ha chiarito la sua posizione – ha affermato il legale. Il giudice si è riservato e questa mattina, sciogliendo la riserva, deciderà se rimettere in libertà l’uomo sottoponendolo ad altra misura restrittiva,come quella di impedirgli di avvicinarsi all’abitazione dove la donna vive con la figlia minorenne.

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SPUTA E ROMPE UNA MANO A UNA RAGAZZA

Avrebbe sputato addosso a due ragazze e poi preso a calci una porta. Questa almeno l’accusa mossa a Luca Ramacciotti da due donne che si erano sentite arrivare addosso lo sputo dell’uomo mentre erano tranquillamente a parlare nel giardinetto di un’abitazione in via san Martino. Sorprese, e forse anche un po’ paventate dallo strano gesto, quantomeno insolito, le due ragazze sarebbero subito corse dentro casa ma il ragazzo non solo le avrebbe seguite ma avrebbe anche preso a calci la porta, danneggiandola, e poi, come se nulla fosse, se ne sarebbe andato. Mentre una delle due aveva avvertito la centrale operativa del 113, l’altra lo aveva seguito per qualche centinaia di metri fino all’angolo della via Vittorio Veneto, fino a quando cioè il giovane si era accorto del pedinamento e l’aveva colpita rompendole una mano. Soccorsa da un’ambulanza del 118 alla ragazza fu diagnosticata una frattura, e portò il gesso per oltre un mese. All’udienza di ieri mattina davanti al giudice Nidia Genovese hanno testimoniato la parte offesa e il medico legale, e il processo è stato rinviato al 26 ottobre per una perizia psichica dell’imputato.

COLAZIONE CON INGIURIE

Una colazione finita a parolacce, e poi in tribunale, quella di una turista pratese di circa cinquant’anni in vacanza a Viareggio. Mila Pecchioli, nell’estate del 2005, ebbe una animata discussione con i titolari del noto bar pasticceria Fauzia, in passeggiata. E la diatriba, nata non si sa da quali motivi, era poi proseguita fuori dal locale, tanto che il figlio Franco, che era fuori dal bar a fumarsi  una sigaretta, avrebbe invitato la turista a farla finita di urlare con un semplice “ora basta, però!”. All’invito la donna aveva però replicato con una serie di offese, dirette al pasticcere. Una sorta di turpiloquio, dove l’epiteto più gentile era stato “sei un sudicio”. Alla scenetta da osteria di basso fondo avevano assistito anche alcuni clienti, e, attirati dalle urla della donna, era giunta sul posto anche una volante del Commissariato di Polizia. Franco Cecchi, consigliato da un avvocato, aveva presentato una querela per ingiurie, finita poi sul tavolo del giudice di Pace di Viareggio. Alla prima udienza l’imputata, contumace, è stata rappresentata dal suo legale di fiducia mentre Franco Cecchi  invece si è costituito parte civile, dando mandato all’avvocato Giovanni Cai. Per la prossima udienza, fissata per il 4 dicembre, verranno ascoltati come testi i due clienti che erano presenti alle offese.

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