
“…e Viareggio è sempre più blu…”, e con tanto di note musicali disegnate in calce.
Ma non si tratta di uno spot pubblicitario di un concerto canoro, o di una “parodia” della famosa canzone di Rino Gaetano, bensì del manifesto elettorale, ideato dalla consigliera comunale di opposizione Chiara Romanini per le prossime elezioni europee, e fatto fatto stampare dal Partito Democratico di Viareggio.
La presentazione è stata ufficializzata ieri mattina nel corso di una conferenza stampa nelle stanze della sede di via Regia, alla presenza del segretario versiliese Giovanni Giannerini, del consigliere Leonardo Betti e del capogruppo consiliare Antonio Batistini. Il manifesto, già da ieri, si trova affisso sulle plance elettorali di tutta Viareggio. Mentre la versione volantino verrà effettuata “a getto”, capillarmente diffusa tra tutti gli esercizi pubblici della città, bar, ristoranti, negozi e stabilimenti balneari. “Dopo il 22 di giugno, ossia a votazioni finite, il volantinaggio non si fermerà. Questa è la promessa, che sarà mantenuta al di là del risultato elettorale. Nei manifesti e volantini è riportata la caricatura del sindaco Luca Lunardini, con tanto di fascia tricolore, munito di pennello e secchio di vernice, rigorosamente di colore blu. Come le strisce dei parcheggi a pagamento previste in tutta la città dal nuovo Piano della Sosta. “Si vota per le europee, ma di fronte a questa giunta di centro destra, incompetente e deludente anche per chi ha votato Lunardini per scelta politica, con convinzione di colore, e non per ‘rabbia’ o delusione dell’operato dei dieci anni anni “marcucciani”, è importante il riferimento locale – ha spiegato Giannerini. In poche parole il manifesto elettorale del Pd è un invito rivolto agli elettori di Lunardini a dare un giudizio su quanto promesso, e non fatto, dall’attuale Amministrazione Comunale, prima di presentarsi alle urne per il voto europeo. “Il commercio e il turismo sono già di per sé indeboliti, ma la ciliegina sulla torta è arrivata con il piano della sosta, e la prima cosa che farò se sarò eletto sindaco sarà quella di abolirlo”, fu la promessa in campagna elettorale dell’attuale primo cittadino. “Promessa non mantenuta, visto che si paga sempre, e che dal 1 luglio entrerà in vigore, per ora solo in centro, il nuovo Piano della Sosta, peggiore del precedente a firma di Di Fonzo”. Un modo per far cassa peggiore del precedente, secondo gli esponenti del Pd: “ ora non sono più previsti bus navetta nè parcheggi scambiatori”. “Dal momento che il Consiglio Comunale ha revocato le delibere consiliari della Giunta precedente riguardanti il vecchio Piano della Sosta, abbiamo chiesto al comandante dei Vigili Urbani se in questo periodo di transazione sia lecito parcheggiare gratis, ma Strippoli ci ha risposto di no, ossia si paga ugualmente, perche quelle delibere erano supportate da successive delibere di giunta, ancora valide perchè mai revocate”. “L’ennesima farsa e presa di giro di questa giunta di centro destra – hanno affermato i quattro esponenti del Pd aggiungendo di non conoscere, perchè top secret, i provvedimenti che il Pdl si appresta a fare. “Viva la trasparenza promessa”. Un accenno alla Mover, e alla sentenza del tribunale di Lavoro che ha visto condannare il suo presidente Gigi Sugliano per condotta antisindacale, non poteva mancare: “il sindaco per decidere sulle dimissioni di Sugliano, da noi chieste con una mozione presentata mesi or sono, quando la causa di lavoro era all’inizio, ora non ha più scuse. Voleva aspettare la decisione della magistratura, ora ce l’ha, al di la di un secondo grado di giudizio, vogliamo ricordare al primo cittadino, al di là del fatto che una sentenza è sempre pronunciata in nome del popolo italiano, che Gigi Sugliano, da lui nominato come presidente di una società partecipata solo da enti pubblici, ha mentito spudoratamente sia davanti una commissione consiliare che davanti a un magistrato, negando di aver mai incaricato un’agenzia investigativa per far seguire i dipendenti, e se ha detto finalmente la verità, ritrattando e rischiando una denuncia per falsa testimonianza, è stato solo davanti all’evidenza di due assegni da 18mila euro, con soldi pubblici, da lui pagati agli 007”. Un ultima domanda al primo cittadino: “Visto che Sugliano ha ingaggiato un pool di tre avvocati, tra i quali un cattedratico di diritto del lavoro dell’Università di Pisa, quanto è costato al Comune, ossia alla città, difenderlo?”
Letizia Tassinari
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E’ iniziata ieri mattina la due giorni del raduno regionale degli appartenenti all’Anfi, Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia. A dare il via alla manifestazione che ha visto arrivare in città oltre 2000 Fiamme Gialle è stato il gemellaggio tra le sezioni Anfi di Pisa e di Sapri, avvenuta alla presenza del sindaco Luca Lunardini e delle maggiori autorità militari e civili. Per questa mattina è previsto l’arrivo da Firenze del comandante regionale Generale Giorgio Toschi. 


La “partigiana per amore” non poteva mancare tra le nostre donne in Corriere. Didala Ghirarducci, ottantotto anni compiuti il 26 febbraio scorso, figlia di una famiglia di sinistra dove il padre, un marinaio viareggino, non hai mai avuto la tessera del fascio, è la storia vivente. Ex staffetta partigiana delle Brigate Garibaldi ricorda bene gli anni della seconda guerra mondiale, quelli che l’hanno portata a lasciare la propria casa in via Mazzini, dove viveva con il giovane marito Chitttò, per andare al freddo, lassù sulle Alpi Apuane. Giorni lontani, ma vicini, dei quali oggi parla ancora nelle scuole, come una nonna farebbe con i propri nipoti, o meglio una bisnonna, quale è, di quattro bei ragazzi, tutti maschi e figli del suo unico figlio Riccardo. Didala, la sua storia, che è la storia di tutti i partigiani di Italia, l’ha immortalata in un libro, che è “una storia di quotidiano eroismo e di semplice profondità”, parlando degli uomini e delle donne che nel secolo scorso, come lei, affrontarono le dure prove della vita di quegli anni della seconda guerra mondiale. “Conobbi mio marito che ero ancora studentessa a Le Mantellate”. Lui, coetaneo. frequentava il liceo classico Carducci. Un amore grande, legato anche dalla comune opposizione al fascismo, che li portò a sposarsi nel pieno della guerra e ad avere un figlio, nato il 2 settembre del 1943, nei giorni più terribili.
“Partimmo con i partigiani, mio figlio aveva solo sette giorni. Dormivamo sotto i castagni, finchè era caldo, e mangiando quello che i ragazzi riuscivano a trovare da qualche contadino. L’acqua gelida dei ruscelli di montagna serviva per dissetarsi e per lavarsi usavamo i ‘gitti’, con l’acqua intiepidita dal sole. D’inverno, per dormire, il giaciglio più riparato era nei rifugi, sulle vette più alte. La condivisione della scelta partigiana intrapresa con il marito Chittò era la sua forza. Fino a quando, dopo nemmeno un anno, il sogno di vita di Didala si infranse nella morte dell’amato compagno di vita e di ideali. Era l’ estate del ‘44, quando lo scempio nazista raggiunse l’apice e nel corso di una perlustrazione Chittò fu trucidato. Vedova nello stesso mese segnato dalla strage di Sant’Anna. “E’ da allora che sono la custode della memoria di quegli eventi che hanno strutturato le mie certezze e confermato per sempre i miei valori – ci dice, tanto da contestare il film di Spike Lee. “Sui monti ho sentito le raffiche degli spari dei nazisti, e visto, oltre alla nube di fumo di quando i tedeschi dettero fuoco a tutto, il sangue, quello degli innocenti e di chi lottava per la libertà”. Per questa partigiana rimasta vedova a soli vent’anni e che ora dirige l’Anpi di Viareggio non ci sono stati partigiani traditori. “ I nazisti a Sant’Anna di Stazzema ce li hanno portati i fascisti locali, io lo so perchè c’ero”.
Ammonta a circa ottantamila euro la sanzione inflitta dalla Fiamme Gialle a un bed and breakfast abusivo scovato in pieno centro lo scorso agosto. Il blitz effettuato dai finanzieri è frutto di una indagine sul territorio sulle attività stagionali e non e, nel caso del bad and breakfast sanzionato, sugli immobili del litorale della Versilia dove i proprietari spesso svolgono attività “alberghiera” senza avere le necessarie licenze, in violazione sia della principale normativa amministrativa che regola l’attività turistica che di quella fiscale. Dopo aver accertato che la proprietaria della viareggina, a due passi dalla pineta, esercitava abusivamente nelle propria abitazione di residenza l’attività di affittacamere con tanto di prima colazione, in violazione delle normative civili, amministrative, fiscali e penali, i militari della Caserma di Viareggio avviarono una verifica fiscale facendo irruzione nelle prime della mattina, ascoltando come testimoni le circa otto persone alloggiate dentro, di cui molti turisti, clienti abituali. L’attività ispettiva della Guardia di Finanza ha poi permesso di rilevare ingenti somme sottratte all’imposizione, relative sia alle imposte dirette che all’IVAe all’IRAP. Dalle indagini è infatti emerso che l’attivita’ di bed and breakfast, effettuata in città da diversi anni, era assimilabile, per le modalita’ con cui veniva svolta, a quella alberghiera. “Tutte le caratteristiche erano quelle della “continuita’” e della “professionalita” – ha precisato il comandante Pasquale Arena – visto che la “pensione” era aperta in tutti i mesi dell’anno, e spesso venivano anche preparati pasti completi”. Cinque le camere affittate per tutto l’anno con prezzi che variavano da 40 a 65 euro a persona a seconda del periodo dell’anno, solo per pernottamento e prima colazione. “ I prezzi aumentavano sensibilmente nel caso in cui il cliente optasse anche per i pasti – come ha sottolineato il maggiore Arena. E, il tutto, rigorosamente in nero. Tra gli occupanti del bed and breakfast, al momento del blitz, le Fiamme Gialle hanno trovato anche una coppia di sessantenni sfrattati dalla loro abitazione, alla quale la vecchia amministrazione comunale aveva trovato sistemazione in quella casa, accordandosi con la proprietaria, “a voce”, per la corresponsione di 1.300 euro al mese. L’evasione accertata alle imposte dirette, con l’omessa dichiarazione di redditi, è di circa 67.000 euro, quella relativa all’IVA di 7.000 euro di mancati versamenti. “Sono state anche riscontrate violazioni degli obblighi relativi alla contabilità – precisa il Comandante – con omessa tenuta e conservazione delle scritture contabili, documenti e registri previsti dalle leggi in materia di imposte sui redditi ed IVA e altre leggi tributarie, nonche’ violazioni in materia di obblighi strumentali, inerenti le ricevute fiscali non emesse”. Alla proprietaria dell’elegante villetta sono state elevate sanzioni legate anche alla mancata applicazione delle norme amministrative, penali e di pubblica sicurezza connesse all’attività. Un’indagine, quella effettuata dai finanzieri, fondamentale per la scoperta del “sommerso, che nella maggior parte dei casi, nasconde situazioni di evasione fiscale di entità notevole.
Gigi Sugliano è stato condannato per comportamenti antisindacali.Il giudice del lavoro del Tribunale di Lucca Anna Martelli ha emesso ieri il decreto. Erano stati i sindacati Cgil e Cisl, rappresentati dall’avvocato Roberto Giusti, a convocare in giudizio, a fine autunno, il presidente della Mover ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori. A dicembre si era svolta la prima udienza, nella quale erano stati ascoltati i legali delle parti, poi era iniziata la fase di escussione dei rispettivi testimoni. Circa venti i lavoratori chiamati a dire le proprie ragioni davanti al magistrato. I fatti più gravi che i sindacati avevano contestato a Gigi Sugliano nella causa di lavoro erano stati la disdetta degli accordi sindacali preesistenti e il perdurare, nonostante un verbale di accordo siglato il 18 luglio dello tra le parti, del suo far tabula rasa di ogni diritto aziendale acquisito negli anni dai dipendenti e l’aver promosso di livello alcuni lavoratori, sei dal quinto al sesto e uno dal quinto al settimo, ossia semidirigenziale, senza alcun criterio, in particolare senza titoli di studio necessari. ” I “premiati” da Sugliano, secondo i sindacati, sarebbero stati i lavoratori non iscritti a Cgil e Cisl, mentre quelli iscritti, da quando il presidente si era insediato, sarebbero stati oggetto quasi quotidianamente di pressioni psicologiche per incrementare le multe oltre a beccarsi lettere disciplinari senza motivo e denunce. L’altro fatto di cui Sugliano era stato accusato riguardava l’incarico ad una agenzia investigativa per far seguire e controllare i parcheggiatori. “La Sentenza emessa nei confronti del Sugliano conferma e sanziona atteggiamenti antisindacali insopportabili -è il commento di Caprili. “Ora il Sindaco non ha più scuse e deve dimettere il Presidente della Mover, e con lui tutti coloro che hanno favorito una gestione che ha fatto terra bruciata dei normali e corretti rapporti sindacali”. Intanto Sugliano ha rimesso la sua totale disponibilità al Sindaco ad accogliere tutte le decisioni che il primo cittadino vorrà prendere.