Bomba molotov contro il Circolo Operaio di Solaio.
Nottetempo è stata lanciata una rudimentale bottiglia molotov contro la facciata della casa del popolo di solaio ma solo la mattina successiva i gestori del circolo Arci se se ne sono accorti. La bottiglia di birra, in vetro, che è stata ritrovata ridotta in “cocci”, e il collo rotto con ancora lo stoppaccio annerito, fanno pensare ad una improvvisata molotov. Il fatto che la facciata dell’ edificio che è stata colpita è quella sul retro, dove c’è la terrazza, fa pensare ad un lancio effettuato dalla strada, da circa quindici metri 15. Da quel punto, a quanto riferiscono i gestori, è facile pochi attimi, con un’ autovettura o con una moto, effettuare il lancio e poi sparire. “Riteniamo che la mano fascista abbia voluto colpire un simbolo, anzi due – sostiene Domenico Marsili del direttivo della Casa del Popolo di Solaio e coordinatore provinciale del Partito Comunista dei Lavoratori di Marco Ferrando. La parte annerita dal fuoco incendiario è quella con la grande immagine del comandante Chè Guevara: “Il che rimane, a dispetto della tanta denigrazione tentata in tutti gli anni che ci separano dal lontano 1967, anno della sua uccisione, una figura limpida di coraggioso combattente per i diritti dei popoli, un simbolo di coerenza e di onestà intellettuale”. Oggi la Casa del Popolo di Solaio non ha in essere particolari iniziative politiche che giustifichino un attacco intimidatorio o di avvertimento, ma resta comunque un punto di riferimento per i lavoratori, i compagni e tutti gli antifascisti della zona. “Negli anni passati – ricorda Marsili – Solaio rappresentò uno dei punti che la canea fascista locale intese attaccare anche con l’aiuto dell’allora neosindaco Mallegni che con una delle sue prime ordinanze sindacali impedì l’utilizzodi indicazioni, come cartelli e bandiere rosse, all’incrocio tra via di Solaio e la via provinciale di Vallecchia”. Il direttivo del circolo Arci è, oggi, piu’ che mai determinato a difendere ambedue i simboli da qualsiasi attacco. e per far questo ha chiama a raccolta la popolazione del borgo, con la quale ha un rapporto molto stretto e ormai storico: “è agli antifascisti e ai democratici di Pietrasanta e di tutta la Versilia che faccio appello di vigilanza per non recedere neppure di un passo e a trasformare questo spregevole atto in un nuovo stimolo a far di piu’ e meglio”. E, per iniziare, sarà li, nella nuova sala che il circolo ha da poco messo a disposizione per iniziative politico culturali, che si terrà a breve un’assemblea unitaria degli antifascisti della zona. Sul caso indagano i carabinieri.
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E’ sconcertante sentire queste notizie! Bisogna prendere coscienza fortemente che nel nostro paese,c’è ancora una forte tendenza di stampo neofascista! Ritengo che mai come in questa era ci sia stato un pericolo per la democrazia e aggiungo che purtroppo la sinistra in cui abbiamo sempre creduto, ha dimostrato poca determinazione.