Per cercare di salvare il cinema Centrale scende in campo anche la Regione. E’ lo stesso consigliere Marco Montemagni ad intervenire, dopo aver parlato con molti giovani ed intellettuali. “ Deve essere considerato da tutti il fortissimo legame fra la comunità di Viareggio e della Versilia e l’ unico Cinema d’ Essay della zona, che ha garantito, negli anni, una programmazione di qualità – queste le parole dei consigliere regionale. “Sarebbe di grande significato – prosegue Montemagni – la possibilità che l’esperienza positiva del Cinema Centrale potesse proseguire, perchè si è conquistato da molti anni un ruolo di punto di riferimento, di aggregazione per moltissime persone, specialmente per le giovani generazioni”. Il Centrale assume le sembianze di un qualcosa che è molto di più di un cinema: “un centro qualificato e fecondo d’incontro, di dibattito, di cultura. Qualcosa che sarebbe un grave errore disperdere”. Giovedì 28 Maggio ci dovrebbe essere l’ultimo spettacolo in programma al Centrale, con la a proiezione del film “La rabbia” di Pier Paolo Pasolini, ad ingresso libero, a cui seguirà un’Assemblea Pubblica. “E’ possibile ancora fare qualcosa? E’ possibile trasformare quella serata triste con gli inevitabili e duraturi strascichi polemici in un nuovo cammino comune di speranza, di dialogo, di cultura?” La domanda di Montemagni è rivolta in primo luogo a Padre Francesco Maria Bergamaschi, parroco di Sant’Andrea, che è il legale rappresentante della proprietà. Il precedente autorevole intervento decisivo dell’Arcivescovo di Lucca fu molto apprezzato da tutti, anche se è Padre Bergamaschi il diretto responsabile della gestione dei beni della Parrocchia. Fondamentale sarebbe secondo il consigliere regionale “un significativo e chiaro intervento dell’attuale Amministrazione Comunale, così come fu fatto dalla precedente Amministrazione” e per questo Montemagni fa appello a Lunardini per un suo intervento “perchè sia evitato un obiettivo impoverimento culturale a Viareggio e sia possibile proseguire una positiva e proficua esperienza come quella del Cinema Centrale”. Che esiste dal oltre 60 anni.
Letizia Tassinari
