Consiglio Comunale in nero. Un fiocco a lutto sui microfoni dei consiglieri di opposizione, ha accompagnato la presentazione di una mozione, a firma di Antonio Batistini e Miliziade Caprili, presentata al presidente Paolo Spadaccini, circa la legge sulle intercettazioni telefoniche. Mozione con la quale è stato espresso sia “il profondo disaccordo sui contenuti del provvedimento approvato dal Parlamento, che di fatto annulla tutti i tentativi messi in atto dall’Amministrazione Comunale in ordine alla sicurezza e al controllo del territorio mediante i sistemi di videosorveglianza, ritenendo estremamente negativo l’impatto delle norme approvate nella lotta alla criminalità condotta con ancor più esigue risorse dalle Forze dell’ Ordine”, sia per “l’inalienabile diritto all’informazione pur nella tutela della privacy di chi non è coinvolto nei fatti indagati”. Poi, è stata la volta delle interrogazioni, e il primo a prendere parlare è stato il capogruppo consiliare di Sinistra L’Arcobaleno Miliziade Caprili. La qaestio Gigi Sugliano e la sentenza del Tribunale di Lucca che lo ha visto condannato per condotta antisindacale su tutti i fronti.
“Sono colpito dal fatto che il Sindaco non abbia preso parola dopo la sentenza – ha affermato l’ex vice Presidente del Senato. “Vorrei ricordare che di fronte alle richieste di dimissioni – già formulate in consiglio – il primo cittadino voleva aspettare la pronuncia della magistratura”. E la pronuncia ora c’è stata. A scanso di equivoci il senatore Caprili ha letto il dispositivo di condanna di Sugliano, comprese le spese di giudizio. “L’articolo 28 è immediatamente esecutivo, poi si può fare appello”. “Sono senza parole – ha aggiunto il capogruppo – , soprattutto per il fatto dei controlli illeciti sui dipendenti, a mezzo di investigatori privati, che Sugliano ha negato di aver fatto e poi ammesso”. Di fronte all’evidenza degli assegni emessi nei confronti della Fox altro non avrebbe potuto fare, “ma rimane il fatto che ha mentito, anche durante il dibattimento, dichiarando il falso davanti a un giudice”. “Sostituitelo, o quanto meno dite qualcosa, magari il perchè non lo volete dimettere”.
“Nel rispetto dei patti parasociali – ha risposto Lunardini – aspetto che si riunisca il CdA della Mover, il 22 di giugno, poi esprimerò le mie decisioni, facendole sapere”. “Siamo su scherzi a parte? – è esploso Caprili -, qui c’è un problema politico. Sugliano è un presidente che ha nominato lei, sindaco, non io. E lei deve parlare”. Sul caso Mover anche Andrea Palestini ha appoggiato la interrogazione. A votazione segreta, con l’astensione della maggioranza, il Presidente della Mover fu anche sfiduciato dal Consiglio ma il sindaco non ha mai dato seguito a quella votazione. Il presidente di una società partecipata è scelto dal sindaco, e lo stesso deve aver fiducia nel suo operato. Questa fiducia, vista la pronuncia della magistratura lucchese, è ben riposta?. “Sorte di Sugliano a parte – ha affermato Palestini -, vista l’immediata applicabilità del disposto del giudice del lavoro, il sindaco si è almeno attivato perchè l’attività antisindacale di Sugliano cessi?”
Letizia Tassinari
