Niente di nuovo sotto il sole: “Lunardini è come Marcucci”. Questo è quanto affermano i “dissidenti” del PdL che ieri mattina si sono riuniti nella sala convegni dell’hotel Esplanade per dare vita al “Movimento dei Cittadini per Viareggio”. All’invito dell’avvocato Massimiliano Baldini hanno risposto oltre un centinaio di cittadini, ma sono di più le persone, e i personaggi famosi, i commercianti, ed i rappresentati di categorie che hanno già firmato la propria adesione a quello che è stato definito “un punto di riferimento, senza alcuna pregiudiziale, per chi intenda porsi come voce critica circa i grandi problemi della città”.
“Siamo stati un anno in silente osservazione dell’operato della giunta Lunardini, ora è il momento di agire, vista la delusione di chi ha sperato in un cambio di rotta dell’amministrazione comunale – ha affermato l’avvocato Baldini. Le speranze delle promesse elettorali non mantenute hanno fatto insorgere non solo l’opposizione ma anche quella parte dell’elettorato di centro destra che oltre un anno fa aveva dato il consenso a Luca Lunardini. I “cavalli di battaglia”, piano della sosta, sicurezza, decoro urbano, piano dei rumori, vendita della passeggiata, riduzione della galassia “Marcucciana” delle società partecipate, ristrutturazione della macchina comunale, rilancio del turismo e della cultura, “stanno a zero”. Poi vengono le varie storie di “poltronopoli” ai vertici delle società e i “mostri di cemento”:

nel mirino della frangia dissidente del Pdl ci sono “sia la struttura simil capannone da zona industriale di Bicchio, eretta nel cortile dello storico Palazzo delle Muse, sia i tabelloni di fronte al Margherita e in piazza Mazzini”, dove sotto alla pubblicità del Festival Pucciniano scorrono gli spot delle “donnine del night club Gilda”. “Se il Sindaco è inamovibile altrettanto non lo sono Giunta e Consiglio Comunale, chiusi a riccio nelle mura di Palazzo, e incapaci di raccogliere sollecitazioni e sviluppare confronti”. “Il primo cittadino – questa l’accusa principale – si è circondato di persone ‘terra terra’ e di stranieri”. La denuncia pubblica dei “dissidenti” è quella di una “ politica cittadina appaltata a forestieri”, e il riferimento ai presidenti delle due fondazioni e al capogruppo consiliare della maggioranza non è velato da voli pindarici.
“Gli attuali amministratori sono stati capaci solo di giustificarsi con “l’avevano fatto quello di prima”, e sono incapaci di trovare soluzioni, di formulare nuove proposte, con il solito ritornello ormai noto del non ci sono soldi – ad affermarlo è lo stesso senatore Massimo Baldini che aggiunge che “l’andazzo dilettantesco poteva essere scusato nei primi mesi, ora, a distanza di oltre un anno, non è più ammissibile e tollerabile”. La solidarietà unanime da parte di tutti è andata al consigliere disubbidiente Alessandro Bolognesi, ex vice sindaco ed ex assessore quando il primo cittadino era Carlo Alberto Ferrari, ieri in prima linea al tavolo dell’Esplanade:
“mi vogliono buttare fuori? Che mi processino. Io non starò zitto a guardare”. La situazione viareggina è ormai talmente grave che “è necessario intervenire immediatamente a difesa della salute pubblica”, e già nei prossimi giorni sono in programma una serie di incontri con le associazioni di categoria, con i sindacati e con le diverse istanze locali, “profondamente scontente e deluse”, e iniziative pubbliche. Viareggio come era e come è: da salotto buono degli anni ’60 al degrado più totale. La guerra intestina è ormai iniziata, e la battaglia si preannuncia “calda”: “ Inorridisco di fronte a questa giunta che prosegue sulle orme di Marcucci e sono profondamente deluso. Non ho nessun interesse personale a poltrone – ha precisato il senatore Baldini – sono qui solo per dare una mano alla città e ai cittadini, delusi quanto me”. La ricetta per far risplendere la Perla del Tirreno è cambiare in toto, dando davvero quella svolta che Lunardini ha promesso ma non ha mantenuto. Viareggio è prevalentemente una città turistica, e tra le proposte “baldiniane” per il rilancio c’è anche la Darsena: “cantiere di giorno e salotto di notte, con ristoranti e bistrot come una cittadina della Francia del nord”. “I soldi si trovano, basta che ci siano i progetti, e di progetti, in un anno, non c’è n’è neanche l’ombra”.
Letizia Tassinari
