“La politica è confronto, consenso e dissenso, parlare, non stare zitti e ubbidire. Quella cittadina poi è l’esempio più significativo di questi concetti perché i temi amministrativi sono spesso privi di ideologia”.
Questo il concetto espresso dall’avvocato Massimiliano Baldini.
Non a caso alle Amministrative i cittadini votano spesso la persona e non i partiti. “Temi come il piano della sosta, la vendita della passeggiata, lo sviluppo del porto e della darsena, l’assetto amministrativo della macchina comunale, il decoro urbano, il piano dei rumori, la riduzione delle “poltrone” delle società partecipate, non possono essere considerati di “destra” o di “sinistra” ma argomenti sui quali confrontarci da cittadini liberi senza per questo venir meno alle nostre convinzioni ideologiche e all’appartenenza ai partiti”. Lo dimostrano i partiti stessi dove sotto la stessa bandiera convivono persone provenienti da esperienze differenti e in molti casi anche radicalmente differenti. “A Viareggio, un record, repubblicani e monarchici stanno insieme nel Pdl”. Anche sulla scorta di questo ragionamento, molti di noi, nonostante non condividessero le scelte amministrative portate avanti dalla Giunta Lunardini, si sono limitati a criticare e a fare le proprie proposte nelle sedi del partito. Ma il partito si è “trasferito nel Palazzo Comunale e non è più in grado di distinguersi dall’Amministrazione e dalle sue scelte. L’attaccamento e l’interesse alle poltrone fa il resto”. “Se i responsabili dei partiti sono anche i titolari di ben remunerati incarichi comunali come è possibile che sia garantito un confronto sincero ed equidistante sui problemi ? – si chiede Baldini che aggiunge esserci “una logica legata agli obbiettivi politici regionali e che la “svendita” di Viareggio e lo sfregio all’orgoglio ed alla storia della città sono fatti nell’interesse di qualcuno che, esperto in materia ferroviaria, ha portato l’Amministrazione comunale su un binario morto”. La frangia baldiniana non è più disposta a tacere “per disciplina di partito”, ma intende rispondere alla propria coscienza di uomini liberi che amano la propria città e che vogliono il cambiamento e la discontinuità dalle Giunte precedenti. “Avendo criticato Marcucci non possiamo guardare passivamente lo scempio ed accettare le stesse scelte solo perchè fatte da Lunardini di centro destra, perchè il pensiero e la dignità vengono prima”. Il messaggio e “l’invito a non diventare complici” è rivolto alla giunta e al consiglio.
Letizia Tassinari
