Noi come Lampedusa? Un controllo dei militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, che erano di pattuglia su un gommone nelle acque del porto, ha permesso di individuare a bordo di un peschereccio, una lampara appena rientrata dal largo, tra i membri componenti l’equipaggio, due cittadini extracomunitari, uno con regolare permesso di soggiorno, l’altro clandestino. I militari avevano già notato alcuni movimenti strani a terra. Intorno alle 20.30 un’autovettura aveva parcheggiato sul ciglio della banchina Lenci, e le tre persone a bordo erano scese per scaricare, e caricare a bordo del peschereccio, due ceste di reti da posta. I militari li hanno aspettati al varco, salendo a bordo, una volta rientrati in porto. Forse imbarcati come marinai in nero dal proprietario e capo barca siciliano, i due extracomunitari si erano nascosti sottocoperta. Un accurato controllo a bordo ha permesso di verificare la mancata registrazione dei due sui registri di bordo, nonché la violazione degli accordi internazionali che regolano l’imbarco di marinai extracomunitari sulle navi nazionali. Il comandante della Capitaneria di Porto Fabrizio Ratto Vaquer ha poi avvisato il dirigente del Commissariato di Polizia Leopoldo La Ricchia i cui agenti hanno trasferito i due uomini negli uffici per gli accertamenti del caso, mentre e’ stato denunciato a piede libero l’armatore. Con l’apporto degli uffici centrali del servizio antimmigrazione e delle questura di Lucca e’ stato possibile identificare i due extracomunitari, uno dei quali, Saidani Taoufik, dopo gli esami fotodattiloscopici, con sei alias e precedenti per rapina e spaccio di droga, è stato arrestato ed accompagnato al centro di espulsione di Bologna.
Letizia Tassinari
