Il presidente della Mover s.p.a. Gigi Sugliano, e con lui tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione, hanno rassegnato le proprie dimissioni durante l’assemblea della società che si è riunita ieri mattina alle 10 in punto. Dimissioni irrevocabili, delle quali il primo cittadino non ha potuto far altro che prendere atto,, nonostante lo stesso avesse riposto la propria fiducia nell’operato del presidente. “In questa fase estremamente delicata in cui diverse situazioni nella gestione del personale sono state oggetto di sentenza di primo grado da parte del Giudice del Lavoro – ha affermato a caldo Luca Lunardini -, e per quanto in attesa di giudizio definitivo in appello, il cui ricorso è già stato presentato in termini di urgenza, avverto doveroso ringraziare la sensibilità dimostrata dall’intero Cda che ha rassegnato nella sua interezza le dimissioni”. “Un ringraziamento – prosegue il sindaco nel suo breve comunicato stampa – a cui si aggiunge il riconoscimento per i risultati ottenuti nella gestione societaria che ha segnato risultati positivi e superiori al passato”. Il toto nomi sul successore di Gigi Sugliano è iniziato all’istante nei corridoi di Palazzo, e il nome più quotato è quello di Riccardo Battaglia. Vox populi vox dei? La voce sembra al momento essere solo una leggenda metropolitana, almeno da quanto confermato dal diretto interessato a tarda mattina. Cosa succederà adesso? A breve – spiega il sindaco – sarà convocata una nuova assemblea ordinaria dei soci per l’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione. E la fretta è legata al fatto che entro un mese dovrebbe entrare in funzione il nuovo piano della sosta che il Comune vuole e che Mover deve applicare. Ma chi firmerà fli atti in questa fase di vacatio? “Una cosa è certa, il piano della sosta non si ferma e non si rallenta”. Sulla querelle Sugliano, che da mesi tiene banco tra cronaca giudiziaria e politica, con richieste di dimissioni da parte sia dei consiglieri dell’opposizione che dei sindacati, è stata messa la parole fine. “La sentenza aveva fatto chiarezza sull’azione antisindacale di Gigi Sugliano, facendo emergere che quanto denunciato dal sindacato era fondato – hanno ribadito ieri mattine le sigle sindacali – e le nostre richieste al sindaco di dimissionare il presidente e l’intero CdA sono state finalmente accolte”. “La fuoriuscita degli amministratori dalla società che gestisce i parcheggi viareggini riporterà la dovuta serenità all’interno dell’azienda e finalmente si potrà tenere fede agli impegni sindacali presi a suo tempo e disattesi da Gigi Sugliano”. Sul fronte dell’opposizione il primo ad esprimersi è Rifondazione Comunista: “Le parole del Sindaco sono in perfetto stile democristiano e pilatesco. Nell’affermare che ‘il riconoscimento per i risultati ottenuti nella gestione societaria che ha segnato risultati positivi e superiori al passato’ si tende a manipolare la realtà dei fatti che sono quelli contenuti nella sentenza del Tribunale di Lucca e delle azioni compiute da Sugliano nei confronti dei lavoratori con pedinamenti, vessazioni e pressioni. Quanto agli ottimi risultati sottolineamo che l’aumento delle multe e il pagamento della sosta è servito forse a rimpinguare i bilanci della Mover e del Comune, o alle campagne pubblicitarie di Sugliano, ma certamente non ha risolto i problemi di traffico e di sosta della città che ha visto, in questi ultimi mesi annunci su annunci in merito a un fantomatico Piano della sosta così come l’aumento dei volumi di traffico e dell’inquinamento.Il Comune pubblichi i dati della qualità dell’ariacon particolare riferimento all’inquinamento da traffico urbano del PM10, ci informi sullo stato delle centraline di rilevamento, che sono malfunzionanti e antiquate, e se esista un piano di blocco della circolazione se vengono superati i livelli consentiti dalla legge, su come mai non ha ancora pensato ad installare pannelli informativi su questi dati, aggiornati in tempo reale e nei luoghi critici per il traffico urbano, perautomobilisti e cittadini. Tutto questo per la tutela della salute pubblica di cui il Sindaco è il massimo responsabile. L’Amministrazione e il Sindaco rispondano su questi argomenti, invece di nascondere le responsabilità accertate in Tribunale di chi, in campagna elettorale ha costruito la sua poltrona di presidente, con petizioni cittadine contro piani della sosta e parcheggi a pagamento. E, soprattutto, si eviti, nelle nuove nomine di procedere, nuovamente, con il metodo della lottizazione e degli equilibri politici di maggioranza”. Sempre sulle dimissioni Caprili, come capogruppo consiliare dell’opposizione , spreca solo due parole: “Meglio tardi che mai. Per il resto e dell’incredibile comunicato del Sindaco sulla vicenda Mover, ci sarà tutto il tempo di discutere nel corso del Consiglio Comunale di mercoledì”.
In principio fu la guerra con i sindacati
Gigi Sugliano era stato condannato a fine maggio dal giudice del Lavoro del Tribunale di Lucca, Anna Martelli, per comportamenti antisindacali. Una disfatta totale, l’azienda era stata sconfitta su tutta la linea. Erano stati i sindacati Cgil e Cisl, rappresentati dall’avvocato Roberto Giusti, a convocare in giudizio, a fine autunno, il presidente della Mover ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori. A dicembre si era svolta la prima udienza, nella quale erano stati ascoltati i legali delle parti, poi era iniziata la fase di escussione dei rispettivi testimoni. Circa venti i lavoratori chiamati a dire le proprie ragioni davanti al magistrato. I fatti più gravi che i sindacati avevano contestato a Gigi Sugliano nella causa di lavoro erano stati la disdetta degli accordi sindacali preesistenti e il perdurare, nonostante un verbale di accordo siglato il 18 luglio dello tra le parti, del suo far tabula rasa di ogni diritto aziendale acquisito negli anni dai dipendenti e l’aver promosso di livello alcuni lavoratori, sei dal quinto al sesto e uno dal quinto al settimo, ossia semidirigenziale, senza alcun criterio, in particolare senza titoli di studio necessari. I “premiati” da Sugliano, secondo i sindacati, sarebbero stati i lavoratori non iscritti a Cgil e Cisl, mentre quelli iscritti, da quando il presidente si era insediato, sarebbero stati oggetto quasi quotidianamente di pressioni psicologiche per incrementare le multe oltre a beccarsi lettere disciplinari senza motivo e denunce. L’altro fatto di cui Sugliano era stato accusato riguardava l’incarico ad una agenzia investigativa per far seguire e controllare i parcheggiatori, con l’esborso di ben diciottomila euro, che il presidente della Mover fino all’ultimo ha negato, e poi ritrattato di fronte all’evidenza delle copie di due assegni prodotti in giudizio dall’avvocato Roberto Giusti.
Letizia Tassinari
