Blitz dei Carabinieri due pomeriggi fa a Torre del Lago. Gli uomini dell’Arma hanno arrestato in flagrante una banda di clonatori di carte di credito. Gheorghe Calancea, di ventinove anni, Vionut Virlan, di ventitrè, e Bogdan Botezatum di venti, tutti di nazionalità rumena, sono finiti dietro le sbarre al carcere di San Giorgio a Lucca. Il primo con precedenti specifici, gli altri due incensurati.
Le indagini dei Carabinieri della Stazione di Torre del Lago, diretta dal maresciallo Fulvio Starace, erano iniziate alla fine di aprile, quando una ventina di bancomat erano stati clonati ad altrettanti clienti del Monte dei Paschi di Siena della frazione. La brutta sorpresa per i venti correntisti, avvisati telefonicamente dal direttore della filiale del noto istituto di credito, fu che pur non avendo eseguito alcun prelievo bancario dai loro conti mancavano cifre di oltre mille euro. E di li partirono le denunce, tutte presentate alla caserma dei Carabinieri di Torre del Lago. Gli inquirenti, dopo nemmeno due mesi di indagini, fatte di appostamenti e pedinamenti, sono risaliti ai tre malviventi, beccandoli davanti al bancomat “incriminato”, intenti a rimuovere parte del sofisticato meccanismo elettronico installato dai banditi per la lettura dei codici segreti dei bancomat e delle carte di credito, necessari per la successiva clonazione. Ammanettati, i tre sono stati portati in caserma, poi i carabinieri hanno provveduto a perquisire il bungalow affittato in un camping di Torre del Lago, dove i tre vivevano da qualche giorno.



Li sono saltati fuori due pc portatili, dove venivano scaricati i codici segreti, una struttura di metallo che riproduceva fedelmente la parte superiore dello sportello bancomat della banca, con una specie di finestra forata, dietro la quale veniva posizionato un telefono cellulare fornito di fotocomera, che ad ogni prelievo dei clienti, veniva azionato da un “palo” per immortalare in un click il Pin, una struttura metallica che riproduceva il dispositivo di inserimento della carta, con il “chip” per la lettura della banda magnetica delle tessere, diciotto schede utilizzate per la clonazione, un cellulare, un tester, tre agende riportanti una serie di orari, codici, e numeri di telefono, oltre a seimiladuecentoquaranta euro in contanti, frutto di vari prelievi ai danni di clienti clonati. Tra le cose sottoposte a sequestro dai Carabinieri ci sono anche due ricevute di versamento circa novemila euro, effettuate da uno dei tre arrestati attraverso la Western Union e che sono ora al vaglio degli inquirenti. I dati contenuti nei files dei due computer saranno analizzati da esperti informatici, e non si escludono, nei prossimi giorni, ulteriori colpi di scena.
Secondo il comandante della Compagnia di Viareggio, Andrea Pasquali, ci potrebbero essere coinvolti nel “giro”, altri personaggi, che effettuavano clonazioni in altri istituti bancari della Versilia. I tre che si trovano ora in carcere sono accusati di “detenzione di materiale atto alla clonazione nonché clonazione di carte bancomat e/o di credito”, come previsto dalla legge 231 del 21 novembre del 2007.
Letizia Tassinari
