“Vergogna”. “Non è giunto ancora il momento di dimenticare”. Un grido unanime, molte lacrime, e disperazione. Le foto, le poesie, i pupazzi e i fiori, tanti, che i viareggini avevano deposto fino a due sere fa sera ai limiti della zona rossa della strage del 29 giugno ieri mattina non c’erano piu’. Chi è passato di li non poteva crederci. Eppure era vero. Sparito tutto, in un attimo.
“Ai responsabili della rimozione diciamo non c’è Stato, non c’è Amministrazione Comunale, non c’è multinazionale, che possa soffocare la rabbia e il dolore di una tragedia evitabile. Certi che non vi possa essere reato, noi continueremo a dare sfogo ai nostri sentimenti, portando quello che il cuore ci comanda nel giardino del pianto, fino a che il tempo non allieverà questo sentimento. Rivogliamo sul posto tutto quello che ci è stato tolto”.
Nel primo pomeriggio una folla di gente si è riunita nella piazzetta e lo sdegno è stato collettivo.

“Correte”. Ha gridato tutto ad un tratto un uomo. E, da dentro a un cassonetto dell’immondizia sulla via della Gronda, chiusi in un sacco nero del pattume, insieme a foglie secche, e terra, sono stati ritrovati poesie, disegni, foto accartocciate, bambole, e fiori spezzati.





Con cura e con le lacrime agli occhi, sono stati ripuliti e risistemati al loro posto.
Chi ha dato l’ordine di toglierli? “ Sea ha incaricato la Crea di pulire”. Questa la versione ufficiale data per telefono dal sindaco Lunardini, in viaggio per Venezia, e dall’assessore Fantoni. “Pulire in terra”. Ma qualcuno è andato oltre, ha scavalcato le delimitazioni dell’area, peraltro sottoposta a sequestro giudiziario, e ha fatto pulizia di testimonianze di affetto.
“L’amministrazione si scusa con la città per questo atto stupido – ha riferito il capogruppo consiliare del Pdl Alessandro Santini, prontamente intervenuto sul posto. “I responsabili pagheranno, anche politicamente”. Traballa la presidenza di Sea? “Non è nelle mie competenze affermarlo – ha risposto Santini – ma chi ha dato l’ordine verrà punito”. Alla città questo non basta. Quel giardino dovrà diventare il parco della rimembranza. Il sindaco lo ha promesso. E, quelle poesie, quei disegni, quei peluche, erano un gesto d’amore, soprattutto da parte di molti bambini, verso chi non c’è più. E, ieri, quel sentimento è stato calpestato, spazzato, e gettato via, come “monnezza”.


Le scuse
Giorgia De Palma, vice presidente della cooperativa sociale Crea, in tarda serata si è poi assunta tutte le responsabilità per quanto accaduto nel giardino del dolore. ”Mi dispiace – ha detto – ma il nostro incaricato ha capito che doveva pulire tutto lo spazio, perchè secondo lui da domani avrebbero dovuto fare dei lavori nel parco. Si tratta di un uomo che vive in una baracca dove non ha neppure la televisione, ha qualche problema, come del resto molti di quelli che fanno parte della nostra associazione. L’errore umano ci può stare ed in questo caso e’ avvenuto”. Giorgia De Palma è arrivata insieme al presidente di Sea,avvocato Ermindo Tucci. La Sea aveva affidato alla Crea il compito di pulire il luogo. ”Mi metto a disposizione del sindaco – ha detto il presidente -, sono deluso per quello che e’ accaduto, si e’ trattato di un gesto gravissimo e mi scuso con tutti, perche’ le ferite di Viareggio sono aperte e quanto accaduto non aiuta a guarire”.

Ventiquattro mazzi di fiori, uno per ogni vittima della strage del 29 giugno, sono stati poi deposti alla ‘piazzetta del pianto’ dall’assessore Vittorio Fantoni. L’ amministrazione comunale, con questo gesto, ha voluto chiedere scusa per quanto accaduto, e altri ventiquattro sono stati deposti dalla Crea
Letizia Tassinari
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Ci puliscono ora?
per anni e anni il parco è stato nel più completo abbandono e trasando: perfino “ciotte” umane sui giochi per i bimbi.
E ora – SOLO ORA? – ci puliscono?
Vergogna!