BLOCCATA SENZA ASSICURAZIONE E DISPOSITIVI DI SICUREZZA LA MASERATI BARCA POTRA’ RIPARTIRE SOLO DOPO UNA MULTA E ALCUNE RACCOMANDAZIONI

AUTONAUTI

Prima pagheranno la multa per la mancata assicurazione poi, dopo qualche consiglio e una “tirata di orecchie” per la mancanza di strumenti necessari alla sicurezza del viaggio ( estintore, ciambella di salvataggio, eccetera) potranno ripartire alla volta di Venezaia.  Ecco la decisione presa ieri  mattina dalla Capitaneria di Porto di Viareggio sulla sorte della nuova avventura in mare degli autonauti spezzini Marco Amoretti e Marcolino De Candia, che avrebbero voluto navigare da Sarzana a Venezia sulla loro auto Maserati fucsia trasformata in barca, attraverso una ”iniezione” di poliuretano espanso. L’autorita’ marittima li aveva  fermati due giorni prima  davanti a Forte dei Marmi, ritenendo la loro auto-barca ”uno strano natante con due persone a bordo”. Il natante era stato segnalato al numero blu 1530 come un’autovettura precipitata per cause misteriose in mare: pertanto i militari erano partiti per soccorrere gli occupanti. De Candia e Amoretti hanno spiegato di non essere in difficolta’: ma la Capitaneria ha rilevato che ”non erano in possesso dei necessari documenti, ne’ delle minime dotazioni di sicurezza”. Pertanto, ”viste le condizioni meteo marine, l’ora prossima al tramonto e la scarsa velocita’ del mezzo , 2 nodi,”, l’auto-barca era stata scortata a terra, fermata, sequestrata e multata. Oggi i due “avventurieri del mare”, avrebbero dovuto convincere la Capitaneria di Viareggio a lasciarli ripartire ma per ora sono dovuti rimanere “al palo”, con la loro barca-maserati ormeggiata in banchina. “In giornata è stata stipulata la necessaria assicurazione – ha riferito il comandante Fabrizio Ratto Vaquer – ma il natante resta ancora sotto sequestro, in attesa del pagamento della sanzione – circa settecento euro – e delle dotazioni minime di sicurezza”.  Ieri, all’incontro con il comandante della Capitaneria Amoretti e De Candia hanno cercato di convincere i militari a lasciarli ripartire dopo una notte passata “al palo” con la loro imbarcazione ormeggiata in banchima. Nel 1999 i due avevano anche traversato l’Atlantico su una Volkswagen Passat e una Ford Taunus trasformate in barche, e il viaggio era durato 119 giorni. Al momento del “via libera” la Capitaneria diramerà alle Capitnarie di Porto una segnalazione di arrivo del “curioso” mezzo. L’importante è che la “barca” sia in totale sicurezza e che “non ci siano tentativi di emulazione”.

Letizia Tassinari

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