La diciassettesima edizione di Miss Italia Trans, anche quest’anno, è stata vinta dalla più bella.
Mora, occhi color del cielo, fisico perfetto. E un viso dolce come un angelo.
La giuria non ha avuto dubbi, anche se tutte le quattordici concorrenti erano stupende.
Ma la più bella del reame è lei: Gisella, ballerina per passione, e per professione, ventidue anni, brasilana di orgini, acqua e sapone, gli occhi come due stelle. Era arrivata a Torre del Lago da Treviso, dove abita e lavora, in ritardo di ben tre ore, ed ha rischiato di non poter partecipare. Gli organzizzatori l’avevano inizialmente cancellata dalla lista delle partecipanti perchè assente, e solo per un soffio ha potuto sfilare, prima in abito da sera e poi in costume. “E’ stata colpa di un ingorgo per la strada”, si è giustificata al suo arrivo al Priscilla. Ritardo che però pare le abbia portato fortuna. Il sogno nel cassetto? Perfezionarsi nella sua professione.
Al secondo posto Sonia Marchesi, di Piacenza, segno zodiacale pesci, fa l’estetista, specializzata nella ricostruzione delle unghie, ma il suo sogno è quello di aprire un allevamento di chiwawa: ” che fallirebbe subito – ha affermato ai microfoni al mattatore della serata Fabio Canino – mi piacciono troppo e me li terrei tutti con me”. La fascia del terzo posto è invece andata a un avvocatessa di Potenza, Morena Rapolla, capricorno, con un sogno nel cassetto da “guerriera fino alla fine”: diventare magistrato, vincendo il concorso che sta preparando. Tutte, compresa la bella Marika di Firenze, che anche nella scorsa edizione vinse una fascia e quest’anno ha ripetuto il bis, come miss Web, e Pia Adriana Ciminelli, miss Ingambissima, hanno un idolo: se stesse.

La giuria ben rappresentata dalla sua presidente, Marcella Di Folco, oltre a personaggi dello spettacolo, dell’alta moda e del giornalismo, il presentatore Fabio Canino e l’ospite d’onore Platinette, hanno onorato l’evento ormai di fama nazionale del Priscilla Caffè: per Regina Satariano e Fabianna Tozzi un altro grande successo, che si avvia per il 2010 alla sua maggiore età.
Letizia Tassinari
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A due mesi esatti dalla strage, mentre la città si apprestava a commemorare la notte della tragica esplosione che tanto sangue ha sparso tra gli abitanti di via Ponchielli, il bilancio delle vittime del disastro ferroviario si è aggravato. Le vittime sono salite a trentuno. Alle tre di notte, tra venerdi e sabato, si è spenta all’ospedale pisano di Cisanello Marina Galano. La donna quaranticinquenne, di origini napoletane ma residente nella città di Massa, quella maledetta notte era in compagnia di Alessandro Farnocchia, il direttore quarantaquattrenne di una famosa boutique di Forte dei Marmi , anche lui vittima della strage provocata dal treno bomba. Da quanto riferito dai funzionari della direzione medica dell’ospedale di Cisanello la donna aveva riportato ustioni gravissime sull’ottanta per cento del suo corpo. Per questo, dalla sera stessa dell’ esplosione della cisterna carica di Gpl, era stata trasferita dal Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia” al reparto Grandi Ustionati del nosocomio pisano. Le condizioni di Maria erano rimaste gravissime durante i due mesi di ricovero, poi due giorni fa si era aggravata, a causa di un’infezione, e la donna non ce l’ha fatta. SI è spenta nel dolore dei suoi familiari, che non avevano mai perso le speranze, alle tre della notte. Uno strazio senza fine, uno stillicidio che ancora non cessa, un altro lutto che segna profondamente la città di Viareggio, già ferita profondamente con la morte di altre trenta persone, tra le quali numerosi bambini. Il sindaco Luca Lunardini appena appresa la notizia è accorso all’ospedale, per essere vicino ai familiari e per disbrigare tutte le adempienze burocratiche per il trasferimento della salma e le sue esequie. Cordoglio e dolore per la morte di Marina Galano e’ stato espresso anche dal presidente della giunta regionale, Claudio Martini, da pochi giorni anche commissario straordinario per gli interventi urgenti e la ricostruzione dell’area devastata dallo scoppio del treno. “Esprimo alla famiglia di Maria il dolore e il cordoglio personale e di tutti i toscani – ha affermato Martini – per una morte assurda, provocata da un’incidente che si sarebbe dovuto e potuto evitare”. I feriti ancora ricoverati nei vari ospedali italiani rimangono sei: all’ospedale di Pisa Cisanello c’è Elisabeth Silva, in prognosi riservata, all’ospedale “Versilia”Laura Galli, al reparto Ustionati dell’ospedale di Cesena Claudia Frasca, a Torino Anna Chiara Maccarone, a Milano il pachistano Ihsan Ulhyq, nel reparto Rianimazione, mentre all’ospedale di Padova le condizioni di Marco Piagentini, l’uomo che nel rogo ha perso moglie e i due figli Luca e Lorenzo, sono migliorate qualche giorno fa, tanto da essere stato trasferito dalla Rianimazione al Reparto Ustionati.
A due mesi dalla strage, e nello stesso giorno della morte della trentunesima vittima del treno bomba, il primo cittadino di Viareggio ha scritto all’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. “Una incredibile e tragica coincidenza, che proprio oggi, a due mesi esatti da quella notte in fiamme, e nello strazio dei familiari, si sia dovuta registrare l’ennesima morte – scrive Luca Lunardini. “Viareggio è una città forte, coraggiosa, che ha saputo reagire con ferma compostezza e profonda partecipazione a quanto avvenuto, ma proprio perché forte chiede ora con altrettanta fermezza risposte. Di carattere giudiziario ed amministrativo certo, ma anche in termini di sicurezza e recuperata serenità.
Con preoccupazione i miei concittadini continuano a segnalare passaggi dalla stazione di innumerevoli convogli composti da cisterne (merci pericolose?), tra l’altro a velocità troppo elevata, e la cosa appare davvero fonte di turbamento, apparentemente sostenuta. Poiché è mia ferma intenzione tranquillizzare la cittadinanza nonché informare le forze politiche e le Istituzioni sulle condizioni in cui avvengono tali trasporti, chiedo formalmente alla vostra Azienda di comunicarmi quali e quanti siano i treni che trasportano merci pericolose attraverso la stazione di Viareggio, nonché tutti i provvedimenti fin qui adottati per aumentare l’affidabilità di questi trasporti”. La richiesta del sindaco a Moretti, formalizzata per iscritto, e che la velocità di attraversamento della Città sia contenuta in limiti da concordarsi tecnicamente, ma “che, alla luce di quanto accaduto, mi sembra evidente debbano essere contenuti ben al di sotto di quelli attuali”. Trovo surreale – afferma Lunardini – imporre in città, per auto e camion, limiti di velocità di 50 chilometri all’ora o anche meno, e poi veder sfrecciare, a dieci metri dalle case, convogli potenzialmente pericolosi a 80-90 chilometri orari. Mi rendo conto che come ogni Istituzione, anche le Ferrovie debbano spesso soggiacere a regole magari dettate a livello europeo ma ciò non toglie che “ciò che non doveva accadere è accaduto” e che quanto è possibile deve essere fatto, anche in termini di immediata autoregolamentazione”. Questo è l’unico modo per onorare chi non c’è più e chi, pur sopravvivendo, ha perso tutto. E, di questo, in quanto Sindaco, Lunardini si fa carico per mantenere vivo il ricordo affinché più nessuno possa essere esposto agli stessi rischi.La richiesta è quella di un incontro urgente “per valutare interventi di carattere strutturale del luogo dell’incidente affinché sia possibile ottenere, con i dovuti spostamenti di binari e cambiamenti di strutture, quella auspicata riconciliazione tra il tessuto ferito della città e la ferrovia che lo attraversa”.
Ieri mattina sul binario quattro, ripristinato dopo l’incidente ferroviario del 29 giugno, ha fatto il suo primo sopralluogo Fabrizio D’Errico, nominato perito di parte da poche ore dai familiari di Farnocchia, il fornaio morto la sera stessa mentre si recava a lavorare. La moglie, separata, Marcella Lippi, e i due figli Alessia e Andrea David Farnocchia, rappresentati dagli avvocati Filippo Antonini e Gabriele Dalle Luche, hanno scelto come loro perito di parte il ricercatore di ruolo al Politecnico di Milano, dipartimento di Meccanica, esperto in metallurgia.
Come da nomina per le verifiche tese alla ricostruzione dei fatti, che si baseranno sostanzialmente sulle foto e sui filmati della Polizia Scientifica, Fabrizio D’ Errico dovrà, nei prossimo 180 giorni, lavorare su diversi punti e quesiti, valutare sul come l’ambiente abbia concorso a caratterizzare la distruzione, che in altre parole significa se le case, o i binari, fossero stati più distanti, o se il muro che li divide fosse stato diverso, quali sarebbero stati i danni dopo l’esplosione della cisterna. Un importante quesito sul quale l’ingegnere incaricato dai familiari di Farnocchia dovrà rispondere è “accertare le misure prudenziali da adottare per lo stoccaggio nei mezzi di trasporto ferroviario del GPL e la loro movimentazione su ferro, in base alla migliore sicurezza ed esperienza dell’attuale progresso tecnico – scientifico”. La verifica peritale dovrà insomma riguardare ogni elemento utile per la ricostruzione dei fatti.
Giornata di lavoro intenso per gli agenti della Polizia Stradale di Viareggio in servizio sull’ A12. La volante in servizio sull’autostrada Livorno Genova ha fermato ieri, nelle prime ore della mattina, due macchine al casello di Viareggio con a bordo sei cittadini rumeni, tre per ogni autovettura, tutti amici e parenti. Sia l’ Alfa 155 che la Renault Clio, di proprietà dei due conducenti che sono stati denunciati a piede libero alla Autorità Giudiziaria, avevano l’ assicurazione falsa. Dai controlli effettuati dai poliziotti della sottosezione della Polstrada di Viareggio uno dei sei, M.J.le iniziali, di soli diciotto anni, era senza documenti ed è stato accompagnato negli uffici per l’identificazione. Fotosegnalato, e atteso l’esame dei rilievi delle impronte digitali, è emerso che era ricercato ed è stato arrestato e associato al carcere di Firenze. Sullo stesso pendeva un’ordinanza di carcerazione emessa dal Gip del Tribunale del capoluogo di regione dello scorso luglio per una serie di furti commessi in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Guai anche per un altro dei sei rumeni, S.C.di ventisette anni, con ben quindici alias, e ricercato per alcuni furti commessi a Desenzano sul Garda.
Due auto completamente distrutte dal fuoco, altre tre di grossa cilindrata annerite , i conducenti di uno dei veicoli coinvolti nel sinistro che si danno alla fuga, tanta paura tra la gente. Ma, fortunatamente, nessun ferito. E’ questo il bilancio dell’incidente stradale verificatosi poco dopo la mezzanotte sul viale Colombo a Lido di Camaiore nei pressi dell’incrocio con via Massei. Un Audi con a bordo due fidanzati ventenni di Ferrara che era ferma in coda è stata tamponata da una Golf sulla quale viaggiavano tre ragazzi della provincia di Pisa, Gli occupanti di entrambi i mezzi sono scesi immeditamente dalle vetture, poi, dopo pochi istanti, a causa dell’urto dal cofano della Golf si sono sprigionate le fiamme che ben presto hanno avvolto le due auto, mentre una densa nube di fumo nero ha reso l’aria irrespirabile e annerito tre vetture in sosta.
Sul posto i Vigili del Fuoco hanno dovuto lavorare a lungo prima di avere ragione delle fiamme e per bonificare la zona. Mentre i due fidanzati hanno atteso l’arrivo della Polizia Municipale di Camaiore per i rilievi del caso, i tre ragazzi che viaggiavano sulla golf si sono inspiegabilmente dileguati .Gli agenti attraverso i documenti della vettura risparmiati dal fuoco sono riusciti comunque ad identificare il terzetto che adesso dovrà motivare le ragioni della fuga. Tanto lo spavento per gli abitanti della zona che hanno visto le proprie case minacciate dalle fiamme. L’incidente ha anche creato pesanti disagi alla circolazione. 
“In ogni luogo del territorio di nostra competenza hanno fatto una vera e propria razzia – questo il commento del dirigente Enrico Parrini. Da una settimana la caccia ai due ladri era aperta, e Parrini ha impiegato tutti i suoi uomini disponibili nelle ore della notte per una sfida contro il tempo. Poi, finalmente, due notti fa intorno alle due, la “fortuna” ha girato vento, dalla parte della Polizia, e due auto civetta che erano in perlustrazione nella zona, oltre ad una volante, hanno individuato la Bmw parcheggiata in via Donati. Solo pochi attimi per decidere dove appostarsi, poi i poliziotti hanno notato due ombre nelle tenebre. Erano loro, i due ladri, e gli agenti sono scattati in azione non appena i malviventi hanno cercato di salire a bordo. La fuga attraverso i giardini dei due, agili come felini, non è servita: i poliziotti hanno avuto la meglio e ne hanno acciuffato uno, ammanettandolo, mentre l’altro, per ora, è riuscito a dileguarsi saltando di giardino in giardino, svanendo nelle luci dell’alba, dopo che per tutta la notte i poliziotti gli hanno dato la caccia. L’arrestato è un albanese, clandestino, pregiudicato e con numerosi alias, C.S. le iniziali e del ‘83, al quale sono stati trovati addosso cacciaviti, trapani e torce. Mentre la Bmw è stata restituita al legittimo proprietario le indagini proseguono per rintracciare il complice, che ormai ha le ore contate.
Ancora fiamme, e ancora una volta l’incendio è iniziato nelle prime ora del pomeriggio. Intorno alle tre e mezzo di ieri il rogo è divampato in un uliveto posto ai bordi della strada provinciale Sarzanese, nella zona di Piano di Conca, per poi avvolgere in pochi attimi parte della collina.
Sul posto, per cercare di contenere le fiamme, ed evitare che il rogo si estendesse maggiormente, sono intervenuti ben cinque mezzi dei Vigili del Fuoco, tre dal distaccamento di Viareggio e due dal comando provinciale di Lucca. Mentre due elicotteri della Regione si sono alzati in volo per spegnere le fiamme , oltre ai mezzi dei volontari dell’antincendio. Un lungo tratto della strada provinciale è stato inibito al traffico in entrambe le corsie per permettere ai mezzi di soccorso di agire. Probabili, se non certe, le origini dolose di questo ennesimo incendio che ha devastato alcune decine di ettari di verde. Solo grazie al tempestivo intervento le fiamme sono state domate entro la sera.