IL PIROMANE DELLE COLLINE HA LE ORE CONTATE, TROVATI DIECI INNESCHI

vigili copiaPotrebbe trattarsi di un piromane “seriale”, una sorta di killer dei boschi. Potrebbe non agire da solo chi da mesi sta incendiando i monti e le colline del comune di Camaiore, usando inneschi rudimentali, e micce di uso comune, come i fiammiferi, o un accendino, capaci di sviluppare le fiamme in un tempo che va dai quindici minuti ad un’ora. Polizia e Carabinieri gli stanno dando la caccia da tempo. Ma per ora è sempre riuscito a scappare, dileguandosi non appena gli incendi sono divampati. Una sfida vera e propria quella che il piromane avrebbe lanciato, riuscendo ad agire nonostante i controlli.

incendio copiaeli copiacanader-3Le operazioni di spegnimento del rogo divampato venerdi non si sono praticamente mai fermate: tre Canadair del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e tre elicotteri del servizio antincendi boschivi della Regione hanno supportato le squadre a terra del Coordinamento Volontariato Toscano, della provincia di Lucca, degli enti locali e del Corpo Forestale dello Stato. Nonostante lo sforzo di tutti gli operatori coinvolti, la difficoltà per raggiungere alcuni dei punti dove le fiamme erano attive ha fatto sì che oltre cinquanta ettari di bosco siano andati in cenere, arrivando anche a minacciare nella notte alcune abitazioni. Le più vicine alle fiamme sono state presidiate dai volontari e dagli uomini dell’antincendio, con il supporto degli uomini dell’ Arma, ma fortunatamente non c’è stata necessità di evacuare gli occupanti. Durante la mattinata di sabato sono poi riprese le operazioni di spegnimento con i mezzi aerei, che nel giro di poche ore hanno riportato la situazione sotto controllo: nessuna fiamma attiva è più stata rilevata, ma il presidio è proseguito per tutta la notte tra sabato e domenica, anche per impedire al fuoco di covare nel sottobosco e riprendere vigore. Il consigliere delegato alla protezione civile di Camaiore, Fabrizio Pellegrini, ha ribadito la certezza dell’origine dolosa dei roghi, una traccia utile alle indagini è emersa infatti dal ritrovamento di una decina di inneschi rimasti intatti, e che sono stati sottoposti a sequestro dagli uomini della Forestale per le indagini e il rilievo di eventuali impronte digitali o del DNA. Gli inquirenti fanno affidamento anche sulle testimonianze oculari dei residenti, ormai esasperati dalla drammatica situazione. Alla Forestale sono stati infatti forniti numeri di targhe di auto e moto visti transitare nelle zone colpite nei giorni e nelle ore precedenti i roghi. “Solo indizi – come hanno affermato gli investigatori. Sui quali però si sta già lavorando. Il sindaco Bertola, che la scorsa estate aveva emesso una taglia sul piromane e ieri ha ufficialmente chiesto ai cittadini di collaborare con le Forze dell’ Ordine, ha pure auspicato l’intervento dell’esercito. Mentre dal Codacons della Provincia di Lucca fanno sapere che si costituiranno parte civile: “ agiremo nei confronti di questi criminali, che per far quattrini o per far dispetto ad altri, stanno distruggendo i boschi della Lucchesia e della Versilia – ha affermato il presidente Fulvio Mandriota. “Dalle parole si deve passare ai fatti, con un segnale forte per debellare questo fenomeno purtroppo in crescita, che negli ultimi anni ha mandato in fumo ettari di boschi, e territori agricoli e rurali”. La provincia di Lucca sta diventando una obbiettivo dei piromani ed il Codacons, “visto l’inefficace strategia di prevenzione, approntata dagli Enti preposti, ha deciso di attivarsi anche a livello legale valutando l’opportunità di costituirsi parte civile in tutti quei processi che si faranno contro questi criminali: i nostri legali stanno preparando gli strumenti previsti dalla legge contro chi provoca un incendio, che è punito con la reclusione da 4 a 10 anni”.

Letizia Tassinari

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