SEGREGATA IN CASA E PESTATA A SANGUE, IN MANETTE IL MARITO PADRONE

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L’incubo è finito. Finalmente. La donna, da anni succube del marito, ha trovato il coraggio di denunciare le violenze subite rivolgendosi al Commissariato di Polizia di Viareggio, e lui, il padre– padrone, è finito in carcere, accusato dei reati di maltrattamenti in famiglia, di violenze, di lesioni e di ingiurie. L’uomo, un muratore di poco più di trent’anni, da ani la segregava in casa, la maltrattava e la picchiava, anche davanti ai due figli, entrambi minorenni, uno in età adolescenziale, l’altro molto piccolo. L’inferno è durato molto tempo, fino a quando la moglie, i primi giorni del mese di agosto, si è presentata, emaciata e piena di lividi, nell’ufficio dell’Ispettore Capo Gerardo Magliulo e la catena di violenze, a distanza di pochi giorni, è stata spezzata, grazie all’intervento della legge. Protagonista di una delle tante, troppe, storie di maltrattamenti che si consumano all’interno delle mura domestiche è una giovane coppia di immigrati dell’est Europa, regolari, sposati dal lontano 2002 e residenti nella frazione di Torre del Lago. La giovane sposa, esausta delle violenze subite, si è presentata al Commissariato con la ferma volontà di fermare, una volta per tutte, la serie infinita di episodi violenti subiti, le vessazioni continue alla quale veniva sottoposta, oltre che le lesioni, al volto e al corpo, procurategli dal marito, spesso in preda ai fumi dell’alcol. L’uomo era ossessionato dalla gelosia, e la insultava come se fosse una prostituta, non curante che alle scene assistessero anche i due bambini. Una volta l’aveva anche colpita con dei coltelli da cucina. Per fortuna senza ferirla profondamente. Oltre alle violenze fisiche la donna ha poi raccontato ai poliziotti di essere vittima di oppressioni psicologiche tali, tanto da dormire sul balcone di casa per paura di dormire nel letto matrimoniale. Il dirigente Leopoldo Laricchia e i suoi uomini hanno chiesto ed ottenuto che la Procura della Repubblica disponesse con urgenza una misura cautelare idonea a tutelare la donna, e due sere fa, all’ora di cena, hanno proceduto all’arresto dell’uomo, che si trova ora rinchiuso in una cella al carcere di Lucca. Il giudice ha anche disposto che alla donna venga corrisposta una somma mensile di denaro per il mantenimento suo e della prole.

Letizia Tassinari

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