Una notte nel fuoco quella di due sere fa sul monte di Ripa. Il grosso incendio che nelle prime ore del pomeriggio aveva avvolto il bosco e il sottobosco di Lavacchiano, nel comune di Pietrasanta, allargandosi con il passare delle ore al versante seravezzino, ma che intorno al tramonto sembrava domato grazie all’intervento dei tre canadair del Dipartimento della Protezione Civile, oltre agli elicotteri e ai tanti mezzi dei Vigili del Fuoco e dell’antincendio boschivo, appena calate le tenebre ha ripreso vigore. Le fiamme, alimentate dal vento che poco l’ora di cena ha iniziato a soffiare da nord, si sono riaccese. Le lingue di fuoco, alte, hanno avvolto di nuovo il bosco, lambendo i pali della linea dell’alta tensione, che è stata disattivata cosi come il ripetitore dell’ Enel. Il rogo, devastante, non ha dato tregua per tutta la notte, fino a quando alle prime luci dell’alba i mezzi di soccorso via cielo hanno potuto decollare e ricominciare la loro opera di spegnimento. La zona non è nuova agli incendi, tutti di origine dolosa. I tanti mezzi dei vigili del Fuoco sia di Viareggio che di Lucca e i volontari dell’ Antincendio Boschivo, hanno cercato di contenerne il perimetro, per salvaguardare le numerose abitazioni sulle colline. Sono state dieci le case evacuate a scopo precauzionale.



Lo stesso comandante della Compagnia dei Carabinieri di Viareggio e i militari dell’ Arma della stazione di Querceta e di Seravezza, assieme al dirigente del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi e gli agenti di una volante, oltre ai comandanti delle Polizie Municipali dei due comuni coinvolti, Pietrasanta e Seravezza, e all’assessore provinciale Emiliano Favilla, si sono recati personalmente nelle ville abitate, invitando i residenti ad allontanarsi per qualche ora dalle loro case, alcune perchè rifornite dal gas Gpl altre per evitare agli abitanti malori conseguenti all’inalazione del denso fumo nero che impregnava l’aria. Ore di febbrile lavoro quelle dei soccorritori, per scongiurare il peggio. Accompagnate dal suono assordante, cupo, delle esplosioni di mine, e bombe a mano, delle quali la zona è ancora piena. Poi i lamenti, struggenti, di animali feriti, forse bruciati vivi nelle fiamme. Anche il sindaco di Seravezza Ettore Neri è stato presente sul posto per tutta la notte.
“Due giorni intensi per tutti – ha affermato ieri mattina intorno a mezzogiorno nella sua stanza, dalle cui finestre era visibile il canadair ancora in azione.

“Ora la situazione pare sotto controllo, dopo le centinaia di lanci di acqua effettuati”. Il danno ambientale sia sul versante pietrasantino che quello seravezzino è ingente. Le solite raccomandazioni, a chi va per boschi, di non accendere fuochi, o lasciare mozziconi di sigarette accese, non è sufficiente: “qui si tratta di uno scellerato, o più piromani, anche se escludo interessi speculativi edilizi”. La normativa in vigore parla chiaro, i terreni bruciati dagli incendi vanno dichiarati al catasto e su di essi vige il divieto di costruzione per diversi anni. Ma i motivi del piromane potrebbero essere altri. Gli ettari andati in fumo sono stati oltre 70. La zona rimane sotto controllo, e da bonificare. E mentre le operazioni sono state coordinate dal comandante dei vigili urbani di Seravezza, Mauro Goduto, responsabile della Protezione Civile dei quattro comuni della Versilia storica, Forte dei Marmi, Seravezza, Stazzema e Pietrasanta, continua la caccia al piromane da parte degli investigatori.
Letizia Tassinari
