IL CAPITANO PASQUALI PROMOSSO MAGGIORE

.... 1078Il Capitano Andrea Pasquali, comandante dall’ottobre dello scorso anno della Compagnia dei Carabinieri di Viareggio, è appena stato promosso a Maggiore.

.... 1080A rendere ufficiale la promozione del grado è stato lo stesso comandante provinciale colonnello Stefano Ortolani che ieri mattina, assieme al maggiore, ha fatto visita ufficiale in municipio al Sindaco Luca Lunardini. Trentacinque anni, romano, ultimi incarichi, prima del Comando di Viareggio, ad Alcamo e Palermo, Pasquali si è distinto in brillanti operazioni, operando nel settore della criminalità organizzata e anche sul nostro territorio sta svolgendo il suo mandato egregiamente, con ottimi risultati, che sono il frutto di un impegno e una professionalità elevati. Le congratulazioni al neo maggiore, la cui promozione è stata oggetto di una valutazione da parte di una apposita commissione composta da alti vertici dell’Arma, sono da parte di tutta la redazione del Nuovo Corriere di Lucca e della Versilia.

Letizia Tassinari

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FA INVERSIONE E VA CONTROMANO IN A11, DOPPIA MULTA E PATENTE RITIRATA PER SEI MESI AD UN AUTOMOBILISTA DI 75 ANNI

varie letizia 2959Contromano sulla Bretella, ma senza incidenti. Poteva finire in tragedia, con un frontale, e solo per un miracolo è andata bene. Un uomo di 75 anni residente a Massarosa, D.D. le sue iniziali, due pomeriggi fa ha imboccato, a bordo della sua Ford Escort, il raccordo autostradale, entrando da Lucca e diretto verso casa. Resosi conto di aver superato l’uscita di Massarosa ha proseguito fino a Viareggio, ma arrivato alla barriera, senza pagare il biglietto, e prima di passare dalle porte, ha fatto inversione a U, per tornare indietro, sbagliando però la corsia di marcia. Il conducente, che forse non si è neanche accorto dell’errore, non incrociando inizialmente alcuna macchina dall’altro senso, ha percorso contromano circa due chilometri fino a quando è stato costretto a fermarsi per una deviazione dovuta a dei lavori sul manto autostradale. Conseguenza della fermata, dovuta all’errore di corsia, una colonna interminabile di auto e di mezzi pesanti. Nemmeno la volante della Polstrada riusciva a transitare tanto che i due agenti hanno dovuto raggiungere a piedi il settantacinquenne e “liberarlo” dalla corsia sbagliata. Il traffico è rimasto bloccato per oltre un’ora, e l’automobilista “distratto” si è beccato una doppia contravvenzione al Codice della Strada, ciascuna da 1850 euro, oltre al ritiro della patente e alla sua sospensione per sei mesi.

Letizia Tassinari

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UBRIACO AL VOLANTE, AUTO SEQUESTRATA DAGLI AGENTI

Viaggiava su una bella macchina, una Mercedes 220. Forse per questo ha dato nell’occhio e gli agenti di una volante della Polizia Stradale della sottosezione di Viareggio diretta dal comandante Pietro Merola, che erano in servizio sull’autostrada A12 Livorno Genova, hanno deciso di fermarlo, al casello di Viareggio. Erano le due di notte, e l’uomo che anche a prima vista dava la certezza di aver bevuto qualche goccio di troppo, magari per un dopo cena prolungatosi un po’ troppo, è stato sottoposto alla prova del palloncino. L’esame dell’alcotest ha poi dato ragione al sospetto dei poliziotti: il tasso alcolemico supereva infatti abbondantemente i limiti imposti dalle norme attualmente in vigore: 2, 16%. Denunciato a piede libero ex articolo 186 del Codice della Strada, C.S., uno spezzino di quarantun’anni, dovrà rispondere in un’aula di tribunale del reato di guida in stato di ebbrezza. La macchina invece è stata sottoposta a sequestro e si trova ora nel piazzale della sottosezione della Polstrada di Viareggio, in attesa di essere confiscata.

varie letizia 2783“ E’ la normativa in vigore che lo prevede – come ha precisato il comandante della sottosezione. Se il tasso alcolemico del proprietario conducente supera l’1,50% l’autovettura è soggetta a confisca.

Letizia Tassinari

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SMASCHERATO DALLE IMPRONTE, I POLIZIOTTI SCOVANO UN BRASILIANO GIA’ ESPULSO DALL’ITALIA

varie letizia 972Gli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Polizia di Viareggio, durante un servizio di controllo del territorio a Torre del Lago, lo hanno notato, due giorni fa, mentre stava pedalando in sella ad una bicicletta, e lo hanno seguito. Dopo un tentativo di fuga, durato solo qualche decina di metri, lo hanno raggiunto e tratto in arresto. L’uomo, un brasiliano, alla vista dei due poliziotti ha iniziato a pedalare più forte, cercando di dileguarsi tra le strade della frazione, ma non è riuscito a “seminare” gli agenti della volante, che una volta raggiunto il mezzo a due ruote, lo hanno fermato e sottoposto ad un controllo, nonostante l’extracomunitario abbia cercato di divincolarsi, arrivando anche a graffiare uno dei due poliziotti ad un braccio. Placcato, caricato a bordo dell’auto di servizio e portato negli uffici di Viareggio, l’uomo, che era sprovvisto di documenti di identità, è stato comunque identificato attraverso le impronte digitali e per lui è scattato l’arresto: Marcos Paulo Ferreira Dos Santos è risultato infatti inottemperante all’ordine del Questore di Lucca ad abbandonare l’Italia. Accusato anche dei reati di resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale è stato processato per direttissima ieri mattina al Tribunale di Viareggio.

Letizia Tassinari

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DISASTRO FERROVIARIO, PRESENTATO IL PIANO AL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE – LA PRIMA IPOTESI DI MARTINI: PER RICOSTRUIRE TUTTO POTREBBERO SERVIRE 32 MILIONI DI EURO

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I tempi sono rispettati, in serata trasmetterò al responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso il piano per la ricostruzione”. Questo è quanto ha affermato il commissario ad acta Claudio Martini ieri mattina in Comune a Viareggio nei tre minuti dedicati alla stampa dopo l’incontro con il Comitato Istituzionale per il disastro ferroviario. Alla riunione, alla quale erano presenti sia il sindaco Luca Lunardini, che il presidente della Provincia Stefano Baccelli e il prefetto Carmelo Aronica, è stato illustrato il documento che entro ieri sera è stato inviato al Governo a Roma. “Si tratta di un primo piano di ricostruzione, non totalmente definitivo – ha sottolineato Martini. Ogni singolo aspetto dovrà infatti essere definito meglio, più specificatamente. Per ora sono due gli elementi non contenuti: “l’esatto censimento delle volontà delle famiglie circa la scelta tra ricostruzione e trasferimento – anche se quelle che avrebbero espresso la propria volontà ad andarsene sono ben poche, quattro, forse cinque – e sulle decisioni che le ferrovie prenderanno dopo la disponibilità manifestata a farsi carico della soluzione di alcuni dei problemi sollevati” . Al netto di queste due cose il documento ha tutti i suoi punti consolidati. Soprattutto la qualificazione dei danni agli edifici: distrutti totalmente, gravemente o lievemente danneggiati. Intanto, e questo a quanto assicurato dal commissario sarà “da subito”, si partirà con la ristrutturazione delle abitazioni meno danneggiate, quelle sul lato monte della strada vittima del disastro ferroviario, ubicate più vicine alla via Bottego. “La strada sarà riaperta in tutto quel tratto, e transennata più a sud, dove la distruzione è stata pressocchè totale”. Per il progetto della ‘messa a verde’ di via Ponchielli lato mare, il comune di Viareggio conferma la volontà di effettuarlo – il nome da dare al luogo, forse Parco della Memoria, sarà poi valutato successivamente. “Ad oggi confermo, con l’aggiornamento delle stime dei costi, che i quindici milioni del governo, sommati ai due della Regione, non sono sufficienti. Ma, per la predisposizione di esatti calcoli, occorre tenere conto di altre spese che potrebbero non pesare più sul nostro bilancio – Martini si riferisce a quanto contribuiranno le Fs per la ricostruzione della passerella o l’edificazione di un sottopasso, per la sistemazione della stazione ferroviaria e l’eventuale soppressione della sottostazione elettrica e l’interramento dei cavi. “Un tetto omnicomprensivo potrebbe essere quello di trentaduemilioni di euro”, che però potrebbe diminuire in fieri. Nella serata di ieri, comunque, il commissario delegato al superamento dell’emergenza ha inviato il Piano per la ricostruzione delle zone colpite dall’esplosione del treno cisterna rispettando in pieno i tempi prestabiliti. Dove i punti fermi sono la classificazione di tutti gli edifici secondo la gravità dei danni subiti e la volontà di realizzare un’area verde sul lato mare di via Ponchielli. Quanto spedito a Roma pare quindi essere sufficiente a procedere per la ricostruzione: “ Se poi riusciremo a contenere alcuni costi, in relazione sia alla ricostruzione che alle questioni ancora aperte con le Ferrovie, avanzeremo al governo una richiesta inferiore a quella del’ipotesi massima”.

Il commissario ha anche incontrato  parlamentari e consiglieri regionali: Martini: “Voglio un sostegno bipartisan”

Il Commissario Claudio Martini ha poi incontrato in sala Matteo Valenti i parlamentari e i consiglieri regionali eletti nella zona – tra i presenti la senatrice Manuela Granaiola, il senatore Andrea Marcucci, i consiglieri regionali Marco Montemagni e Marco Remaschi, ai quali ha illustrato la situazione e chiesto un impegno e un sostegno “bipartisan”. Sono due le questioni che presidente della Regione ha raccomandato ai presenti: “la richiesta di una legge speciale che permetta di anticipare i risarcimenti alle famiglie colpite e la reiterata domanda di sospensione del pagamento delle tasse per le famiglie , le aziende ed i professionisti che sono stati danneggiati”. “Per richiesta di una legge ad hoc che garantisca il risarcimento dei danni alle vittime, in attesa delle pronunce definitive dei magistrati, che si preannunciano lunghe, e dei risarcimenti da parte dei responsabili, ci sono precedenti significativi per auspicare l’approvazione di un intervento specifico per il disastro ferroviario di Viareggio – ha affermato Marcucci -, in modo particolare le leggi fatte a seguito degli incidenti di Linate e di Verona”. Ovviamente dovrà essere una proposta condivisa dai colleghi parlamentari della maggioranza, ieri assenti all’incontro con Claudio Martini. “Va ringraziato il presidente della Regione per il lavoro fatto fino ad oggi – ha precisato il senatore del Pd – e per la richiesta di maggiori finanziamenti da parte del Governo per la ricostruzione, che dovrebbero attestarsi intorno ai venticinque milioni di euro”. Dieci in più all’attuale disponibilità concessa dal governo. La richiesta di esenzione temporanea dalle tasse era già stata formulata per iscritto, ed inviata il 24 di agosto, al Ministro delle Finanze: “ad oggi è rimasta però senza risposta alcuna”. Dopo che Guido Bertolaso avrà validato questo primo Piano, Claudo Martini e i parlamentari si incontreranno di nuovo, in vista della predisposizione di quello definitivo. Il presidente della regione ha poi precisato che “l’incontro per illustrare il Piano al capo della Protezione Civile Nazionale si svolgerà in tempi brevi2 e che chiederà a Bertolaso una modifica dell’ordinanza di nomina “per ottenere una maggiore flessibilità d’azione e un prolungamento del mandato al Commissario” oltre la scadenza attualmente prevista al prossimo 31 dicembre, data per la quale è fissata anche la scadenza dello stato di emergenza. Il lavoro procede con l’intesa sia del Comune che della Provincia, per varare tra qualche settimana – Martini spera entro un mese – il Piano definitivo.

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NEI BIGLIETTI IL DRAMMA DI UNA MADRE: LA DONNA PRIMA DI UCCIDERSI AVREBBE POSATO DEI FIORI SUL CORPO DEL FIGLIO EMANUELE

2E’ stata effettuata ieri pomeriggio l’autopsia sui corpi di Albina Lombardo e del figlio Emanuele Cinacchi. Ma per il momento, sugli esiti, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Sul fatto che si sia trattato di omicidio suicidio pare però non ci siano dubbi: da quanto trapelato a casa gli inquirenti avrebbero ritrovato una serie di lettere, e biglietti, dove l’anziana madre sfogava tutta la sua disperazione. L’efferrato gesto, compiuto nelle campagne del Pollino in un viottolo sterrato tra i campi incolti, ha scosso tutti coloro che conoscevano la donna e il marito. “Una famiglia tranquilla – cosi i vicini descrivono sia la madre che il padre, entrambi in pensione. Il ragazzo, che era disoccupato, soffriva di epilessia. “Fumava molto – e questo è un particolare che tutti ricordano bene, almeno chi abita nei pressi della loro casa, presa in affitto da qualche mese. “A volte il ragazzo urlava alla madre di comprargli le sigarette”. E la donna ubbidiva, pur di tenerlo tranquillo. Dalla ricostruzione fatta dagli uomini dell’Arma Albina Lombardo era uscita di casa con il figlio poco prima di mezzogiorno. Per l’ora di pranzo il marito non li ha visti rincasare e, preoccupandosi, ha allertato i carabinieri, denunciandone la scomparsa. Quando un passante ha avvistato i due corpi in un lago di sangue, quello del ragazzo accasciato sul sedile passeggeri della Panda verde, e quello della donna riverso sull’erba poco distante dall’auto, con lo sportello sinistro aperto, ha telefonato al 112 e i sospetti che qualcosa di grave fosse accaduto hanno trovato conferma. Due i colpi sparati al figlio con una Beretta semiautomatica, uno alla testa e uno al cuore. Uno solo, al petto, quello per togliersi la vita. Una decisione, quella di uccidere e poi farla finita, forse maturata con gli anni, a causa del dramma vissuto in conseguenza della malattia, inesorabile, del figlio, per la quale la famiglia si era trasferita dalla loro casa a Marina di Massa. Emanuele era infatti in cura all’ospedale “Versilia”per i sempre più frequenti attacchi epilettici, che spesso si trasformavano, a detta dei vicini, in comportamenti violenti nei confronti della madre. Le indagini sull’arma hanno portato a verificare la regolare appartenenza alla donna, che sembra, in passato, fosse una frequentatrice del poligono di tiro. Sul corpo del figlio, martoriato dai colpi di pistola, la madre, prima di togliersi la vita, ha appoggiato, come ultimo gesto d’amore, dei fiori.

Letizia Tassinari

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DROGA, PRESO UN 32ENNE

C’è anche un versiliese tra le sette persone arrestate. L’operazione ha portato anche al recupero di 100 grammi di cocaina. Questo è il bilancio dell’operazione ‘Durres’ condotta dalla squadra mobile di Pistoia. Lo stupefacente era destinato a escort, casalinghe, e uomini di affari protagonisti della movida notturna di Montecatini. Un uomo di 59 anni e’ stato arrestato questa mattina, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare, assieme ad altre quattro persone, tre albanesi ed un romeno,B.R.S.di trentadue anni residente al Lido di Camaiore,  che gli procuravano la cocaina. La banda e’ stata sgominata da un’operazione, iniziata nel 2008, della squadra mobile di Pistoia, coadiuvata dai poliziotti dei commissariati di Viareggio e Montecatini Terme. Altri due albanesi sono stati arrestati nei mesi scorsi, mentre un altro e’ irreperibile. Tutti sono accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti. Il 59enne di Montecatini era il terminale dell’organizzazione, e cedeva la cocaina ai clienti di alcuni night club locali.

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DELFINO SPIAGGIATO AL FORTE, AVEVA NUMEROSE FERITE SUL DORSO

DELFINOI militari della Capitaneria di Porto di Viareggio hanno dovuto operare, domenica pomeriggio, per soccorrere un delfino in difficoltà a pochi metri dalla spiaggia. Erano circa le 18 quando è arrivata alla sala operativa la segnalazione da parte della Polizia Municipale di Forte dei Marmi. Il delfino era in difficoltà nelle acque antistanti gli stabilimenti balneari Beppe e Assunta. Sul posto sono intervenuti sia una pattuglia da terra degli uffici locali che il gommone da Viareggio, con a bordo il veterinaio del Ce.tu.s Silvio Nuti. Dopo una delicata operazione il delfino è stato sbarcato sulla battigia, con l’ausilio di un patino di salvataggio, anche se purtroppo non è stato possibile fare nulla. Il cetaceo era infatti morto, e probabilmente le cause del decesso sono state le numerose ferite sul dorso e sul ventre, procuratesi non si sa come.

Trasferita a Livorno, la carcassa verrà analizzata da esperti dell’Arpat. Attraverso l’esame di campioni di tessuto biologico si potrà capire se l’animale fosse affetto da Morbillivirus.

Letizia Tassinari

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SPARA AL FIGLIO EPILETTICO E POI SI UCCIDE, OMICIDIO SUICIDIO NELLE CAMPAGNE

1Con la sua Panda vecchio modello di colore verde ha potato il figlio, pare malato di epilessia, in una strada sterrata al Pollino e gli ha sparato. Poi ha rivolto l’arma contro di sé e si è uccisa. Per la seconda volta questa tragica estate versiliese è stata funestata da un omicidio suicidio nel comune di Pietrasanta. Stavolta non è il marito a uccidere la moglie, ma la madre 66enne a uccidere il figlio 26enne. Albina Lombardo, di origine siciliana, ha sparato due colpi di pistola con una Beretta semiautomatica 9×21, alla testa e al cuore, del figlio Emanuele Cinacchi, poi si è rivolto l’arma contro il petto ed ha sparato. A trovare i corpi ieri pomeriggio alle 15.30 in via Ponte Nuovo, una stradina sterrata che taglia in due un campo privato in località Pollino, è stato un passante. Il ragazzo era seduto nell’auto dal lato del passeggero, mentre la donna a pochi metri di distanza era distesa sull’erba. Entrambi in un lago di sangue. Secondo quanto emerso, pare che la 66enne avesse problemi legati alla depressione e, proprio per questo, pare vivesse con apprensione il fatto che il figlio fosse affetto da una forma di epilessia. Già in passato sembra che la donna avesse tentato il suicidio.
Stando alla ricostruzione effettuata dai carabinieri il marito, Giovanni Cinacchi di 63 anni, aveva denunciato ai carabinieri la scomparsa dei due poche prima del ritrovamento dei cadaveri. Secondo il suo racconto infatti, la donna era uscita in auto col ragazzo attorno a mezzogiorno senza chiarire quali fossero le sue intenzioni, e proprio questo fatto lo aveva fatto allarmare temendo gesti inconsulti. La famiglia è originaria di Marina di Massa, ma viveva a Pietrasanta, in via Traversagna, da poco più di un anno. Le indagini ora mirano a capire cosa abbia effettivamente spinto la donna a compiere un gesto del genere. E inoltre occorre capire come possa essere entrata in possesso della pistola Beretta semiautomatica calibro 9×21, visto che da quanto trapelato sembra che nessuno in famiglia avesse porto d’armi o permessi per detenerle. Gli accertamenti su questo fronte sono affidati alla questura di Massa, mentre le indagini sull’accaduto sono nelle mani dei carabinieri del Reparto Investigativo di Lucca del tenente Sebastiano Pennisi, oltre che dei carabinieri di Pietrasanta e Viareggio. Il magistrato di turno Piero Capizzoto per vederci più chiaro, sia in merito alla dinamica, sia soprattutto per capire se eventualmente la donna fosse sotto l’effetto di tranquillanti o altre sostanze, ha disposto l’autopsia che sarà eseguita questa mattina dal dottor Bassi Luciani di Pisa.

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STRAGE, AVANTI L’INCHIESTA DELLA PROCURA: CICALA: “NOI NON ABBIAMO SMESSO DI LAVORARE”, MARTEDI LA PROTESTA AL GALLI TASSI

Ancora nessun iscritto nel registro degli indagati, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Lucca sul disastro ferroviario alla stazione di Viareggio il 29 giugno scorso. Ma il lavoro di indagine condotto in prima persona dal procuratore capo Aldo Cicala e dal suo sostituto Giuseppe Amodeo non si è fermato un attimo e va avanti, anzi, con molta accuratezza ma anche con molta cautela. A spiegarlo è lo stesso procuratore Cicala che anche ieri era nel suo ufficio per coordinare l’inchiesta. Qui è stata raggiunto dalla notizia che martedi prossimo l’Assemblea 29 giugno intende svolgere una manifestazione di protesta di fronte all’ingresso del tribunale in via Galli Tassi. “Queste persone – commenta il procuratore – fanno bene a protestare. Ciascuna di loro ha diritto ad essere risarcita. Anche coloro che hanno subito un danno soltanto patrimoniale hanno le loro ragioni per esprimere malessere. Il nostro lavoro, anche per questo motivo, non si è mai fermato e non si ferma. Stiamo lavorando da mesi alacremente all’inchiesta, perchè vogliamo avere assolutamente chiari i modi in cui è potuto avvenire il disastro”. Ancora nessun indagato – e la conferma è arrivata ieri – ma non perchè non si lavori. La procura ha infatti scelto di procedere all’eventuale iscrizione nel registro degli indagati di terzi solo quando sarà considerata completata in maniera adeguata la fase investigativa e quando dovranno essere effettuati accertamenti irripetibili.

Roberto Salotti

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