“Troppo rumore sulla vicenda Marrazzo”. A pensarlo, e ad affermarlo, è Regina Satariano, che da venti anni esercita con altissima professionalità la sua attività di “sex worker”. Senza scandali. Per quindici anni ha fatto solo quello, ora, da cinque, lo fa per “hobby”, e solo con vecchi clienti habituè, diventati col tempo anche amici. “Non ho mai chiesto a un cliente cosa fa nella vita. A meno che lo stesso, spontaneamente, non me lo abbia raccontato”. Certo, se si tratta di un “vip”, di chiedere informazioni non ce n’è bisogno. Ma Regina ha sempre avuto un suo codice deontologico: “Se lo riconosco cambia solo la base di partenza del mio tariffario, che non è lo stesso che applicherei a un ragazzo che mi arriva in tuta da lavoro in pausa pranzo”. Ma chi sono stati, e sono attualmente, i clienti di Regina? “Di ogni tipo – ci racconta. Nessun nome, la titolare del noto locale di Marina di Torre del Lago e referente toscana, dal ‘92, sia del Mit che responsabile regionale dei diritti civili delle prostitute, su questo mantiene il massimo riserbo: “non mi presterei mai a nessun ricatto, ho sempre esercitato sotto la luce del sole, che non sono una suora di clausura e che i soldi che verso in banca non sono oboli di beneficenza, lo conferma il fatto che ho sempre detto pubblicamente che facevo la puttana, chiedendo anche di poter pagare le tasse sui miei proventi, cosa che non mi è mai stata possibile fare, tanto da dover pagare il condono tombale, come il peggiore dei delinquenti”. Nella sua “agenda” ci sono stati, e ci sono, nomi importanti: personaggi dello sport, “soprattutto del calcio” – ci dice -, dello spettacolo, alte cariche militari, magnati arabi, comandanti di panfili, e anche tanti politici locali. Passare una serata con lei, in lire, costava un milione: “ho sempre avuto il vantaggio di essere io a scegliere”. E ancora ha questo privilegio: dire anche di no. “Anche diversi senatori sono tra i miei clienti, sia di sinistra che di destra, con l’unica differenza che quelli di sinistra sono piu’ “free”, e quelli di destra hanno più timori”. Ma sui i nomi è top secret: “ho sempre avuto a cuore i miei clienti, e loro si fidano di me”.
Perchè un uomo etero cerca una trans?
“Per tanti motivi, ma forse il perno trainante è la fantasia”. Regina è una trans di classe, in molti clienti si sono innamorati di lei: “Mai confuso il mio lavoro con l’amore”. E la prova sono i suoi 16 anni con il suo compagno Luca: “una storia di amore, ancora bellissima, nata a Livorno durante una sfilata di intimo”.
Letizia Tassinari
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“Ora basta, fuori i nomi”.
Ancora oggi infatti nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati: “31 a 0, una partita truccata”, recita la scritta su un piccolo pezzo di tela bianca, portato da alcuni ragazzi. 
Poi il silenzio ha fatto rumore. Come le decine di mezzi di soccorso, arrivati da ovunque, che alle 23.49, davanti al giardino del pianto, mentre un treno in transito ha fischiato tre volte, hanno azionato le sirene. 
“Il tremendo boato, il bagliore delle fiamme che ha illuminato il cielo a giorno, l’atmosfera apocalittica di quella notte sono descrizioni superflue perchè rimarranno purtroppo indelebili in ciascuno di noi”. Le parole, lente, pronunciate con ancora il terrore negli occhi, sono quelle di Luigi Cordoni, il volontario della Croce Verde che quella terribile notte rimase ustionato nel garage della Pubblica Assistenza andato distrutto assieme alle ambulanze. “I giorni sono passati, lo stato di emergenza è terminato, si è tornati alla normalità, ma la città ha dovuto piangere troppi morti”. La gara di solidarietà nei confronti della Croce Verde è stata enorme: “per aiutare chi ha bisogno di aiuto”. “Grazie a tutti per un regalo apprezzato, che mai nessuno dei tanti volontari avrebbe mai voluto ricevere”.
La gente di via Ponchielli, chi ha perso casa e affetti, ora attende la verità mentre i ferrovieri, uniti nella lotta per la sicurezza, presente anche Dante De Angelis appena reintegrato dal Tribunale di Roma ad un anno dal licenziamento per averne denunciata la mancanza, hanno scritto a Moretti e alle autorità comunali, provinciali e regionali il loro no all’eliminazione di due binari e sono pronti a chiedere la sospensione dei lavori di smantellamento previsti a breve. “La sicurezza deve partire da ben altro, senza due binari il problema rimane, e la declassazione della stazione porterebbe di conseguenza all’eliminazione del capostazione, che se quella notte non fosse stato presente al lavoro la strage sarebbe stata maggiore”.

“Il primo cittadino è il nostro unico referente, da settembre abbiamo più volte richiesto un incontro urgente, ma ad oggi non abbiamo avuto risposte”. Sono Lamberto Pocai, Fiom, e Massimo Braccini, Fillea, a parlare dai megafoni.
Il presidio in via Coppino, di fronte ai cantieri Benetti, dei lavoratori della cantieristica, ha avuto inizio ieri mattina alle 8. 



E per due ore i metalmeccanici hanno intrecciato le braccia, tappezzando con i loro striscioni rossi gli hangar dove vengono costruiti i lussuosi yacht. 
Con loro anche Assemblea 29 giugno, con uno striscione. La partecipazione allo sciopero è stato pressocchè totale, anche da parte di quei lavoratori che non sono dipendenti ma a paga conglobata. Come Giovanni, falegname navale, siciliano, 38 anni, una moglie a carico e una figlia di 16 che studia, un mutuo da 1000 euro da pagare, licenziato da un ditta in appalto, ma senza lettera di licenziamento, che dal 8 agosto non lavora, e non prende un centesimo, o come Giuseppe, viareggino, 40 anni, impiantista, licenziato per le sue lotte per la mancanza di sicurezza. In tutto il paese i lavoratori lottano con fatica e determinazione per mantenere il posto di lavoro: “ anche a livello nazionale il governo non solo non fa niente per rispondere alla crisi ( per loro la crisi non c’è! ), ma con l’accordo separato sulla contrattazione, sottoscritto da Cisl, Uil e Ugl, vuole peggiorare ancora di più la vita delle lavoratrici e dei lavoratori. L’accordo separato vuole distruggere l’autonomia del sindacato e imporre un accordo, con un grave attacco alla democrazia, non sottoposto al voto dei lavoratori”. Anche di questo sono scontenti i lavoratori, e il volantino “Non c’è fine all’inganno”, per “vedere cosa contiene l’accordo separato”, è stato distribuito assieme alla proposta di legge, a firma di Rifondazione Comunista, contenente le misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese e sviluppo dell’autoimprenditorialità cooperativa. Proposta che, presentata in Regione, “riparametra tra l’altro i criteri con cui vengono assegnate le aree pubbliche per insediamenti produttivi vincolandoli a criteri che garantiscano occupazione, evitino la delocalizzazione delle stesse e, soprattutto, impediscano speculazioni e consumo di territorio pubblico in funzione della ricerca di facili profitti”. “La delibera comunale che prevedeva il rilascio delle concessioni, o il rinnovo, a patto, oltre che del rispetto delle norme sulla sicurezza, anche del 20% di lavori diretti, nonostante sia stata impugnata al Tar non è stata sospesa e l’amministrazione, per ora inadempiente, la deve applicare”. La crisi è più che nera, sfiora i 2mila lavoratori, di cui 500 senza ammortizzatori sociali, dall’inizio dell’anno: “Non fatevi ingannare, per tornare ai livelli del 2007 si dovrà aspettare fino al 2020”. Lo sciopero di Fiom e Fillea di ieri rappresenta solo la base di partenza per un rilancio della lotta di lavoratori: il 7 novembre è in programma un presidio sotto il municipio, poi il 14 tutti a Roma , “pronti a sfilare e a manifestare sotto le finestre di chi non vuole intendere”.
La Fiat Panda, era l’alba di ieri mattina, aveva imboccato l’ autostrada A12 al casello di Viareggio e si era immessa nella corsia nord. Ma arrivata all’altezza dell’ uscita Versilia è stata intercettata da una pattuglia della Polizia Stradale in servizio. Agli agenti non è sfuggita quella “strana “ guida del conducente e i poliziotti hanno deciso di seguirlo per qualche chilometro fino a quando lo hanno affiancato, intimandogli di accostarsi sulla corsia di emergenza, per un controllo. L’automobilista, un ventunne nigeriano, domiciliato a La Spezia, era in evidente stato di ubriachezza ed è stato sottoposto subito all’alcotest: 1,81 il tasso rilevato alla prima prova, poi il giovane, oltre ad essersi rifiutato di ripetere l’esame, è andato in escandescenze prendendo a pugni il tetto della volante della Polstrada, spaccandolo. Per il nigeriano è così scattata una denuncia “con i fiocchi”: oltre alla guida in stato di ebrezza è stato deferito alle autorità giudiziarie per il rifiuto all’esame del tasso alcolemico e per il reato di danneggiamenti aggravati e resistenza a pubblico ufficiale. Reati, tutti, dei quali dovrà rispondere in un’aula di tribunale.
Tolti i sigilli al Bar 131 ex UZ: l’open-bar ha superato il vaglio dei giudici. Il Tribunale del riesame di Lucca, mercoledì, ha fatto togliere i sigilli al noto locale nel centro di Viareggio (ex UZ) con quattro intense pagine di motivazione che saranno destinate ad avere eco: “ anche fino alla riviera adriatica”. Il legale massese del Bar 131, Avvocato Paolo di Martino, si dichiara soddisfatto soprattutto per i motivi del dissequestro “che restituiscono fiducia non solo all’onesto gestore ma anche nello Stato di diritto”. Al di là dell’esito “la decisione fa percepire che esiste ancora una magistratura silenziosa, seria, capace e non politicizzata”, ha affermato l’avvocato all’uscita dal Palazzo di Giustizia – recependo le diverse linee difensive, il provvedimento pone dei puntelli importanti ed indica una sottile ma chiara linea di demarcazione della soglia penalmente rilevante”. La questione, tutt’altro che superata, passa ora nelle mani attente di Confesercenti e amministrazione comunale affinché si addivenga al più presto, con tutti i gestori interessati, ad una condivisione di regole preventive sia sotto il profilo delle politiche amministrative sia del sano contemperamento di tutti gli interessi e i diritti in gioco, compresi quelli dei cittadini.
Sabato sera il giovane gestore del locale ha invitato anche le autorità all’open bar con presentazione di una giovane promessa pittorica, Diego Beccari, curando con ancor più attenzione sia gli aspetti legati alla musica che quelli di gestione ordinata della clientela anche fuori dal locale.