Mezzanotte e mezzo: tutti al buio. Hanno pensato a un black out gli studenti del liceo Galileo Chini quando è andata via la luce. Ma dopo qualche minuto è iniziato il lancio di uova contro i vetri delle finestre di due aule al primo piano e hanno avuto paura. Poi hanno sentito un auto sgommare. Ed è calato il silenzio. Facendosi coraggio sono usciti all’esterno, ma dei balordi che avevano compiuto lo scempio non c’era più traccia.


Unici indizi della presenza di ignoti i tuorli spiaccicati, il contatore Enel esterno staccato, e decine di volantini attaccati con lo scotch ai muri. “Non farti fregare….ancora una volta. Sei di sinistra o sai leggere?” E nel testo una serie di passi sulla riforma Gelmini: “ Ti hanno detto che….ed invece…” La firma in calce, questa volta, è quella di Giovane Italia Versilia. E’ anche arrivata una volante della Polizia, forse avvisata da qualche residente della zona, e uno dei volantini è da ieri al vaglio degli uomini del Commissariato di Viareggio.


Alle otto di mattina decine e decine degli stessi volantini sono stati trovati attaccati sui platani e sulle cabine telefoniche davanti al Comune ed è stato lo stesso senatore Milziade Caprili, capogruppo consiliare per SA, a toglierli con le sue mani e con l’aiuto della consigliera Romina Cortopassi: “dopo l’altro volantino, tra l’altro scritto da chi non sa nemmeno l’italiano ( Zingarelli alla mano si dice indottrinamento e non addottrinamento ) qualcuno mette in dubbio che la sinistra sappia leggere? Roba da matti”.
Ma questo nuovo episodio di provocazione non ha fermato la lezione all’aperto in piazza Mazzini.



La professoressa Giuseppina Parrini, “Zefi” per tutti gli studenti del Chini, ha parlato loro del 2 giugno, la data che ha portato l’Italia ad essere una Repubblica, e del primo referendum al quale hanno potuto partecipare al voto anche le donne: “una data significativa che ha segnato una vittoria politica e sociale, dove ha vinto la democrazia e sono rinate quelle libertà che per venti anni erano state negate e che non dobbiamo mai smettere di difendere”.



Ma agli studenti di tutti i licei viareggini la doppia vicenda dei volantini non è andata giù e hanno improvvisato un corteo fino alla stazione, fermandosi davanti alla sede del PdL:

“Siamo tutti antifascisti – hanno cantato urlando la loro rabbia. Dieci minuti, forse meno. Poi tutti sono tornati ai propri licei occupati per alcune attività di studio: al classico nel pomeriggio era ospite Assemblea 29 giugno e si è parlato della strage di Viareggio, allo Scientifico si sta invece preparando un incontro con i lavoratori della Darsena, per parlare di lavoro.
Letizia Tassinari

Due nuovi arresti per droga sono il bilancio di un’altra brillante operazione portata a termine due notti fa dagli agenti della Sottosezione della Polizia Stradale diretta da Pietro Merola. A finire in manette, per spaccio di cocaina, sono stati un giovane originario del Marocco di ventitrè anni, M.K. Le sue iniziali, e una transessuale brasiliana di venticinque, R.F.T. Entrambi, domiciliati a Viareggio, erano senza documenti di identità, e l’uomo che era al volante della macchina aveva un permesso di guida internazionale poi risultato falso. A far scattare l’attività investigativa delle Forze di Polizia è stata una telefonata anonima alla centrale operativa del 113 che segnalava la presenza di una coppia di extracomunitari che a bordo di una Ford Fiesta di colore blu stava effettuando una serie di scambi di “bustine” e denaro al casello autostradale di Pisa Nord sull’A12, e allo svincolo della variante Aurelia a Torre del Lago. Il comandante della Polstrada ha subito inviato sul posto due volanti ed un’ auto civetta, e i poliziotti hanno predisposto un appostamento. Gli agenti hanno dovuto attendere solo qualche decina di minuti per rendersi conto dell’attività illecita dei due sospetti: dalla Ford Fiesta blu, parcheggiata nei pressi del casello, il conducente è stato notato consegnare la droga, senza nemmeno scendere dal veicolo, a un cliente a bordo di una altra Fiesta, di colore nero. Quando l’ acquirente è ripartito, in direzione di Torre del Lago, i poliziotti l’hanno seguito e dopo qualche centinaio di metri l’hanno fermato e identificato, trovandolo in possesso di una dose appena acquistata, per sua stessa ammissione, al prezzo di quaranta euro, come altre volte, essendo un “cliente fisso” dei due spacciatori. Partita la segnalazione via radio, è poi scattato l’inseguimento della Ford blu da parte della seconda volante rimasta in autostrada. Il conducente e la passeggera, che sono stati fermati, identificati e arrestati, da ieri mattina si trovano dietro alle sbarre, nel carcere Don Bosco di Pisa. Dalla perquisizione della macchina, intestata a un prestanome di Casoria, risultato in possesso di altre trenta vetture, sono saltate fuori numerose altre dosi, e circa 500 euro in contanti.
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“Tutti più o meno siamo al corrente dell’attuale situazione nelle scuole italiane, ma ben pochi studenti si rendono pienamente conto che la stragande maggioranza dei loro insegnanti sono ancora di stampo comunista – è scritto nel volantino – A questi professori al servizio diretto della sinistra spetta un grande lavoro di addottrinamento, da esercitare su ogni singolo studente: un lavoro lento e spesso efficiente che mira a creare cervelli con forti ideali comunisti, talvolta utopistici e negativi. Non farti imbambolare dalle parole di questi paladini della scuola pubblica, stanno solamente cercando adesioni per la rinascita della loro fazione politica ormai caduta con le ultime elezioni”.
E insieme al testo a firma della sedicente “legione” di destra una “guida utile per non farsi fregare” sulla riforma Gelmini, firmata con i simboli di Azione Giovani, Azione Studentesca e Azione Universitaria. “Abbiamo segnalato la cosa alle Forze dell’Ordine, visto che l’azione di disturbo non si è limitata al volantinaggio ma a veri e propri atti di vandalismo”.
La porta di ingresso della palestra del liceo classico Carducci è stata infatti il bersaglio del lancio di uova, e ieri mattina alle prime luci dell’alba, nonostante gli studenti abbiano cercato di ripulire al meglio, i segni dei lanci erano ancora visibili. “Come lo scorso anno cercano di intimidirci – hanno affermato i capi istituto – ma la nostra protesta va avanti”.
Alla sede del Liceo Galileo Chini del Lido di Camaiore gli studenti si erano riuniti nella palestra e con loro c’era anche un’ insegnante di lettere del Socio Psico Pedagogico a tenere una sorta di “lezione” sul ’68.
“Più che una lezione si è trattato di un dibattito molto partecipato da tutti noi studenti”. Con uno spaccato di storia, vissuta, che non si legge sui libri, e che solo chi di quegli anni ha ancora un vivo ricordo può parlare. E per oggi la lezione prosegue all’aperto, dalle nove in poi in piazza Mazzini.
E’ stato il presidente Milziade Caprili a fare da guida al presidente della Regione nei locali del garage che a causa dell’onda d’urto provocata dall’esplosione della cisterna di GPL ha avuto ingenti danni, non solo strutturali ma anche di mezzi di soccorso. “Siamo stati fermi solo una settimana – ha raccontato Caprili a Martini –, anche il Cup, e l’ambulatorio di primo soccorso, incluso quello per gli immigrati, sono ripartiti grazie a tutti gli aiuti arrivati da ovunque”. Compresi quelli dei volontari e dei soci, “che si sono rimboccate le maniche”. Ora mancano all’appello solo quattro ambulanze, ma grazie alle donazioni anche gli ultimi mezzi stanno arrivando. “La solidarietà è stata, e continua ad essere grande, e quello che abbiamo ricevuto in più di quanto necessitasse per i lavori di ripristino lo stiamo utilizzando per aiutare circa quindici bambini rimasti soli dopo l’ecatombe del 29 giugno”. Un assegno mensile per almeno un anno.
La “chiacchierata” è poi proseguita al bar, come tra due vecchi amici, assieme ai rappresentanti dei comitati.
Un’occasione, questa, anche per fare un appello: “Il 29 ottobre è alle porte, saremo tutti insieme, ma saranno quattro mesi. I tempi della politica non vanno di pari passo con quelli della gente, e quelli della giustizia sono imbarazzanti, pur certo – ha sottolineato Caprili – della imparzialità della magistratura”.
“Da oggi inizieranno le valutazioni e lunedi prossimo partiranno i colloqui individuali con le famiglie – ha fatto sapere Martini. A curarli saranno tre tecnici, uno della Regione, uno della Provincia e uno del Comune. Incontri che dovrebbero chiudersi entro sette, massimo dieci, giorni. “Non firmerò comunque nessuna ordinanza senza l’avvallo dell’ Avvocatura di Stato – ha ribadito il commissario ad acta. Poi ci sarà il via agli indennizzi: “non è per ripetermi ma ad oggi, dei 15 milioni stanziati dal Governo, non è ancora arrivato un euro. Anche se li do per certi. Quanto alle affermazioni del ministro Matteoli di pagamenti ulteriori a stadi di avanzamento dei lavori “ accolgo volentieri ogni buon proposito”. 
“Proprietario che da ulteriori indagini è risultato essere conoscente della persona che aveva invitato a cena il guardiano – come ha riferito il dirigente del Commissariato. Ma non solo: “dai tabulati telefonici è emerso anche che tra i due c’erano stati numerosi contatti, uno anche la sera del furto”. Le lastre sono poi state rintracciate, ammassate nei presso di un capannone. Il cerchio si è così chiuso. In tre sono stati denunciati per concorso in furto, due seravezzini, A.T. di sessanta anni e M.F. di cinquantaduenne, e un pietrasantino, B.P. di trentaquattro. L’acquirente, G.P, un quarantatreenne di Pietrasanta, è stato invece denunciato per ricettazione. Il magistrato inquirente, su richiesta del Pm, ha disposto per A.T. e M.F. gli arresti domiciliari e per B.P. e G.P. l’obbligo di dimora. 
Dopo la succursale del Galileo Chini, quella che in via Beata al Lido di Camaiore ospita i licei Socio Psico Pedagogico e Scienze Sociali, e l’ Istituto di Ragioneria Piaggia, occupati due sere fa, ieri mattina è stata la volta della sede del Chini, nel cui edificio ci sono le classi del liceo linguistico, del liceo Scientifico Barsanti e Matteucci e, nel pomeriggio, del Nautico Artiglio.
“Ci stiamo dividendo in gruppi: quelli che picchetteranno gli ingressi, quelli addetti a preparare volantini e striscioni, quelli che dovranno organizzare un’uscita a Lucca”. I ragazzi infatti sono intenzionati ad organizzare un sit in davanti alla Provincia.
“ Non occupiamo per farci le canne e non studiare – i capi di istituto sono stati molto chiari quando hanno parlato alle centinaia di ragazzi del biennio e del triennio – faremo anche lezione, dividendoci in gruppi di studio”. L’intenzione è studiare, anche all’aperto, invitando professori anche da fuori. “ Nella scuola ci sono insegnanti che appoggiano la nostra protesta e altri che non la condividono – nessun riferimento ad un liceo piuttosto che ad un altro, il discorso fatto dai megafoni dai leader dell’ Onda nei vari licei è si può dire uguale -: chi vorrà farci lezione, magari in piazza, è il benvenuto. Noi vogliamo studiare in una scuola che sia degna di questo nome, che sia a norma con la sicurezza, con ambienti adatti, aule e laboratori, e avere garanzie per il nostro futuro”. La lotta, contro la Gelmini e il ddl Aprea, è “contro la svendita della scuola pubblica, contro i tagli al personale didattico e ai finanziamenti, contro la trasformazione in fondazioni”. “Vogliono imporci un mondo che non ci sta bene, la scuola è nostra e dobbiamo lottare per difenderla e cambiarla: dobbiamo farlo”. E mentre si preparano dieci domande da porre a mezzo stampa alla ministra Gelmini ( “che ci dovrà pur rispondere come afferma Elena Panzera del Chini) lo slogan urlato nelle varie assemblee è lo stesso: “noi la crisi non la vogliamo”. A pagarla, gli studenti, non ci stanno. E questa volta sembra facciano davvero sul serio: “ne va del nostro avvenire, come di quello di migliaia di insegnanti”.
Tre arresti per droga sono il bilancio di una brillante operazione di polizia portata a termine dagli agenti della squadra A della sottosezione della Polstrada di Viareggio diretta dal comandante Pietro Merola.
A rendere noti i particolari è stato lo stesso comandante provinciale Marco Tangorra. I poliziotti, pochi minuti prima della mezzanotte, hanno notato tre persone a bordo di una Fiat Bravo in transito nell’area di servizio Versilia Est dell’autostrada A12. I tre, alla vista degli agenti, hanno subito dato segno di nervosismo, particolare questo che non è sfuggito all’occhio esperto degli uomini della sottosezione che hanno subito intimato l’alt per procedere ad un controllo. Il conducente, anziché fermarsi, ha però accellerato di colpo tentando di darsi alla fuga. La corsa è stata però rallentata, all’imbocco della corsia di marcia, dal sopraggiungere di un mezzo pesante. Dopo aver tallonato la macchina per qualche chilometro, la pattuglia che li ha seguiti a sirene spiegate e a lampeggianti accesi, ha notato uno dei passeggeri gettare dal finestrino destro alcuni involucri ed è riuscita a bloccare i fuggiaschi, che nel frattempo, dopo aver abbandonato la Fiat sulla corsia di emergenza, avevano tentato la fuga a piedi, nei campi. Per F.P. e S.A., entrambi residenti ad Arcola, in provincia di La Spezia, il primo di ventinove anni e il secondo di ventotto, e L.M., un trentaduenne residente a Sarzana, sono scattate le manette ai polsi. Recuperati i tre involucri gettati sull’asfalto, ed accertato con il narcotest che si trattava di cocaina pura, circa novanta grammi ancora da tagliare, i poliziotti hanno eseguito la perquisizione personale e del veicolo. Negli slip di uno dei tre gli agenti hanno ritrovato un altro involucro, oltre a circa duemila euro tra contanti e assegni, mentre sui sedili e sui tappetini erano visibili tracce di polvere bianca. Dalle perquisizioni domiciliari sono saltati fuori un altro etto di sostanza stupefacente, un bilancino, due coltelli e cinque cellulari. 

Noti alle Forze dell’ Ordine per precedenti di droga, i tre sono stati trasferiti ieri mattina al carcere di San Giorgio. 
A sorpresa, per qualcuno forse inatteso, ma da qualche giorno circolava la voce di una sua visita, ieri mattina, poco dopo le 11, è arrivato in via Ponchielli l’inviato di Striscia la Notizia Jimmy Ghione, con una troupe di Canale 5. Una presenza, quella del noto programma televisivo, sollecitata dallo stesso assessore al Sociale del comune di Viareggio Vittorio Fantoni, dai componenti dei vari comitati e dai parenti delle trentuno vittime del disastro ferroviario del 29 giugno scorso. “Per non essere dimenticati”, perchè a distanza di oltre tre mesi da quella tragica notte, che ha seminato morte e distruzione, “ l’attenzione dei media nazionali è non solo calata, ma addirittura sparita”, e perchè ad oggi “nessuno è ancora stato iscritto sul registro degli indagati”. Il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Lucca è infatti ancora contro ignoti. E la gente di via Ponchielli è stanca di aspettare: “vogliamo che vengano individuati, e condannati, i colpevoli”.
Il primo a parlare davanti ai microfoni di Striscia è stato il sindaco Luca Lunardini: “ Pur consapevole dei tempi tecnici delle indagini, mi faccio portavoce di una richiesta più che legittima, tutta la città vuole risposte”. Il disagio e la preoccupazione sono sotto gli occhi di chiunque, e tangibili.
“Il denaro, che è comunque fondamentale, da solo non basta – queste le parole dell’assessore alle politiche sociali che quotidianamente riceve le visite dei rappresentanti dei comitati di Via Ponchielli, di Largo Risorgimento e dell’Avif – , le persone attendono giustizia, dalla magistratura”. Solo tre minuti, o poco più, sarà il servizio che andrà in onda in prima serata questa sera, o al più tardi domani, ma in quei circa centottanta secondi di Striscia la Notizia sono le vittime a parlare:
“Qualcuno deve pagare per tutte questi morti – parla con voce bassa, spezzata dalla commozione, la mamma di Federico Battistini mentre mostra a Jimmy Ghione la foto del matrimonio che ritrae il figlio felice con accanto la neo sposa Elena Iacopini. Due giovani che sono morti entrambi a causa delle gravissime ustioni riportate nell’esplosione della cisterna carica di GPL. “Come loro ci sono altre vittime innocenti, per le cui morti ancora oggi non si conoscono i nomi dei carnefici”.
Rosario Campo ha perso la vita al semaforo di fronte la Croce Verde, unica sua “colpa” essere passato in scooter con la moglie nell’attimo sbagliato, quello del deragliamento del treno merci. A parlare per lui, per la moglie, ancora ricoverata in gravi condizioni, e per i figli entrambi minorenni, che non sanno come pagare il mutuo della casa a Massarosa, è un parente: “In America è stato pubblicato un libro, “The dangerous dozen”, e la Gatx, proprietaria delle cisterne, è classificata quarta tra le dodici aziende con il maggior numero di incidenti provocati, 387 in soli 10 anni: a nessuno ancora è venuto in mente che sia tra i maggiori responsabili di questa strage?”. Il Nuovo Corriere aveva anche scritto un articolo in merito, il 12 luglio scorso. Quanto avvenuto a Viareggio non sarebbe il primo disastro di cui la multinazionale è responsabile. Poi “ci sono le responsabilità delle Fs, per aver permesso di far passare sulle loro linee i carri”.
“Lo stato, per ora, non mi ha dato niente – le parole più forti sono quelle di Ibi, la ragazza marocchina che nella strage ha perso entrambi i genitori e i due fratelli più piccoli. “La mia famiglia viveva in via Ponchielli in affitto, a me non ricostruiranno una casa. L’aiuto ricevuto fino ad adesso è quello dei privati, che ringrazio per la loro enorme generosità, ma quello che chiedo è giustizia, per tutti. I colpevoli devono andare in galera”. Striscia la Notizia non si ferma qui: “sicuramente torneremo e ne riparleremo – è stata la promessa. “Per non essere dimenticati”, e perchè giustizia sia fatta.