
“La città ha aperto gli occhi sul problema sicurezza sul lavoro dal giorno del tragico incidente a Matteo Valenti”.
E’ il segretario della Camera del Lavoro Andrea Antonioli ad affermarlo alla vigilia del quinto anniversario della morte del giovane operaio della Mobiliol, durante la consegna di un dipinto, donato alla Cgil proprio ieri mattina dal pittore viareggino Fabrizio Ramacciotti. “Morti bianche”, è il titolo dell’opera che si propone di affrontare un tema molto attuale, quello delle morti sul lavoro. Impalcature, gru, travi, cantieri, che si accavallano in un caos, all’apparenza senza alcuna logica. E’ il mondo del lavoro, privo di regole. Poi una finestra di casa, aperta. Quella dalla quale si sta a gurdare, forse si aspetta e si spera in un futuro migliore. Poi i volti, quelli dei molti morti, troppi, come un interminabile elenco di tragedie. Visi di giovani, come Matteo, che quando è morto aveva solo ventitrè anni. Sangue, e incredulità per quel modo di morire, “che non lascia tempo di pensare, che arriva nel bel mezzo della vita”, e che lascia dietro di sé solo la pena, come “un ergastolo di dolore”. E il tema della sicurezza è ancora al centro dell’attenzione del sindacato, che da sempre si batte: “Da oltre un anno aspettiamo che il sindaco dia inizio a un tavolo di lavoro, da noi ripetutamente chiesto. Come da quasi un anno aspettiamo che in consiglio comunale venga portato il documento sulla sicurezza approvato con la Provincia: quello giusto, visto che lo scorso dicembre l’allora vice sindaco Benincasa portò in votazione la bozza sbagliata”. La crisi economica, poi, con i suoi tagli aggrava il problema: lavoro nero, ricatto e pressioni. “ I più deboli, e sono tanti, chi deve mandare i soldi a casa alle famiglie, chi deve pagare un mutuo e da mesi si trova in cassa integrazione o è licenziato, accettano di lavorare anche senza regole”. Ci sono costretti, per sopravvivere. E la svolta alla crisi non viene dalle leggi attuali. “Il testo unico sulla sicurezza del 2008 – fa notare Antonioli – è stato duramente attaccato dal governo attuale, ne è un esempio la norma che prevedeva la chiusura di un’azienda nel caso di un 20% di lavoratori al nero, che è stata tolta”. Sicurezza e crisi. Crisi e sicurezza. I rimedi vanno trovati, e subito: “anche da parte dell’amministrazione comunale, che invece è silente”. “Siamo governati da extraterrestri? – si chiede il segretario della Camera del Lavoro -, con la divisione delle deleghe tra due assessori, uno per le concessioni demaniali e l’altro per i lavori portuali, le aziende faranno il buono e cattivo tempo. Senza rispettare le regole, che invece esistono, come da delibera mai cessata di essere in vigore, e ancora applicabile”. I dati sugli infortuni sul lavoro sono tragici: il 74,2%, nel secondo trimestre di quest’anno, erano prevenibili, se ci fosse stato il rispetto delle norme per la sicurezza. In tre mesi sono stati 890 gli incidenti, come conferma un rapporto dell’Osservatorio dell’Asl 12 e dell’Inail. Il settore più colpito l’edilizia, e tra quelli più a rischio la metalmeccanica. Senza contare le malattie professionali. E l’ Ispettorato del Lavoro, per questo anno, non effettua più controlli: “hanno finito il badget”. Per le risposte concrete, non solo dal governo centrale ma anche dall’amministrazione locale, allora si scende in piazza: domani mattina in Versilia, con un corteo per le vie di Viareggio fino al Comune. E non ci saranno solo i lavoratori della Darsena ma quelli di tutti i settori, dall’edilizia al lapideo, e gli studenti: tre i punti di concentramento, il Polo Nautico, il Cro e il Liceo Nautico. “L’urgenza, tra le altre, è quella dell’apertura in Versilia di un tavolo di confronto”. Poi, sabato, la protesta è a Roma.
Letizia Tassinari
![]()