“USCIRE DALLA CRISI DELLA NAUTICA SI PUO’, SE LO VOGLIAMO”, APPELLO DEI SINDACATI PER LA COSTITUIZIONE DI UN TAVOLO: INTANTO IL REFITTING DA’ LAVORO E NUOVE IMBARCAZIONI NON MANCANO

Cantieri semi deserti: un viaggio nella Darsena, quello di ieri mattina, pensando al passato, quando la cantieristica navale era considerata un fiore all’occhiello della città. La storia di Viareggio nasce due secoli fa, quando nel 1800 la duchessa di Lucca Maria Luisa di Borbone ordinò la costruzione della darsena lungo la Burlamacca. E i viareggini, maestri d’ascia e calafati, da allora, hanno saputo rendere famosa la città nel mondo, con la loro passione e la loro professionalità, prima costruendo barche da pesca, poi yacht da favola. E, il comparto produttivo, è rimasto per anni competitivo. Oggi la crisi, che ha colpito tutti i settori del manufatturiero, ha travolto anche i cantieri navali. I soliti rumori del lavoro si sono trasformati in note lievi, e a volte nel silenzio, o quasi. Pochi gli operai ancora al lavoro. Una zona, la Darsena, carica di fascino, e di storia, e fino a qualche anno fa “preda” di investimenti, anche edilizi, ridotta oggi al minimo della sopravvivenza. Cancelli socchiusi, facce serie, poco lavoro e molti operai licenziati e in cassa integrazione. Quel pullulare di piccole aziende dell’indotto, quasi tutte in appalto, che lavoravano fianco a fianco senza nemmeno conoscersi, indaffarati ad ultimare i lavori per la consegna degli yacht da favole, non c’era. Il precariato è a casa, senza nemmeno la copertura degli ammortizzatori sociali,e sono senza lavoro anche molti dipendenti diretti.

Ma nel piazzale della Polo Nautica si lavora, anche se con personale ridotto: ad accoglierci sotto il “ponte” c’è Daniele Dinelli, RSU della Cgil. Nei suoi occhi si legge chiaramente la speranza di una ripresa. Che forse c’è, e se si volesse, è a portata di mano: “temiamo il 2010, visto l’andamento di questo terribile anno che ormai si sta per concludere. Ma se i sindacati, e le istituzioni, si metteranno finalmente a un tavolo, ce la possiamo fare”. Un ottimismo che sembra un voler scacciare funeste paure, ma che è oggettivamente motivato dai lavori in corso sul piazzale, dove due barche, una un prototipo, l’altra, più grande, la gemella, stanno effettuando lavori in garanzia, una sorta di refitting. “Sono due barche splendide – ci dice -, dei Cantieri San Lorenzo”. Due quaranta metri, che stanno effettuando una sorta di “tagliando”. “Bisogna investire sull’alta professionalità e il lavoro di qualità – aggiunge -, e a Viareggio siamo esperti, non c’è solo la manovalanza”. La riprova sono i due settantadue metri attualmente in costruzione ai Cantieri Viareggio Super Yacht e ai Cantieri Rossi. “Alla VSY è in cantiere, a seguire, anche un sessanta metri”. Se il refitting serve ora, per tamponare la crisi – una barca è in arrivo per essere tirata a terra mentre siamo nel piazzale – Viareggio è famosa nel mondo per le costruzioni di barche da mille e una notte: “gli imprenditori non si devono far prendere dal panico, lo spazio per costruire barche di grandi dimensioni c’è e va sfruttato. Investendo e cercando la qualità”. Questa è la battaglia del futuro.

Intanto c’è chi aspetta la ripresa, e guarda il mare, pescando tra quei grandi yacht che anni addietro ha costruito.

Letizia Tassinari


PICCOLE STAZIONI, GRANDI DISASTRI: VIAGGIO NEGLI SCALI DI TORRE DEL LAGO E IN QUELLO MERCI

Due binari, una linea ferroviaria molto transitata: la Tirrenica. E decine, centinaia, di case affacciate sulla strada ferrata, a pochi metri: “la sicurezza la si deve garantire a tutti, non solo a chi dovrà tornare ad abitare nella strada della morte”, quella che il 29 giugno è stata bombardata dal fuoco assassino della cisterna di GPL. Il nostro tour è iniziato di prima mattina: all’ex campo di Aviazione e a Torre del Lago dove i palazzi, e le villette, si affacciano sui due binari di transito: “qui i treni, sia passeggeri che merci, sfrecciano veloci e abbiamo paura quanto, se non di più, di chi davanti alle finestre aveva il binari morti 9 e 10 della stazione centrale di Viareggio. Se la cisterna carica di gas fosse deragliata qui l’ecatombe sarebbe stata immane”. E se succedesse, quei due binari non si potrebbero smantellare. I muri di protezione non ci sono, e in alcuni punti, a dividere le case dalla ferrovia ci sono solo le siepi dei giardini.

Poi ci sono le stazioni, e il nostro zoom fotografico lo abbiamo puntato su quella dismessa di Viareggio Scalo, con discariche a cielo aperto, anche nel parcheggio antistante, nonostante i cartelli di multa per chi abbandona i rifiuti fuori degli appositi cassonetti, e i murales sulle pareti di vecchi edifici abbandonati, e quella di Torre del Lago, automatizzata, con in terra, tra i cespugli cartacce e bottiglie di birra vuote, residui di bivacchi di senza tetto e biciclette arrugginite, smontate e derubate di ruote o sellini.

Oltre ai disservizi: come una biglietteria automatica “ che spesso non funziona”, servizi igienici inagibili, nessun punto di ristoro e nessuna vigilanza. Né pubblica né privata. L’orologio segna le nove e qualche minuto: ma il tempo, li, sembra essersi fermato. Nonostante che centinaia di studenti, durante tutta la settimana, tutte le mattine dal lunedi al sabato, usufruiscano di quella piccola stazione per andare all’università di Pisa. Il degrado regna sovrano, e anche le carrozze di quei treni affollati di pendolari, studenti e lavoratori, sono letteralmente fatiscenti, vecchie e in pessime condizioni: “la sicurezza e il decoro sono un diritto di tutti”.

Letizia Tassinari

Guarda anche il video di Versiliaintv.com:

http://www.viareggiointv.com/jml1_5/index.php?option=com_content&view=article&id=10698

 

IN RIANIMAZIONE DOPO IL CROLLO DEL TETTO, E’ ANCORA MOLTO GRAVE L’OPERAIO FINITO SOTTO LE MACERIE DEL FRANTOIO IN RISTRUTTURAZIONE: IL SINDACATO DENUNCIA L’ESCALATION DI INCIDENTI PER MANCANZA DI SICUREZZA

E’ ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ Ospedale Unico “Versilia”, ma non versa in pericolo di vita, a quanto hanno riferito i medici, il muratore trentottenne rimasto vittima dell’incidente di lavoro dopo il crollo del solaio del primo piano di un frantoio in fase di ristrutturazione a Quiesa, in via Pietra Padule. U.M., dopo il delicato intervento allo stomaco al quale è stato sottoposto due giorni fa, è stato intubato ma il decorso post operatorio è favorevole. Solo per un miracolo il muratore, che ha anche riportato la frattura di un piede e di una spalla, è vivo e il collega che si trovava con lui non ha riportato alcuna conseguenza, mentre un terzo operaio che nel momento del crollo era al piano terra è riuscito a scappare, mettendosi in salvo prima di rimanere schiacciato dal solaio staccatosi per dinamiche ancora tutte da chiarire. L’edificio dentro al quale lavoravano i tre muratori, dipendenti regolarmente assunti della Tielle srl, una ditta edile locale, è un vecchio frantoio. Le indagini per ricostruire la dinamica di questo ennesimo incidente sul lavoro sono condotte dalla Polizia Municipale di Massarosa, diretta dalla dottoressa Papasogli, e da due funzionari della Usl 12 Medicina del Lavoro, che ieri mattina hanno già riferito al Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Lucca, Sergio Garofalo, i primi accertamenti. Il cantiere edile rimane per ora sotto sequestro, per le ulteriori indagini sul rispetto delle norme di sicurezza. “Non sono ancora riuscito a parlare con il muratore – ha affermato Gabriele Ciucci della Fillea Cgil, al quale U.M.era iscritto da tempo -, né con i responsabili della Usl per sapere qualcosa di più”. “Capisco il delicato momento delle indagini, sottoposte a segreto istruttorio – ha aggiunto Ciucci -, e come sindacato non possiamo fare altro, per ora e in attesa di conoscere meglio la dinamica del sinistro ( tutte le ipotesi sono ancora al vaglio ), che denunciare l’escalation di incidenti sul lavoro per mancanza di sicurezza”. Investire in sicurezza, oltre che essere un dovere, significa risparmiare, e soprattutto rispettare la vita umana.

Letizia Tassinari


BECCATI CON MERCE CONTRAFFATTA, LA POLIZIA MUNICIPALE HA FERMATO DUE GIOVANI PRIMA CHE INIZIASSE IL MERCATO DEL LUNEDI’

Nonostante le note difficoltà dovute alle carenze di organico, il Comando P.M. Seravezza continua ad essere impegnato su vari fronti, compreso il contrasto al commercio abusivo.  Al riguardo, piuttosto che agire quando la merce è esposta, in particolare durante lo svolgimento dei mercati, il Comando ha ritenuto preferibile anticipare le operazioni, intervenendo in via preventiva. Quindi, a seguito di specifica attività di indagine, sono stati individuati luoghi nei quali gli extracomunitari si ritrovano, con al seguito merce contraffatta diretta ai punti di vendita. La mattina di lunedì 24, personale guidato dal vice comandante Ten. Fabio SCOLLO è quindi intervenuto, fermando due cittadini senegalesi privi di documenti, in possesso di quantità di circa 90 articoli (borse, cinture, portafogli e scarpe) con marchio contraffatto, delle più rinomate firme. La merce è stata ovviamente posta sotto sequestro penale mentre i due senegalesi (S.M. di 29 anni e S.M.B. di 25 anni) con l’ausilio dei Carabinieri di Querceta, in un’ottica di costante collaborazione, sono stati accompagnati all’Ufficio Stranieri del Commissariato di PS di Forte dei Marmi per l’identificazione ed il foto segnalamento. I due sono quindi stati denunciati a piede libero per ricettazione, detenzione e commercio di prodotti con marchio contraffatto, nonché per violazione alle norme sull’immigrazione. Da evidenziare che negli ultimi tempi il Comando P.M. Seravezza ha accompagnato al Commissariato di PS di Forte dei Marmi per l’identificazione ed il foto segnalamento altri extracomunitari, provvedendo anche in questi casi alla denuncia a piede libero nei casi di irregolarità.


ODISSEA INFINITA PER FARE UNA TAC, LA “DISAVVENTURA” DI UN PAZIENTE CHE HA BISOGNO DI UN ESAME DIAGNOSTICO: ALL’OSPEDALE “LA CHIAMIAMO NOI”, MENTRE ALLA CROCE VERDE SCOPRE CHE C’E’ POSTO A FINE MARZO

Prenotare una tac? L’iter può trasformarsi in una vera e propria odissea, e se non si conoscono le persone “giuste”, oppure non si incappa nell’operatore “diligente”, si è nelle mani di dio, anche se atei. Spesso chi necessita di prestazioni mediche specialistiche si trova a fare i conti con tempi di attesa eccessivamente lunghi. O, peggio ancora, come è accaduto ieri mattina ad un ultraottantenne, dopo mezz’ora e oltre di fila allo sportello Cup dell’Ospedale Unico Versilia, sentirsi rispondere “non abbiamo disponibilità”. Cosa significa? Che nemmeno tra sei mesi l’agenda del reparto ha la possibilità di fissare l’esame? “La chiamiamo noi”, la risposta secca fornita. L’uomo, avvocato in pensione, reduce da un controllo ecografico effettuato domenica mattina al Pronto Soccorso, che si era presentato allo sportello Cup con tanto di impegnativa in mano a firma di un urologo che gli prescriveva una Tac con mezzi di contrasto, per verificare se la “salienza nodulare di 32 x 31 x 24 millimetri” fosse di origine benigna o maligna, si è poi recato al Cup della Croce Verde, dove (miracolo?) la disponibilità c’era: per il 24 marzo del 2010. Tra esattamente quattro mesi. “I terminali dei due punti Cup, Ospedale e Croce Verde, sono gli stessi?”, è stata la domanda. Ovviamente si. E allora come mai a quelli del Versilia non c’era alcuna disponibilità? Barbara, l’operatrice in forza al Cup di via Garibaldi ha anche fornito all’utente il numero di Radiologia dell’OPA di Massa, informandolo che avrebbe potuto disdire nel caso che l’ospedale apuano gli avesse fissato un appuntamento più veloce. Cosa puntualmente accaduta, visto che a Massa la Tac con mezzi di contrasto gli è stata fissata, con una semplice telefonata, per il 16 dicembre di quest’anno. E con tanta gentilezza e professionalità. Quali sono i diritti di un paziente che entra in contatto con le strutture ospedaliere pubbliche? Sicuramente non essere costretto a rivolgersi a strutture private e a pagare per avere accesso alle cure necessarie: ogni cittadino, al di là delle eventuali conoscenze più o meno influenti per farsi raccomandare, che la maggiorparte delle persone non ha, ha diritto, sacrosanto, di sapere il giorno preciso in cui avrà l’appuntamento, ed essere informato sul tempo massimo di attesa previsto per quel genere di prestazione. Sul sito, l’ Asl 12, alla voce Cup, informa che “per prenotare si deve avere l’impegnativa del medico curante o dello specialista, l’operatore prenderà i dati essenziali e comunicherà data, ora e luogo dell’appuntamento e le eventuali modalità di preparazione per l’esame diagnostico”. “Sei tu che scegli in base alle tue esigenze dove effettuare la prestazione. Ai Cup ti vengono forniti i calendari di tutte le strutture sanitarie eroganti e quindi puoi scegliere l’ambulatorio che ti è più facile raggiungere o che ha il minor tempo di attesa”. Vero: almeno alla Croce Verde così è stato. Al Versilia no.

Letizia Tassinari


“ARRAMPICATA SUGLI SPECCHI”, IL COMMENTO DI CAPRILI DOPO L’INTERVISTA AL SINDACO DEL NUOVO CORRIERE

Nuove polemiche, il day after l’ intervista in esclusiva del sindaco al Nuovo Corriere: dopo il vice presidente della Provincia scendono in campo Caprili e Baldini. “Illuminante, pare di essere all’inizio della campagna elettorale – è il capogruppo di SA che parla. “Fortunatamente” il PDL è unito a Viareggio? Ma quando mai? Il Senatore Baldini è chiaramente in rotta di collisione con la giunta e con il Sindaco e con lui ci sono altri componenti”. “Arrampicandosi sugli specchi il Sindaco dice poi che ogni 6 mesi farà una verifica dell’operato della squadra e nel caso cambierà – prosegue Caprili -: nella città di Marcello Lippi siamo costretti a ricordare che squadra che vince non si cambia”. “In realtà le cose non vanno e si tenta affannosamente di inseguirle cambiando ora questo ora quell’assessore, dividendo o aggregando le deleghe e pensando che l’ingegneria istituzionale aiuti a risolvere i problemi. Si fa un gran parlare del nuovo assessore la Decoro tacendo il fatto che lo stesso personaggio da mesi è consigliere delegato al decoro con scarsissimi risultati”. Quanto al tema delle partecipate, secondo Caprili, “si sfiora addirittura il ridicolo”: “ i cambiamenti sono Sugliano, che si è dimesso, dopo una sentenza di condanna per attività antisindacale, per il resto niente di niente”. “Il Sindaco – infine – non parla di Porto, urbanistica e turismo: parla di giunte precedenti e nemmeno mette in discussione i suoi primi 18 mesi”. Il giudizio della città? “Chi vivrà vedrà”.


“LUNARDINI BIS? NO GRAZIE”, I BALDINIANI BOCCIANO LA RICANDIDATURA

Lunardini bis? “Roba da Scherzi a parte – per i Baldiniani è l’avvocato Massimiliano Baldini a scendere in campo: Lunardini più che a pensare a candidarsi per un secondo mandato farebbe bene a preoccuparsi di non vincere la palma del peggior sindaco che la storia viareggina ricordi”. “Il discredito che l’Amministrazione comunale ha raggiunto in soli 18 mesi è grande”. E, secondo Baldini, un esempio per tutti è “la gestione della strage ferroviaria dove, malgrado l’appoggio del Governo di centro-destra, Lunardini ha preferito subire la nomina a Commissario del Presidente della Regione piuttosto che imporsi per assumere in prima persona la responsabilità della difesa degli interessi della città e delle famiglie dei danneggiati”. L’indice di gradimento, per i Baldiniani, sarebbe a zero anche sulla scelta degli assessori e “la revisione semestrale” discenderebbe da “continui fallimenti amministrativi dei suoi prescelti”. Degrado e sporcizia, cosi come il piano della sosta, “ sono solo un esempio di un quadro più ampio”. Baldini è poi fermamente convinto che saranno gli stessi organi direttivi del PdL regionale, “ben consapevoli della “debacle” amministrativa viareggina” , a non permettere la ricandidatura di Lunardini.

“NO ALLA CASA DEL PIANTO, SI ALLA TARGA”, IERI ALCUNI RESIDENTI SONO SCESI NEL GIARDINO ED HANNO BLOCCATO I LAVORI

Non vogliamo la casina in legno”. E il niet dei residenti del quartiere, oltre che degli appartenenti al Comitato Avif, è secco. Tanto che i lavori per l’edificazione della casetta dove raccogliere i ricordi delle vittime della strage del 29 giugno sono stati sospesi ipso facto, non appena iniziati, tramite richiesta all’assessore Bucciarelli.

“Nessuno ci ha mai interpellato sulla questione – hanno affermato in molti. “Questo era un parco e tale deve rimanere: un giardino per i giochi dei bambini e un punto di ritrovo per gli anziani del quartiere”. Non c’è solo il geometra Gianfranco Baldini, presidente dell’Avif, ad affermarlo, ma comuni cittadini, come Andrea Casentini, Giuseppe Marracci, Siria Cirilli e Miranda Salvadori che quella notte hanno comunque vissuto l’incubo, soccorrendo per primi chi scappava dalle case in fiamme di via Ponchielli e via Pietrasanta e portando aiuto ai feriti. I lavori per la gettata di cemento erano iniziati di prima mattina, ma gli abitanti del quartiere sostengono di non essere mai stati interpellati per un loro parere: “Nessuno in Comune ci ha mai chiesto il consenso, il quartiere è di tutti. Sono anni che lamentiamo l’incuria, e la sporcizia. Nessuno si è però mai interessato. Siamo veramente amareggiati che il comune imponga una cosa senza interpellarci. Un’altra volta, come per i due binari, si tratta di un atto antidemocratico dell’amministrazione comunale”. Il marito di Anna Maccarone, dimessa dal Centro Grandi Ustionati di Torino da pochi giorni, è tornato dopo mesi a Viareggio ed è incredulo di quanto accaduto: “non è una bella cosa avere davanti alle finestre una sorta di cimitero, questo è un parco, e bastava una targa”. L’insegna, con ordinanza comunale, è ancora li: parco per bambini.


Pubblicato in: on novembre 21, 2009 at 5:30 pm  Lascia un commento  
Tags: , , ,

VANNO SUL TRENO E SI PERDONO, DUE MINORENNI RITROVATI NELLE CAMPAGNE DI FIESOLE

E’ stato grazie al personale del Commissariato di Polizia di Viareggio se una brutta avventura, per due ragazzini, è finita nel migliore dei modi. Erano saliti su un treno e poi si erano persi nelle campagne fiorentine. Alla centrale operativa del 113 era arrivata, verso le nove di sera, una segnalazione di scomparsa: due famiglie avevano perso i propri figli, uno di 12 e l’altro di 13, alla stazione di Viareggio. La volante si è precipitata sul posto, trovando i due genitori disperati: i due minori erano scomparsi dalle due e mezzo del pomeriggio, e i loro cellulari erano spenti. Le biciclette invece erano state ritrovate posteggiate alla stazione. Sentite numerose persone, dal bar alla biglietteria, nessuno li aveva visti e dal Commissariato di Viareggio sono state attivate tutte le procedure del caso, allertando anche le squadre della Protezione Civile. Dopo due ore di angoscia finalmente i cellulari sono tornati attivi, e gli agenti sono riusciti a parlare con uno dei due, che però, forse preso dal panico, non ha saputo dire dove si trovava. “Siamo in un bosco, ci siamo persi, ma dove siamo non lo so”. Gli agenti hanno cercato di calmare il ragazzino, tenendolo al telefono fino a quando hanno sentito, in sottofondo, la voce di una donna e se la sono fatta passare per avere notizie del luogo esatto dove i due si erano persi: “sono a Fiesole, nella campagna di Compiobbi”. Allertata la Questura di Firenze, che ha provveduto a trarre in salvo i due bambini, e tranquillizzati i genitori che sono stati accompagnati fino al capoluogo, solo a notte inoltrata l’incubo è finito.


BECCATO CON L’HASHISH, NE AVEVA MEZZO ETTO ASSIEME AL BILANCINO DI PRECISIONE

Un diciottenne trovato con mezzo etto di hashish e un bilancino è stato arrestato dagli agenti di una volante del Commissariato di Polizia di Viareggio. Alcuni passanti, sentendo delle urla da un appartamento nel pieno centro, hanno contattato il 113 e i poliziotti sono intervenuti a sirene spiegate, per evitare il peggio. Una volta entrati nell’abitazione hanno trovato il giovane che stava litigando con la ex fidanzata. Nonostante la presenza degli agenti il diciottenne ha continuato ad urlare, tanto che i poliziotti hanno consigliato alla ragazza di allontanarsi, per cercare di calmarlo. Durante la sua identificazione, all’occhio attento dei due poliziotti non è sfuggito un particolare sulla scrivania della camera da letto: uno strano “pezzetto”, che molto probabilmente poteva essere droga. Controllata tutta la casa sono saltati fuori altri nove “pezzi” di svariate misure, tutte contenenuti in un portasigarette di metallo, con un bilancino. Accompagnato in Commissariato il ragazzo è stato arrestato e poi processato per direttissima al tribunale di Viareggio, mentre la sostanza sequestrata, una volta sottoposta a narcotest, è risultata essere hashish, per oltre quarantasei grammi.


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.