Da ieri anche la 46ma Brigata Aerea da Pisa è impegnata con la Protezione Civile per l’emergenza esondazione. Tutti pronti al peggio, e la corsa contro il tempo non si ferma, per mettere in opera tutte le predisposizioni volte a contrastare la tanto temuta ondata di piena del lago di Massaciuccoli, la cui esondazione minaccia centinaia di persone residenti nelle zone maggiormente a rischio della frazione di Torre del Lago e del comune di Massarosa.


I militari dell’ Areonautica Militare che da quando è stata diramata l’allerta, stanno operando attraverso il servizio di previsioni meteo e l’assistenza al traffico aereo di ricognizione delle zone alluvionate, sorvolate 24 ore su 24, da ieri hanno iniziato ad operare anche sul campo, affianco ai Paracadustisti della Brigata Folgore di Livorno, al VI Reggimento Rema di Bologna e al Genio di Cremona: sono 7350 i sacchetti di sabbia, già riempiti e messi a disposizione, e 24.500 sacchetti vuoti distribuiti direttamente nelle zone degli argini da tamponare, con i propri autocarri. A questo si aggiungono due fuori strada a trazione integrale, autobus per trasportare la popolazione da evacuare, due autobotti per l’acqua potabile e due torri faro per consentire i lavori notturni di ricostruzione degli argini del fiume Serchio ancora da finire di riparare. Una ulteriore aliquota di personale è in stato di allerta e pronta ad intervenire per l’attuazione immediata dei piani di evacuazione.

Il padule, nelle zone basse del massarosese, e Torre del Lago, sul Belvedere, è immerso nella nebbia delle nuvole basse, mentre la pioggia per tutto il giorno non ha mai cessato di scendere.




Lungo le strade, le sponde del lago e dei canali, davanti ai cancelli e alle porte di case, sono stati posizionati i sacchi di sabbia. E si continua incessantemente a posizionarne altri. Si teme il peggio, per le prossime ore, e anche se l’esondazione rimane lo scenario peggiore, ma non il più probabile, la paura è tanta.



Nelle scuole di Torre del Lago è stato istituito un punto mensa per i volontari e l’esercito, e sono già pronti gli spazi per accogliere eventuali sfollati. Sono in tanti a telefonare, anche al centralino dei Vigili del Fuoco, per avere informazioni sull’evolversi della situazione, come in tanti sono quelli che si affacciano sulle sponde per monitorare di persona il livello dell’acqua. Soprattutto gli anziani, che ben ricordano l’alluvione di tanti anni fa, nel 1940.
Letizia Tassinari
