DA CASERMA A RIFUGIO PER SENZATETTO, VIAGGIO NEL PALAZZO ABBANDONATO A POCHI PASSI DAL SALOTTO BUONO. GIACIGLI ED ESCREMENTI OVUNQUE, ECCO COME SI E’ TRASFORMATA LA VECCHIA SEDE DEI CARABINIERI: L’EDIFICIO E’ DELLA PROVINCIA

Edifici abbandonati, anche nel centro cittadino, e dentro è l’inferno. Fino a due anni nel palazzone affacciato sulla piazza Mazzini, a due passi dal mare, era ospitata la caserma dei Carabinieri. Da quando i militari dell’Arma si sono trasferiti al Marco Polo, dentro vi regna il degrado. La proprietà è della Provincia, che lo dovrebbe vendere al Comune di Viareggio, ma ad oggi lo stabile è lasciato a sé stesso, in totale stato di abbandono, fatiscente, e molto probabilmente ricettacolo di abusivi che lo usano come dormitorio, o peggio ancora come luogo di spaccio. Nonostante il video – denuncia girato e messo in onda dell’emittente Versiliaintv.com qualche settimana fa, nulla è stato fatto. Il portone in legno che affaccia sulla via Mazzini è sempre aperto, chiunque, anche noi, ha la possibilità di entrare. Le immagini televisive, ancora visibili sull’ web, sono le stesse immortalate dalla nostra macchina fotografica ieri mattina, poco dopo le dieci. Nell’atrio e in alcune delle stanze dello stabile, in terra, ci sono i resti di cartone, giacigli notturni di qualche extracomunitario e clochard che li ci dormono, alcune biciclette vecchie, forse rubate, dei giubbotti, bottiglie di vetro e cartoni di vino vuoti.

Dal cortile interno, una volta sede della pompa di carburante per i mezzi dei militari dell’Arma, si accede a quelli che erano gli uffici, e ai piani superiori. Dove in terra c’è di tutto, anche escrementi umani. Viene da chiedersi il perchè di tanto abbandono, e i motivi del ritardo nell’acquisto di un immobile di pregio, e nella ristrutturazione dello stabile, magari in appartamenti ed alloggi per chi ne ha bisogno. E alla vigilia del Natale sono ancora tante le famiglie alloggiate “provvisoriamente” nelle tante pensioncine della città, senza l’uso della cucina, o di un fornello, costrette anche domani a mangiare un piatto freddo sedute sul letto.

Letizia Tassinari


TROVATO MORTO IN CASA, PROBABILMENTE PER UN MALORE

Il corpo di un uomo di sessantaquattro anni è stato ritrovato, ormai privo di vita, nella sua abitazione di Torre del Lago. Si tratta di Massimo Tofanelli, vedovo con un figlio poco più che trentenne. Sono stati i carabinieri della stazione di Torre del Lago, diretti dal maresciallo Fulvio Starace, ad entrare per primi nell’abitazione dell’anziano in via Nuova, nei pressi della Misericordia della frazione pucciniana, la cui porta era socchiusa, e a fare la macabra scoperta del cadavere disteso sul pavimento di casa. L’allarme era partito, dal momento che nessuno, da due giorni, aveva più visto in giro l’uomo, che viveva solo e non aveva più dato notizie di sé nemmeno ai parenti più stretti. Sul posto, oltre ai militari dell’Arma ai quali sono affidate le indagini, è stato richiesto l’intervento anche del medico legale, per accertare le reali cause della morte. Sul pavimento, da quanto trapelato, sarebbero state infatti rinvenute alcune tracce di sangue, ma l’ipotesi più accreditata è che a provocare il decesso di Massimo Tofanelli sia stato un malore, che lo ha fatto poi cadere a terra da una seggiola. Il sessantaquattrenne era molto conosciuto a Torre del Lago, anche per il suo soprannome, Massimo della Lola.


L’IMPEGNO DEI CARABINIERI, E GLI AUGURI DEI MILITARI AI SINDACI E AI CITTADINI VERSILIESI

Un brindisi con la stampa, per festeggiare il Natale: alla presenza del comandante provinciale Colonnello Stefano Ortolani, del comandante della Compagnia di Viareggio capitano Andrea Pasquali, del comandante della Radiomobile tenente Fabio Truddaiu e di tutti i comandanti delle stazioni dei comuni della Versilia è stata stappata ieri mattina alla caserma di Viareggio una bottiglia di spumante. Un brindisi sobrio, che è stata anche l’occasione per ringraziare tutti i Carabinieri per il lavoro eccellente portato avanti nei dodici mesi del 2009, e che ha visto i militari dell’Arma sempre presenti sul territorio, a garanzia della sicurezza dei cittadini e dei turisti. Un lavoro teso sia alla prevenzione che alla repressione del crimine, che ha visto i Carabinieri impegnati anche negli eventi incendiari dell’ultima stagione estiva. “Sempre presenti quando occorre – come ha detto il decano dei sindaci Michele Silicani, presente agli auguri assieme agli altri tre sindaci della Versilia storica Ettore Neri, Umberto Buratti e Massimo Mallegni. L’augurio fatto ai militari dal comandante provinciale per il prossimo 2010 è che i risultati delle loro attività siano altrettanto ottimi, come sempre.

Letizia Tassinari



L’UNIONE DEI COMUNI COMPIE UN ANNO, LA CGIL PLAUDE

Dalla Comunità Montana della Versilia all’Unione di Comuni. Ad un anno dalla fine della Comunità Montana la creazione dell’Unione di Comuni Alta Versilia si presenta con un bilancio positivo di attività. Un’esperienza che va verso il superamento dei particolarismi e in direzione di ambiti ottimali di erogazione dei servizi e assetti del territorio. È presto per dirlo ma con l’ingresso del Comune di Forte dei Marmi e le timide aperture di Viareggio, la costituzione in Versilia di una istituzione con deleghe sovracomunali sta marciando verso una idea di territorio in cui cadono le barriere dei singoli interessi politici di bottega. Non era pensabile durante le trattative di un anno fa, quando si determinò la chiusura della Comunità Montana e l’Unione di Comuni era un progetto solo sulla carta, che la volontà del personale e la determinazione degli amministratori riuscissero a costruire un Ente, a tessere relazioni, a valorizzare competenze e sinergie, tali da far pensare oggi alla prospettiva di un territorio amministrato uniformemente, con servizi al cittadino ed alle imprese erogati allo stesso modo da Massarosa a Forte di Marmi. “Sono battaglie di retroguardia quelle fatte in nome di chi sa quali particolarità – afferma Marcello Massei della Funzione Pubblica della Cgil – che comunque in una visione complessiva della Versilia troverebbero spazio e probabilmente risposte più consone, come già ora avviene con l’Unione che sopperisce a carenze degli enti altrimenti non superabili. Così come per i rifiuti e la società della salute ambiti di governo che superino gli stretti confini territoriali e permettano economie di scala, distribuzione delle risorse, organizzazione del personale che in un periodo di crisi come l’attuale dovrebbe far mettere da parte spiccioli interessi di parte”. Di fronte alle difficoltà, ai cambiamenti e ai tagli delle risorse alla pubblica amministrazione e agli enti locali, che impoveriscono i servizi per il cittadino, è indispensabile unire le forze e certamente, per il sindacato, l’esperienza dell’Unione  è una scommessa su cui ancora puntare e da perseguire con ancora più energia.


INFLUENZA A, GRAVE 32ENNE TRASFERITA A PISA: LA DONNA, SOTTOPOSTA A TRATTAMENTO SPECIALE D’URGENZA, E’ IN PROGNOSI RISERVATA

Una donna viareggina di trentadue anni affetta da influenza suina è stata trasferita dall’Ospedale Unico “Versilia” all’ Ospedale pisano di Cisanell. Affetta da una gravissima insufficienza respiratoria, quale complicanza da virus dell’influenza AH1N1, la paziente è stata sottoposta ieri pomeriggio al trattamento Ecmo (Extra Corporeal Membrane Oxygenation) nell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione cardiotoracica di Cisanello, diretta dal dottor Fabio Guarracino, perché non rispondeva ai trattamenti ventilatori convenzionali. La paziente è stata trasferita a Pisa dall’ospedale Versilia, dov’era ricoverata nei giorni scorsi, con un’ ambulanza attrezzata con medico anestesista-rianimatore a bordo, perché la terapia intensiva diretta dal dottor Guarracino è Centro di riferimento regionale dell’Area Vasta Nord Ovest per questo tipo di trattamento. Il protocollo concordato tra le rianimazioni dell’Area Vasta nei mesi scorsi, in preparazione alla pandemia, prevede infatti che l’Ecmo sia una opzione da considerare sempre in presenza di determinate condizioni cliniche particolarmente acute, ossia in pazienti affetti da insufficienza respiratoria grave e resistente al trattamento convenzionale. A tal fine le rianimazioni dell’Area Vasta lavorano in rete, con scambio continuo di informazioni con il centro Ecmo, allo scopo di scegliere il momento più opportuno per il trasferimento del paziente critico a Pisa. “Adesso bisognerà attendere le prossime 24-48 ore per accertare la risposta della paziente al trattamento – fanno sapere dall’ospedale pisano la dottoressa Emanuela Del Mauro e il dottor Andrea Zaonotti. Le condizioni della donna, al momento, sono molto critiche e la prognosi è riservata.




DUE TARTARUGHE SPIAGGIATE, LE CARCASSE RECUPERATE IN QUESTI GIORNI

Due gli interventi effettuati dai militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera nel mese di dicembre, a distanza di sole 24 ore, a salvaguardia dell’ambiente marino: il primo l’8 dicembre, a seguito di una chiamata al numero blu 1530, che segnalava la presenza di una tartaruga di 67 centimetri, priva di targhetta identificativa, in difficoltà, spiaggiatasi davanti al Circolo Velico di Marina di Pietrasanta, il secondo il giorno successivo per un esemplare di Caretta Caretta, lungo 70 centimetri, ormai morto da giorni e senza il guscio, avvistato a Lido di Camaiore. In entrambi i casi sono stati allertati gli Enti competenti per il recupero dei due esemplari rientranti nelle speci protette. Il Comandante Fabrizio Ratto Vaquer, con l’occasione, ricorda quanto importante sia informare prontamente la Capitaneria di Porto ogni qualvolta si avvistino cetacei o altre specie protette, dal momento che presso il Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto, costituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stata realizzata una banca dati, aggiornata continuamente con le informazioni che provengono dagli Uffici periferici del Corpo delle Capitanerie di Porto.


ALLARME PER IL MASSACIUCCOLI, SI E’ ALZATO IL LIVELLO DI GUARDIA. FRANE ANCHE IN ALTRA VERSILIA

Allarme per il Lago di Massaciuccoli salito di trenta centimetri sopra i livello del mare a causa delle abbondanti piogge e della neve che si sta sciogliendo. In azione l’idrovora sul canale della Bufalina, mentre sono state aperte le barriere dello stesso canale per far defluire in mare le acque del lago. A complicare le cose, oggi, il vento di Libeccio e la piena dei fiumi e dei canali adiacenti al lago. La situazione viene comunque costantemente monitorata dal consorzio di bonifica.

Frana nella notte sulla provinciale per Arni. Intorno alla mezzanotte quasi sei metri cubi di materiale si sono staccati dalla parete del monte all’altezza di Levigliani, andando a invadere la strada. Sul posto sono intervenuti i mezzi escavatori della Protezione Civile Provinciale. La strada è stata subito sgombrata e resa agibile e il traffico è stato ripristinato dal primo mattino.

Un’altra frana a Capezzano Pianore. Chiusura della via Capezzano Monte a causa di un movimento franoso che si è verificato nella tarda mattinata di martedì e che ha così aggravato la situazione, dato che un ditta incaricata era già al lavoro per ripristinare un’altra frana in zona attraverso il rafforzamento del muro di sostegno


ONDATA DI FURTI A TORRE DEL LAGO, E’ ALLARME

Preoccupazione nella frazione pucciniana per un’ondata di furti in bar e abitazioni. Nella notte di ieri i ladri hanno tentato di introdursi nel bar della stazione ferroviaria: i malviventi dopo aver forzato la porta sono stati messi in fuga dal sistema di allarme collegato con le guardie giurate. Si tratta del terzo tentativo di furto in mendo di due settimane. Tentato furto anche al Caffè dell’Opera sul viale Puccini: non riuscendo ad entrare nel locali i ladri si sono introdotti in una casa a fianco, rubando pochi euro. Alcuni balordi in azione anche in una abitazione in via Cavallotti, dove sono stati rubati soldi e gioielli.

Pubblicato in: on dicembre 24, 2009 at 2:05 pm  Lascia un commento  
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FURTO AL BAR, TRE DENUNCIATI

Tre persone sono state denunciate a Pontedera per il furto messo a segno al Bar sport di Torre del lago nei giorni scorsi. Al momento gli inquirenti non hanno fornito particolari sulla vicenda. Si sa solo che i tre sono stati trovati in possesso del computer rubato dal Bar. Ritrovati invece nei pressi della ferrovia in località la Bufalina i videogiochi rubati insieme al computer . Pochi gli spiccioli all’interno delle apparecchiature gravemente danneggiate dai ladri che sono stati recuperati.


Pubblicato in: on dicembre 24, 2009 at 2:00 pm  Lascia un commento  
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STRAGE, ELISABETH NON CE L’HA FATTA, LA GIOVANE MADRE E’ MORTA PER LE COMPLICAZIONI CAUSATE DALLE USTIONI

Addio Elisabeth: la donna di trentasei anni, originaria dell’ Equador, è la trentaduesima vittima della cisterna carica di Gpl esplosa pochi minuti prima di mezzanotte il 29 giugno scorso. Ha lottato, tra la vita e la morte, per ben sei lunghi mesi, fatti di speranza, ma alla fine non ce l’ha fatta. Ieri mattina all’alba, Elisabeth Guadalupe Silva, ferita gravemente a causa del disastro ferroviario di Viareggio, e’ deceduta. Il suo cuore ha cessato di battere in un letto dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, e alla vigilia della festa del Natale, le vittime della strage del 29 giugno sono tristemente salite a trentadue. Elisabeth, che lascia due figli, uno di quindici e l’altro di undici anni, al momento dell’esplosione si trovava in un appartamento di via Ponchielli, al civico 17. Lo stesso dove abitavano tre cittadini del Marocco e una sua connazionale, tutti morti a causa delle ustioni. La donna era in Italia dal 2008 con regolare permesso di soggiorno e faceva la baby sitter. L’ esplosione le aveva provocato ustioni gravissime sugli arti superiori e inferiori del corpo e Elisabeth era stata da subito ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Santa Chiara di Pisa. Le sue condizioni era poi migliorate, tanto che nel mese di settembre la donna era stata trasferita all’ Ospedale Unico “Versilia”, dove aveva iniziato un percorso medico di riabilitazione. Poi, il 22 ottobre, a causa di una parziale riapertura delle lesioni era stata di nuovo riportata al nosocomio pisano, per un nuovo intervento chirurgico. Ieri mattina alle 5.30 è però morta, nel reparto di Terapia Intensiva del Centro Ustioni. Negli ultimi giorni i medici erano speranzosi, e parlavano di un paio di mesi di degenza, pur rimanendo in guardia per il rischio delle infezioni. La giovane donna aveva riportato ustioni gravi su circa il 50% del corpo, riuscendo in questi mesi a superare fasi di criticità e complicazioni, e numerosi interventi chirurgici, e la morte è arrivata all’improvviso, quando ormai il peggio sembrava passato. “Non abbiamo finito di gioire per il ritorno a casa di Marco Piagentini, che dobbiamo tornare a piangere per l’ultima vittima della tragedia alla stazione di Viareggio, la signora Elisabeth Guadalupe Silva – questo la nota a firma del presidente della Regione Claudio Martini non appena appresa la notizia -: non ci sono piu’ parole che possano esprimere il dolore della Toscana di fronte alla sofferenza protrattasi per mesi, a speranze rinate e poi cadute, fino alla notizia della morte. Il mio pensiero va anche ai suoi due figli, due ragazzi di 15 e 11 anni che hanno perso definitivamente la loro mamma a pochi giorni dal Natale”. Le parole di Claudio Martini, Commissario Straordinario alla ricostruzione, esprimono amarezza e commozione alla notizia della trentaduesima vittima del rogo del giugno scorso: “Stiamo operando per dare a Viareggio e alle vittime di questa tragedia almeno un sollievo materiale. Ma ogni vita che si spegne, fra quanti sono stati colpiti da quel fuoco, ci ricorda che e’ soprattutto importante ricordare.

Ogni responsabilità sia accertata e punita

Fatti analoghi non debbono ripetersi per quanto non fatto a causa di negligenze e approssimazioni; ogni responsabilità dovrà essere accertata e punita da parte della magistratura. Questo chiediamo, e questo è l’impegno che ancora una volta ribadisco di fronte alla perdita di questa ennesima vittima”. Sono ancora due le persone rimaste ferite nell’ esplosione che restano ricoverate. Sono Claudia Maccarone, 61 anni, che si trova in riabilitazione all’ ospedale Versilia e il pakistano Ihsan Ulhyq, 44 anni, in cura al don Gnocchi di Milano. Nei giorni scorsi in due sono tornati a casa. Marco Piagentini, 41 anni, il papa’ del piccolo Leonardo. L’uomo era ricoverato all’ospedale di Padova. Nella strage ha perso la moglie Stefania Maccioni e due figli, Lorenzo e Luca, di 2 e 5 anni. Nel tentativo di salvarli, Marco Piagentini riporto’ gravissime ustioni sul 95% del corpo. E a casa, in Sicilia, e’ andata Claudia Frasca, 36 anni che potra’ trascorrere le vacanze di Natale in famiglia per poi iniziare, in un ospedale siciliano, la riabilitazione. Claudia Frasca perse il marito in quella strage: Rosario Campo, che era in motorino vicino a via Ponchielli, mori’ investito dalla fiammata generata dall’esplosione.

Letizia Tassinari


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